Italia
Scontro con cinghiali, auto danneggiate
Molti i casi, in particolare sulla Principessa. Un autista Tiemme: «Ne ho presi sei con la mia macchina, fate attenzione»
PIOMBINO. «Da maggio a oggi? Ne ho presi sei!» questa la dichiarazione di un ragazzo, piombinese e assiduo frequentatore della zona di Baratti, che di mestiere fa l’autista della Tiemme e che queste strade le ha battute spesso.
Sei, i cinghiali presi con la sua auto dall’inizio della stagione. Tutti nella stessa frazione, sulla Principessa dopo la curva del Morticino venendo da San Vincenzo.
«Anche ieri sera (mercoledì 19, ndr) c’è stato un altro incidente. Sulla strada un piccolo di cinghiale agonizzante e un altro, poco più avanti, morto».
I cinghiali scendono a valle, probabilmente perché non riescono a trovare cibo, razzolano nei campi in gruppo, gli ultimi avvistamenti in quella zona parlano di una decina di capi, alcuni davvero grossi, altri sono solo dei cuccioli.
«Spesso non riesci a vederli. Io ne avrò schivati un centinaio in queste estati, ma quelli sono apparsi all’improvviso. Un secondo prima erano nel campo e un momento dopo ho sentito lo schianto. Paraurti rotto per l’ennesima volta».
L’autista, che le strade della nostra zona le conosce molto bene, ci dà qualche consiglio su come prevenire questo tipo di incidenti.
«Non ci sono solo i cinghiali, le nostre strade sono frequentate anche da caprioli, cerbiatti, tassi, volpi e lepri. Si trovano un po’ dappertutto, vicino al mare, in pianura, in collina. Arrivano a corsa dal bosco o da un campo al lato della strada. Occorre tenere costantemente la massima attenzione e una guida a velocità moderata, mani sempre sul volante e occhi attenti non solo sulla strada ma anche intorno, dove è possibile. Per quanto riguarda i cinghiali, in particolare, si possono trovare da soli o in gruppo quando ci sono i piccoli. Molte volte stanno fermi anche sul ciglio della strada dove si limitano a mangiare, senza attraversare. Altre volte si spostano perché spaventati. Una caratteristica soprattutto dei caprioli, invece, è che tendono a tornare nel punto da cui sono arrivati perché vanno nel luogo in cui si sentono più sicuri. Quindi, se uno se li vede passare davanti c’è il rischio che non proseguano, ma che tornino indietro. Oltre alla prudenza e alla velocità ridotta, è da consigliare anche una frenata il più rapida possibile, quando la strada è asciutta. Non bisogna cercare di evitarli con sterzate troppo brusche, perché è meglio prendere un animale e limitarsi a spaccare un paraurti che rischiare di andare in un fosso e farsi seriamente del male. Non bisogna cercare neanche di spaventarli con urla, luci o abbaglianti, perché non servono a niente. Forse solo un colpo di clacson li può allontanare. Di notte sarebbe necessario usare i fari alti quando è possibile e non stare a bordo di strada, ma tenere una posizione leggermente più centrale, in modo da avere la possibilità di riuscire a fare una manovra di salvataggio».
«In zona – prosegue – ci sono stati molti casi ultimamente, purtroppo anche su strade in cui solitamente non dovrebbero avvenire, come una strada vicino al mare o una superstrada, dove sono stati registrati comunque degli incidenti di questo tipo. Queste sono le indicazioni generali che sento di poter dare in base alle mie ripetute esperienze. Ricordo a tutti di prestare estrema attenzione, se prendete un cinghiale e rimane ferito e volete soccorrerlo, perché potreste essere attaccati. Cercate, quindi, di non avvicinarvi troppo perché potrebbe essere molto pericoloso. E se per caso ne avete preso uno, per i danni è responsabile la Regione ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile.».
Preziosi consigli da tenere bene a mente per prevenire ulteriori incidenti. E per i danni è sempre bene consultare un avvocato. L’iter non è semplice, ma si può ottenere qualcosa.
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