Sicurezza
mercoledì prossimo
La vicenda Asiu in sala consiliare
Prestiti e acquisto di azioni (andate in fumo) in Seconda commissione
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PIOMBINO. La crisi finanziaria dell’Asiu negli anni 2012-2014, i finanziamenti richiesti e la sottoscrizione di azioni presso la Banca Popolare di Vicenza, 131mila euro andati in fumo per la crisi dell’istituto, sono al centro della riunione della seconda commissione, presieduta da Marco Mosci, convocata per mercoledì 26 alle nove in sala consiliare.
All’incontro parteciperanno Barbara Del Seppia, liquidatore Asiu e Claudia Carnesecchi, responsabile amministrativo di Rimateria.
Questa la sintesi della vicenda, sollevata dalla Liste civiche della Val di Cornia: Asiu non ha i soldi per pagare tredicesime (2012) e quattordicesime (2014) ai dipendenti. Chiede il finanziamento alla Banca popolare di Vicenza che lo concede, imponendo però l’acquisto di proprie azioni per 131mila euro. La banca poi va in gravissime difficoltà e il valore delle azioni si azzera.
Secondo la ricostruzione del liquidatore Asiu, l’azienda aveva avviato inutilmente una indagine in altri istituti di credito con cui intratteneva rapporti, alla ricerca di risposte alternative. Senza quei soldi, dice il liquidatore, Asiu non avrebbe potuto far fronte al pagamento dei dipendenti poiché la situazione della società in quel periodo era «estremamente tesa anche a causa del mancato incasso di crediti verso Lucchini per circa 400.000 euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
All’incontro parteciperanno Barbara Del Seppia, liquidatore Asiu e Claudia Carnesecchi, responsabile amministrativo di Rimateria.
Questa la sintesi della vicenda, sollevata dalla Liste civiche della Val di Cornia: Asiu non ha i soldi per pagare tredicesime (2012) e quattordicesime (2014) ai dipendenti. Chiede il finanziamento alla Banca popolare di Vicenza che lo concede, imponendo però l’acquisto di proprie azioni per 131mila euro. La banca poi va in gravissime difficoltà e il valore delle azioni si azzera.
Secondo la ricostruzione del liquidatore Asiu, l’azienda aveva avviato inutilmente una indagine in altri istituti di credito con cui intratteneva rapporti, alla ricerca di risposte alternative. Senza quei soldi, dice il liquidatore, Asiu non avrebbe potuto far fronte al pagamento dei dipendenti poiché la situazione della società in quel periodo era «estremamente tesa anche a causa del mancato incasso di crediti verso Lucchini per circa 400.000 euro».
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