Il Tirreno

«Il mio amico poteva essere salvato»

di Guido Fiorini

Parla Maurizio Capilongo, che stava nuotando con la vittima: «Soccorsi troppo lenti, l’ambulanza non arrivava mai»

3 MINUTI DI LETTURA





BARATTI. «Ci ho messo 44 anni per trovare un amico vero e l’ho perso in un attimo, mi è morto fra le braccia, dopo una giornata che doveva essere di festa»: non si dà pace Maurizio Capilongo, di Pieve a Nievole.

Lunedì pomeriggio era in mare a nuotare a Baratti con Marco Neri, quando la stanchezza li ha traditi e il suo grande amico non ce l’ha fatta. Dopo tanti tentativi di rianimarlo il 44enne di Massa e Cozzile, titolare con il padre del Prosciuttificio Valdinievole, è morto al Pronto soccorso del Villamarina.

Ma Capilongo, che a Pieve a Nievole gestisce il ristorante Osteria del pesce fresco, ha dentro anche una grande rabbia.

Tanto che, insieme alla famiglia di Marco Neri, ha chiesto e ottenuto dal magistrato, la dottoressa Fiorenza Mannara, che cura le indagini portate avanti dal Nucleo operativo dei carabinieri, che venga effettuata l’autopsia sul corpo dell’amico. Vuole sapere se poteva essere salvato.

«Mentre eravamo in mare il primo a sentirmi male, ero stanco, sono stato io. Marco ha chiesto aiuto, ma da tre barche vicine a noi non s’è mosso nessuno. Poi in qualche modo mi sono fatto forza e mi sono avvicinato a riva e lì, con l’aiuto di alcuni bagnanti, sono uscito dall’acqua. Subito ho avvertito che c’era Marco in acqua, in difficoltà anche lui. A quel punto, da una barca più lontana, si era gettato in acqua un ragazzo che ha preso Marco e l’ha trascinato a riva. Quando è arrivato a terra vomitava acqua, ma era vivo. Sono sicuro, respirava ancora».

A quel punto ci sono stati momenti drammatici. È stato dato l’allarme, ma i primi ad arrivare sono stati i carabinieri.

«L’ambulanza non arrivava mai, un’attesa infinita, con Marco che non si riprendeva e continuava ad espellere acqua. Sono arrivati subito i carabinieri che sono stati meravigliosi, così come un medico che si trovava in spiaggia e si è messo a disposizione. Ci siamo alternati a fare il massaggio cardiaco e la respirazione “bocca a bocca” a Marco, per cercare di tenerlo in vita fino all’arrivo dei sanitari. Ma il tempo passava, minuto dopo minuto».

L’ambulanza, partita da Piombino, è arrivata a Baratti dopo 22 minuti, questo dicono i dati ufficiali.

«Mi chiedo come sia possibile che in un posto come Baratti, pieno di famiglie con i bambini, non ci sia un’ambulanza fissa in estate. E non ci sia neppure un sistema di salvamento efficiente. Sono stati i bagnanti a darci una mano, ma non abbiamo visto un bagnino ufficiale».

Maurizio Campilongo aveva raggiunto Marco Neri a Bibbona, dove ha una casa di famiglia da parecchi anni, approfittando del giorno di chiusura del ristorante. E il giorno di vacanza si è trasformato in tragedia.

«Siamo due amanti del mare, da sempre. Nuotiamo bene, abbiamo sempre fatto queste giornate insieme. Non siamo degli sprovveduti e neppure dei temerari. Ora l’ho perso per sempre e voglio sapere se poteva essere salvato. Possibile che, pur non essendoci un’ambulanza, non ci sia neppure un defibrillatore? (in realtà c’è, alla Perla, ma dall’altra parte del Golfo, ndr) Se lo avessimo avuto a portata di mano adesso Marco sarebbe ancora vivo. Per questo abbiamo parlato chiaro ai carabinieri e per questo il magistrato ha disposto l’autopsia. Ci dirà se soccorsi più tempestivi l’avrebbero salvato. Non tornerà in vita, ma la compagna e la figlia devono saperlo». Dopo l’autopsia saranno fissati i funerali di Marco Neri, probabilmente a Massa e Cozzile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa