Sicurezza
«Il pronto soccorso va spostato da lì»
La Uilfpl fa il punto sulle priorità per l’ospedale: tutelare il Punto nascita e ottenere Emodinamica
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PIOMBINO. L’ospedale di Piombino va potenziato, partendo dallo spostamento del Pronto soccorso. Ma non solo. Lo dice con chiarezza Paolo Camelli della Uilfpl, con una lettera aperta ai sindaci della Val di Cornia e della Val di Cecina, al presidente Conferenza dei sindaci Elba, al direttore della Usl Nordovest e all’assessore alla salute della Regione. Il sindacato elenca e priorità per l’ospedale Villamarina e per i servizi socio-sanitari in Val di Cornia.
«La sanità pubblica – scrive – attraversa una grave crisi di professionalità specialistiche a causa di una colpevole sottostima dei corsi universitari. Sono rarissime le professionalità mediche da impiegare nei Pronto soccorso, nelle diagnostiche, nelle urologie, nelle ortopedie, nelle sale operatorie ect ect. Questa è una vera e propria emergenza che se non risolta con un incremento di disponibilità formative penalizzerà gravemente gli ospedali delle periferie come Cecina, Portoferraio e appunto Villamarina. Inoltre, stante il modello toscano, se vanno in crisi i servizi territoriali delle zone periferiche salteranno le riorganizzazioni in atto negli ospedali più grandi. Spetta alla Regione ma anche ai sindaci muoversi ed occorre farlo oggi. Nella Usl Nordovest sono tantissimi i servizi che vanno avanti con tantissimo lavoro straordinario esponendo operatori e cittadini a rischi professionali e clinici».
«A Piombino la priorità sull’ospedale si chiama trasferimento e potenziamento del Pronto soccorso: serve un investimento di circa 500mila euro per spostarlo in una zona dell’ospedale vicino alle diagnostiche ed al blocco operatorio. Inoltre servono: potenziamento del blocco operatorio per eliminare le liste di attesa che superano i 30 giorni; potenziamento dei letti di terapia sub intensiva per offrire migliore cure nel post operatorio; potenziamento della diagnostica non solo per abbattere le liste di attesa ma anche per consentire un uso appropriato delle degenze in ospedale e nell’attesa al Pronto Soccorso; serve un modulo di 6 posti letto di psichiatria; occorrono 12 posti letto di cure intermedie per sostenere i cittadini e le famiglie nella breve dimissione ospedaliera».
«Un ospedale che insieme a Cecina ha l’ambizione di collocarsi nella fascia alta della casistica (il 6° ospedale di 2° livello della Usl nordovest) non può fare a meno di risolvere queste criticità, attivando anche il modello sub dipartimentale almeno per l’area chirurgica. Ora che siamo nella fase di approvazione dei piani di area vasta occorre andare oltre gli indirizzi e serve una posizione forte e decisa della conferenza dei sindaci. Apprendiamo che la Regione trova difficoltà alla deroga per il Punto nascita e nel contempo sta studiando la possibile collocazione a Piombino dell’emodinamica. Sul Punto nascita la nostra posizione è chiara: non ci sono ragioni per rifiutare la deroga al decreto Balduzzi. È vero che le nascite a Piombino sono poche ma è anche vero che si nasce con tutta la sicurezza necessaria come è vero che il Punto nascita di Piombino è una parte della rete con Cecina. Non è più sufficiente affermare il diritto della Val di Cornia a mantenerlo, ora serve uno sforzo per proporre una soluzione in rete già adottata da diverse Regioni. Sull’emodinamica, anche questa bisognosa di deroga al Decreto Balduzzi (in particolare la casistica che in tutta la ex Asl 6 vede circa 700 casi di angioplastica coronarica nell’infarto del miocardio e circa 600 coronarografie entro le 24 ore)la nostra posizione è altrettanto limpida: nessuno pensi di realizzare una semplice struttura diagnostica. Sarebbe un investimento importante (oltre 3 milioni di euro) e non servirebbe a tutelare i cittadini della Val di Cornia e nemmeno quelli di Cecina o dell’Elba. Inoltre è necessario che sia valutata l’esperienza prodotta dall’impegno del 118 che da diversi mesi effettua direttamente il trattamento farmacologico in presenza di infarto. Quello che chiediamo è una visione delle priorità da realizzare in breve tempo e riterremmo utile che la conferenza dei sindaci della Val di Cornia, della Val di Cecina e dell’Elba promuovessero una conferenza dei servizi per offrire una sede qualificata di confronto con i cittadini e gli operatori che con le loro organizzazioni potranno valutare le scelte che si stanno compiendo e contribuire positivamente alla crescita qualitativa dei servizi sanitari e socio-sanitari».
«La sanità pubblica – scrive – attraversa una grave crisi di professionalità specialistiche a causa di una colpevole sottostima dei corsi universitari. Sono rarissime le professionalità mediche da impiegare nei Pronto soccorso, nelle diagnostiche, nelle urologie, nelle ortopedie, nelle sale operatorie ect ect. Questa è una vera e propria emergenza che se non risolta con un incremento di disponibilità formative penalizzerà gravemente gli ospedali delle periferie come Cecina, Portoferraio e appunto Villamarina. Inoltre, stante il modello toscano, se vanno in crisi i servizi territoriali delle zone periferiche salteranno le riorganizzazioni in atto negli ospedali più grandi. Spetta alla Regione ma anche ai sindaci muoversi ed occorre farlo oggi. Nella Usl Nordovest sono tantissimi i servizi che vanno avanti con tantissimo lavoro straordinario esponendo operatori e cittadini a rischi professionali e clinici».
«A Piombino la priorità sull’ospedale si chiama trasferimento e potenziamento del Pronto soccorso: serve un investimento di circa 500mila euro per spostarlo in una zona dell’ospedale vicino alle diagnostiche ed al blocco operatorio. Inoltre servono: potenziamento del blocco operatorio per eliminare le liste di attesa che superano i 30 giorni; potenziamento dei letti di terapia sub intensiva per offrire migliore cure nel post operatorio; potenziamento della diagnostica non solo per abbattere le liste di attesa ma anche per consentire un uso appropriato delle degenze in ospedale e nell’attesa al Pronto Soccorso; serve un modulo di 6 posti letto di psichiatria; occorrono 12 posti letto di cure intermedie per sostenere i cittadini e le famiglie nella breve dimissione ospedaliera».
«Un ospedale che insieme a Cecina ha l’ambizione di collocarsi nella fascia alta della casistica (il 6° ospedale di 2° livello della Usl nordovest) non può fare a meno di risolvere queste criticità, attivando anche il modello sub dipartimentale almeno per l’area chirurgica. Ora che siamo nella fase di approvazione dei piani di area vasta occorre andare oltre gli indirizzi e serve una posizione forte e decisa della conferenza dei sindaci. Apprendiamo che la Regione trova difficoltà alla deroga per il Punto nascita e nel contempo sta studiando la possibile collocazione a Piombino dell’emodinamica. Sul Punto nascita la nostra posizione è chiara: non ci sono ragioni per rifiutare la deroga al decreto Balduzzi. È vero che le nascite a Piombino sono poche ma è anche vero che si nasce con tutta la sicurezza necessaria come è vero che il Punto nascita di Piombino è una parte della rete con Cecina. Non è più sufficiente affermare il diritto della Val di Cornia a mantenerlo, ora serve uno sforzo per proporre una soluzione in rete già adottata da diverse Regioni. Sull’emodinamica, anche questa bisognosa di deroga al Decreto Balduzzi (in particolare la casistica che in tutta la ex Asl 6 vede circa 700 casi di angioplastica coronarica nell’infarto del miocardio e circa 600 coronarografie entro le 24 ore)la nostra posizione è altrettanto limpida: nessuno pensi di realizzare una semplice struttura diagnostica. Sarebbe un investimento importante (oltre 3 milioni di euro) e non servirebbe a tutelare i cittadini della Val di Cornia e nemmeno quelli di Cecina o dell’Elba. Inoltre è necessario che sia valutata l’esperienza prodotta dall’impegno del 118 che da diversi mesi effettua direttamente il trattamento farmacologico in presenza di infarto. Quello che chiediamo è una visione delle priorità da realizzare in breve tempo e riterremmo utile che la conferenza dei sindaci della Val di Cornia, della Val di Cecina e dell’Elba promuovessero una conferenza dei servizi per offrire una sede qualificata di confronto con i cittadini e gli operatori che con le loro organizzazioni potranno valutare le scelte che si stanno compiendo e contribuire positivamente alla crescita qualitativa dei servizi sanitari e socio-sanitari».
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