Il Tirreno

«Ecco la Variante per far ripartire la città»

di Cristiano Lozito
«Ecco la Variante per far ripartire la città»

L’assessora: più semplici cambi di destinazione e recuperi edilizi. Massima tutela della Sterpaia, ma quel luogo va valorizzato

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PIOMBINO. «Gli strumenti che stiamo per mettere in campo con l’obiettivo di favorire uno sviluppo diversificato, e in particolare quello del turismo, in realtà si tengono con la Variante Aferpi. Sì, perché con quella Variante abbiamo stabilito dopo 100 anni che lì, alle porte di Piombino, non si farà mai più siderurgia, che si sposta lontano dalla città, e che quelle aree recuperate serviranno comunque ad altre attività».

L’assessora all’urbanistica Carla Maestrini, a questa puntualizzazione tiene molto, «perché sulla Variante Aferpi (il 28 in consiglio comunale andranno le controdeduzioni alle osservazioni ndr) ci sono state tante polemiche, ma dire “mai più siderurgia” in quel pezzo di città rappresenta un fatto storico. Così si inizia davvero la diversificazione».

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«Macché, quell’infrastruttura ferroviaria è una previsione che si attuerà solo se il Piano Aferpi sarà attuato, altrimenti l’area resterà quello che è. I piombinesi stiano tranquilli, non regaliamo nulla a nessuno».

Lei parla di diversificazione, ma la città soffre una crisi profonda, e chi vuole fare impresa sostiene che a Piombino è tutto più difficile, per le rigidità delle norme e per i tempi.

«Il piano strutturale è del 2007, entro quest’anno avvieremo la progettazione di quello nuovo che proporrà una visione complessiva dello sviluppo della Val di Cornia puntato su economia del mare, quindi nautica, logistica, ittica, turismo, oltre ad agricoltura, parchi e cultura, per portarlo in adozione spero entro la prossima estate, così che passata la fase delle osservazioni si possa partire nel 2019. So che sembrano tempi lunghi, ma le assicuro che per le nostre forze, due architetti e un’ingegnera, sarebbe un grande risultato. Rispetto alle rigidità, consideri poi che sull’uso di nuovo suolo siamo sottoposti alla legge regionale dell’ex assessora Anna Marson, che propone molti vincoli».

E allora, aspettando il piano strutturale, quali sono gli strumenti per dare risposte e favore l’economia?

«Faremo in tempi brevi una variante al Regolamento urbanistico. Nella campagna di ascolto abbiamo ricevuto osservazioni da oltre 100 soggetti, utili a capire come facilitare alcuni interventi».

Può fare degli esempi?

«Penso al patrimonio edilizio esistente, e a misure che rendano più semplici cambi di destinazione e recuperi edilizi. Così credo che ci sarà lavoro per le imprese edili ma anche per quelle artigiane».

E sul turismo? i numeri sulle presenze sono molto alti ma la sensazione è che ci sia ancora molto da fare, specie per la ricettività.

«Il piano strutturale vigente rispetto al turismo era puntato tutto sulla ricettività alberghiera, la situazione è cambiata dal punto di vista della domanda, per questo parliamo di nuove tipologie nell’accoglienza, con maggiore flessibilità nelle previsioni legate alla ricettività. Ad esempio sul campeggio di Sant’Albinia (3,5 milioni di base d’asta, più mezzo milione per la messa in sicurezza idraulica ndr) è stato utile procedere alla richiesta di manifestazioni d’interesse. Gli imprenditori che si sono avvicinati ci hanno fatto intendere come fosse necessario aumentare i posti letto da 1000 a 1500, ma anche prevedere una diversificazione delle tipologie d’insediamento, che nel caso vedranno una soluzione mista, camping e villaggio turistico. Poi credo che quando sarà chiuso l’accordo con Enel sulla dismissione della centrale, lì ci saranno grandi spazi a disposizione per un polo turistico-ricettivo».

I Balneari della Costa est hanno presentato un documento con la loro visione e le loro proposte. Ci sono spunti di cui terrete conto nel piano particolareggiato?

«Il Consorzio per noi è un interlocutore importante e il loro ruolo sulla Costa est è di grande valore. Ora affideremo con un bando esterno la realizzazione del Piano particolareggiato, e sarà pronto per l’anno prossimo».

E lì come si fa a tenere insieme le esigenze di tutela ambientale e quelle della crescita dell’offerta turistica?

«Occorre fare un passo avanti per valorizzare la Sterpaia nel suo complesso. Massima tutela, ma quello è un luogo da vivere: penso ad esempio che il bosco è poco fruibile, quindi si possono fare interventi leggeri ma importanti sulla sentieristica, creando anche spazi per i bambini e migliorando i parcheggi. Certo nel Parco non ci sarà mai nulla dal punto di vista della ricettività, se non piccolissimi spazi già previsti per usi particolari».

E in città ci sono novità urbanistiche imminenti?

«Una importante è il progetto di trasferimento della Conad del Perticale. Il supermercato manterrà le sue dimensioni e andrà poco più in là, sullo stesso lato della strada, dove ci sono dei capannoni dismessi. Lì ci sono più spazi per i parcheggi e per i mezzi che portano la merce, al posto di Conad verrà un’altra struttura commerciale, alla fine è previsto anche un saldo occupazionale positivo. Conad inoltre sistemerà tutta l’area del Perticale vicino alla scuola. Al di là di tutto mi pare si tratti di un atto di fiducia verso la città».

E il vecchio progetto Unicoop di trasferire il negozio di via Gori in via Flemalle?

«E’ un momento particolare per la cooperativa, ma posso dire che non ha rinunciato, e sta facendo le sue valutazioni».



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