Il Tirreno

«Ora servono bonifiche e infrastrutture»

«Ora servono bonifiche e infrastrutture»

Anselmi su Aferpi in Commissione Sviluppo. Rossi: l’unico piano per tornare a produrre acciaio è di Rebrab

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PIOMBINO. Mattinata di audizioni in commissione Sviluppo economico, presieduta da Gianni Anselmi, sulla vicenda ex Lucchini. In commissione, riunita per rispondere alla richiesta di approfondimento formulata da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), sono stati ascoltati il presidente della Regione Enrico Rossi, il commissario straordinario Piero Nardi, il vicesindaco Stefano Ferrini, il presidente dell’Autorità Portuale Stefano Corsini, sindacati e associazioni di categoria. Assente all’incontro Cevital, che ha fatto sapere di non poter essere presente a causa dei tempi stretti della convocazione.

«La seduta è stata lunga e profonda, proporzionalmente allo spessore e alla complessità di una vicenda che si protrae ormai da quasi dieci anni – è il commento di Gianni Anselmi – Quattro ore di confronto franco in cui c’è stato spazio per le retrospettive, che sono sempre utili a ricostruire il complesso percorso fatto fino a qui, e per le prospettive, per il futuro che aspetta l’azienda e il territorio. Molto importanti sono stati gli interventi del presidente Rossi, che ha descritto bene l’impegno importante della Regione sin dall’inizio della vicenda e quello del dottor Nardi, commissario straordinario della ex Lucchini: hanno contribuito a patrimonializzare conoscenze, così come utili sono stati il contributo del Comune e del presidente Corsini per gli aspetti portuali».

«Il mese di ottobre sarà cruciale – prosegue Anselmi – o ci sarà Aferpi con un piano industriale o ci sarà un altro interlocutore, che auspico sia con attitudine industriale. Il nostro compito adesso è fissare i paletti e creare le condizioni perché si torni a investire sul nostro territorio e perché, soprattutto, si torni a lavorare, chiudendo la parentesi degli ammortizzatori sociali. E per fare questo ci vuole lungimiranza, costanza politica e visione strategica e amministrativa».

Per Anselmi dunque resta imprescindibile «procedere nella direzione della diversificazione economica, dell’economia turistica, dell’innalzamento competitivo del territorio attraverso la realizzazione, in tempi socialmente ragionevoli delle bonifiche e delle infrastrutture. A una situazione di crisi straordinaria si risponde con procedure non ordinarie e non con atteggiamenti inerziali orientati al semplice ossequio delle procedure esistenti».

Tra i punti ribaditi nell’audizione dal commissario Nardi «il prolungamento del contratto di cessione, l’attività di monitoraggio su Cevital e il mantenimento degli operai per altri due anni con i dovuti ammortizzatori sociali. Con Aferpi – ha concluso Nardi – abbiamo convenuto che l’allungamento di due anni era un fatto positivo per i lavoratori ma anche per le parti che si davano più tempo per mettere a punto il progetto di Piombino».

La valutazione del presidente Rossi è che «ci siano stati molti errori di valutazione, di progettazione, di conduzione della vicenda e inesperienza anche nella fase di ricerca di un progetto per la valorizzazione dell’impianto di produzione elettrico dai costi eccessivi».

Ribadendo «le difficoltà nel portare capitali fuori dall’Algeria verso la Toscana», Rossi ha messo l’attenzione sulla necessità di porre il tema anche in termini di «relazioni tra Paesi», di «cercare una relazione diretta, un contatto tra i livelli più alti del Governo italiano e algerino». Il presidente ha ribadito l’importanza di «guardare alla sostanza», ritenendo che «l’unico progetto per riattivare le linee di laminazione e costruire un impianto nuovo di produzione dell’acciaio e riassorbire il personale è quello di Aferpi, che ha già investito 130 milioni».

Rossi ha parlato poi di risorse: «Abbiamo 30 milioni in Europa che andranno per interventi di carattere ambientale, altri 30 milioni sono stati messi con iniziativa del consiglio regionale per il finanziamento della parte corrente». Tra gli appuntamenti ravvicinati, Rossi ha ricordato la «verifica del piano per lo smantellamento e la bonifica dello stabilimento».

Da parte delle organizzazioni sindacali non solo è emersa la necessità di una maggior tutela dei lavoratori con «strumenti di sostegno al reddito e con corsi di formazione per la loro riqualificazione», ma un invito a «seguire l’evoluzione del ciclo produttivo della costa e il cambio di passo dell’economia e a fare sistema».

«La seduta di oggi – ha detto invece Fattori – è stata importante ma devo registrare due fatti preoccupanti. Il primo è che Cevital non si è presentata in commissione. Il secondo è che alla mia richiesta di poter acquisire, come consiglio regionale, il testo esatto dell’addendum, ossia del nuovo accordo, il commissario Nardi ha chiarito che non vi è il consenso di Cevital a render pubblico il documento. Alla mia domanda se vi sia un concreto interessamento di qualche partner per la siderurgia, Nardi ha risposto con una metafora marinara: l’acqua è ancora fonda ma si vede la costa, ci sarebbero cioè “segnali di interessamento”. Alla mia ulteriore domanda se vi sia un “piano B”, Nardi ha risposto che al momento non c’è e che “va costruito”».



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