Il Tirreno

«Perché ci sono ancora quelle baracche?»

«Perché ci sono ancora quelle baracche?»

Primi (Comitato per Campiglia) teme che ci sia stato un accordo per riaprire un cantiere alla Fonte di Sotto

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CAMPIGLIA. Il Comitato per Campiglia, con Alberto Primi, interviene sulla Fonte di Sotto, dove ancora ci sono le baracche di un cantiere chiuso da tempo.

«È dalla decadenza della lottizzazione “Borgo Nuovo” alla Fonte di Sotto (marzo 2015) - scrive Primi - che il Comitato per Campiglia regolarmente chiede la ragione della presenza di cinque baracche più ampie del vecchio edificio esistente, visto che non esiste e non può esistere alcun cantiere in attività visto che lottizzazione e permessi sono scaduti. A un'ultima richiesta di informazioni del 28 marzo scorso, dopo circa due mesi ci è stato chiarito che ad oggi tutto è in mano al curatore fallimentare della “Fonte di Sotto srl in liquidazione”. Il dirigente precisa che la rimozione delle attrezzature di cantiere è stata intimata al curatore il 10 agosto 2016. Nella stessa lettera il dirigente ricorda che “per effetto (…) della legge regionale 98/2013 il termine di validità nonché i termini di inizio e fine lavori nell'ambito delle convenzioni di lottizzazione (…) stipulati fino al 31 dicembre 2012, sono prorogati di tre anni».

«La convenzione di lottizzazione - prosegue Primi - fu stipulata nel 2005 e l’unico permesso rilasciato e ritirato fu quello che permetteva di realizzare strade, fogne e tutte le viabilità interne alla lottizzazione. Ricordando che la legge 98/2013 è quell’intruglio normativo chiamato “Legge del fare” e che di fatto, con la scusa di risollevare le sorti economiche del paese e di semplificare la burocrazia, dà via libera a un gran numero di facilitazioni anche per operazioni speculative di basso livello».

«Poiché temiamo proprio di ritrovarsi in questa situazione - aggiunge Primi - chiediamo tre cose. Primo: a proposito della precisazione del dirigente vogliamo sapere se la lottizzazione è effettivamente scaduta o se è ancora valida e scadrà in realtà nel 2018 (2015 + 3 = 2018), lasciando spazio a qualcuno di riattivare un progetto osceno. Secondo: vogliamo sapere se, sempre ai sensi della legge 98/2013, è ancora in essere la Scia che permetterebbe a qualcuno di realizzare strade, movimenti di terra, canalizzazioni e quant’altro comporterebbe la distruzione dell’unica parte di territorio di fatto extra urbano, dal quale si può ancora capire come si insediava la Campiglia medievale nel territorio rurale. Terzo: infine, di fronte alla mancata rimozione delle baracche, il Comune intende procedere direttamente addebitando alla società i costi di rimozione o adagiarsi nella solita pigrizia che abbiamo già visto nel caso di un edificio da tempo pericolante al Poggiame?».

«Il Comitato vuole risposte precise con date e dati certi - va avanti Primi - Se fosse come temiamo, si confermerebbe ancora una volta che a Campiglia si è fatta la scelta politica e operativa del tacere su tutto, del volere informare i cittadini tardivamente e solo se lo chiedono, del fare in modo che tutti si trovino di fronte ad accordi firmati e irrevocabili. In caso contrario saremo ben felici di riconoscere di esserci sbagliati, fermo restando che solo l’adozione di un nuovo piano operativo che cancelli tutti gli errori/orrori macroscopici dell'attuale regolamento urbanistico, potrà togliere dubbi e preoccupazioni. L’area della Fonte di Sotto è un patrimonio paesaggistico importante da conservare e preservare da qualunque intervento, anche da quelli che sembrano di utilità pubblica. E quando diciamo sembrano, ci riferiamo non solo a quelle realizzate e velocemente sequestrate negli anni passati, ma anche a quelle come Poggio all’Agnello, che comunque dopo qualche anno hanno ottenuto dalle amministrazioni locali di trasformare buona parte delle unità alberghiere in seconde case da vendere».



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