Il Tirreno

Solidarietà e sport con Cgil e “Rugge66”

Solidarietà e sport con Cgil e “Rugge66”

Incontro con l’associazione che gestisce Villa Gaia, obiettivo superare gli ostacoli che emarginano i migranti

2 MINUTI DI LETTURA





RIOTORTO. L’evento sportivo nasce dall’incontro tra l’associazione che gestisce il centro, “Articolo 2” onlus, e la segreteria confederale della CGIL territoriale che, attraverso Patrizia Villa, segretaria con delega alle politiche dei migranti, ha visitato, insieme alla responsabile del Sol Cgil, Giulia Biagetti, Villa Gaia e si è confrontata con gli ospiti della struttura. «Dall’incontro – spiega Villa – è emersa la volontà comune di superare gli ostacoli culturali e normativi che tendono a emarginare ed escludere i migranti e le persone richiedenti protezione internazionale”. Da parte di “Articolo 2” onlus c’è la necessità di fare rete sul territorio per favorire l’integrazione e l’accoglienza. «Per noi le reti territoriali hanno un’importanza fondamentale – illustrano da Villa Gaia – e le abbiamo costruite incontrando molti attori della zona. Attività centrale è la formazione e l’avvio al lavoro, indispensabili anche in condizioni critiche del mercato del lavoro. La partecipazione solidale è un elemento fondamentale per l’abbattimento delle barriere, in questo senso si inserisce l’incontro da cui nasce l’evento sportivo organizzato con la Cgil».

Lo stesso nome della squadra è il simbolo di una collaborazione: l’associazione “Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro” ha partecipato e contribuito sin dall’inizio, con la proposta di partecipare al torneo da loro organizzato ogni anno e co-patrocinando le attività della squadra, la quale, proprio per questo è intitolata a Ruggero “Rugge66” e ricorda il mese di arrivo dei ragazzi, Kalo tan, in lingua bambara – il decimo mese – cioè ottobre.

«Dal dialogo con l’associazione – sottolinea la segretaria della Cgil – sono emersi molti punti d’incontro sulla necessità di costruire pari opportunità universali. Il tema del lavoro necessita di attenzione per non distruggere il delicato tessuto contrattuale e anche per evitare forme estreme di sfruttamento a cui, purtroppo, sono sottoposti migliaia di migranti, di cui il caporalato nelle campagne è l’esempio di una di quelle teste di ariete che abbattono i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ingenerando concorrenza al ribasso tra soggetti socialmente deboli».

«Tra gli obiettivi del progetto – conclude l’Associazione – bisogna sottolineare l’accompagnamento a percorsi di autonomia delle/dei richiedenti protezione internazionale, ragazzi e ragazze giovani, non un tutt’uno, ma tante storie diverse che vengono da esperienze molto dure. Per loro è indispensabile acquisire strumenti nuovi per integrarsi nella società locale in condizioni di minore svantaggio».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa