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Interrogazione dei Cinque stelle sui beni confiscati

Interrogazione dei Cinque stelle sui beni confiscati

Dall’elenco aggiornato, pubblicato sul sito della Regione  risultano tolti alla mafia due aziende e due appartamenti

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PIOMBINO. Le risposte la chiedono al sindaco. E i quesiti non sono da poco. I consiglieri del Movimento cinque stelle di Piombino, Daniele Pasquinelli, Susy Ninci e Andrea Lessi porteranno in discussione nella prossima seduta del consiglio comunale, fissata per venerdì, una interrogazione sui beni confiscati alla mafia nella nostra città.

La premessa si allaccia alla consultazione del sito istituzionale della Regione dove è inserito l’ultimo aggiornamento (fine giugno scorso) dell’elenco delle proprietà confiscate, ed alla comunicazione formale trasmessa al gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle dall’assessore Vittorio Bugli e dal funzionario Andrea Biondi.

Dal quadro emerge che nel territorio piombinese sono stati confiscati 2 aziende e 2 immobili. Nell’interrogazione se ne indica l’individuazione da un punto di vista tecnico.

La prima delle due aziende (procedimento 36460) è classificata nella tipologia “alberghi e ristoranti”. Il tribunale competente è quello di Livorno.

L’altra (procedimento 54762) è inserita nella tipologia ampia di commercio ingrosso – dettaglio - riparazione veicoli - beni personali - casa. Il tribunale è quello di Firenze.

Il primo immobile (classificato col numero 11589) è un appartamento in condominio (uso abitazione e assimilabile) L’altro (procedimento 67836) ha le stesse caratteristiche.

L’interrogazione dei Cinque stelle è finalizzata a sapere dal sindaco e dalla giunta dove sono ubicati i beni e le aziende indicate, chi ne deteneva la proprietà e quale attività malavitosa ha provocato la loro confisca.

Altre domande sono poste sulle modalità con cui si pensa di utilizzarli in base all’articolo 48 del Codice Antimafia che regola i vincoli statali sulle assegnazioni dei beni confiscati. Dopo 60 giorni dall’inserimento nell’elenco aggiornato i beni entrano nella disponibilità del Comune. Che se non li usa direttamente può metterli all’asta.

«Il sindaco - si aggiunge - è a conoscenza di ulteriori beni e/o attività posti sotto sequestro e non contenuti nell’elenco fornito ufficialmente dalla Regione Toscana»?

I consiglieri del Movimento Cinque stelle temono che l’acquisizione di immobili da parte di organizzazioni malavitose sia un fenomeno non infrequente nella nostra città e che scarsa sia la consapevolezza del problema nella stessa popolazione.

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