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Rosa Mauro vince il “Claris Appiani”
RIO NELL’ELBA . Rosa Mauro vince il premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione letteraria con “Requiem per un soldato” (Meridiano Zero). È con questo evento che, ieri sera, si è aperto l’...
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RIO NELL’ELBA . Rosa Mauro vince il premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione letteraria con “Requiem per un soldato” (Meridiano Zero). È con questo evento che, ieri sera, si è aperto l’ “Elbabook”, il festival dedicato all’editoria indipendente giunta alla terza edizione. La seconda edizione del premio Appiani, dunque, è stato assegnato alla traduttrice Rosa Mauro per la trasposizione dal russo del romanzo di Oleg Pavlov “Requiem per un soldato”. «Siamo di fronte – ha detto fra l’altro il presidente del comitato tecnico del premio, Lucinda Spera – a una traduzione che eccelle sia nelle parti narrative, sia in quelle dialogate. In particolare, è meritevole tanto la capacità di adattare la prosa alla sintassi italiana, evitando di cedere alla tentazione di ricalcare le strutture sintattiche del russo, quanto la capacità di rendere in italiano le peculiarità stilistiche della lingua dello scrittore. Il testo, in cui è forte l’eredità di alcuni grandi scritti russi ottocenteschi e novecenteschi, è reso in un ottimo italiano». Il premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione letteraria è riservato agli editori indipendenti e alle loro pubblicazioni.
Il comitato tecnico-scientifico era presieduto da Lucinda Spera (Unistrasi); ne facevano inoltre parte Liana Tronci e Giulia Marcucci, mentre i membri nominati da Ebf erano Andrea Gullotta (Università di Glasgow) e Massimo Maurizio (UniTo). Si è classificato secondo Marco Caratozzolo, con l’opera tradotta: “Che disgrazia l’ingegno” dell’autore Aleksandr Griboedov, pubblicata, con testo russo a fronte, per i tipi di Marchese Editore. Alla premiazione, tenutasi sulla terrazza del Barcocaio, Roberta Bergamaschi, organizzatrice del premio, ha detto: «Giunto alla sua seconda edizione, era dedicato alla lingua russa. La scelta dell’area linguistica è attenta all’attualità e premia quei traduttori e quei piccoli editori che contribuiscono a diffondere, attraverso una pluralità di voci, la letteratura di un paese alla ribalta dello scacchiere politico internazionale. La molteplicità dei punti di vista offerti dalla scrittura, la capacità di tradurli in parole altre, sono fonte di conoscenza e testimonianza di realtà, un modo per ricordare la persona di Lorenzo Claris Appiani nella sua dimensione umana e professionale».
Il comitato tecnico-scientifico era presieduto da Lucinda Spera (Unistrasi); ne facevano inoltre parte Liana Tronci e Giulia Marcucci, mentre i membri nominati da Ebf erano Andrea Gullotta (Università di Glasgow) e Massimo Maurizio (UniTo). Si è classificato secondo Marco Caratozzolo, con l’opera tradotta: “Che disgrazia l’ingegno” dell’autore Aleksandr Griboedov, pubblicata, con testo russo a fronte, per i tipi di Marchese Editore. Alla premiazione, tenutasi sulla terrazza del Barcocaio, Roberta Bergamaschi, organizzatrice del premio, ha detto: «Giunto alla sua seconda edizione, era dedicato alla lingua russa. La scelta dell’area linguistica è attenta all’attualità e premia quei traduttori e quei piccoli editori che contribuiscono a diffondere, attraverso una pluralità di voci, la letteratura di un paese alla ribalta dello scacchiere politico internazionale. La molteplicità dei punti di vista offerti dalla scrittura, la capacità di tradurli in parole altre, sono fonte di conoscenza e testimonianza di realtà, un modo per ricordare la persona di Lorenzo Claris Appiani nella sua dimensione umana e professionale».
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