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Ecco i soldi dal Ministero per bonificare il Puppaio

RIO MARINA . Approvati dall’esecutivo Galli, nell’ultima sezione dei lavori, gli interventi previsti dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) per la messa in sicurezza del Puppaio nel comparto...

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RIO MARINA . Approvati dall’esecutivo Galli, nell’ultima sezione dei lavori, gli interventi previsti dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) per la messa in sicurezza del Puppaio nel comparto minerario di Rio Albano, che, in anni recenti, ha funzionato anche da discarica consortile per il versante orientale dell’isola. Si tratta di una serie di interventi che presto saranno messi in appalto per un importo complessivo di 780 mila euro finanziati per intero dal Ministero attraverso la Regione. Sono circa 470 ettari (di cui 210 nella miniera di Rio e 260 in quella di Rio Albano) le aree demaniali ricadenti nel Comune di Rio Marina. Sono zone minerarie che racchiudono emergenze e valori ambientali e culturali di grande rilievo, per questo motivo sono inserite nel “World Heritage List of Geological Sites” dell’Unesco. Dopo la cessazione dell’attività estrattiva del ferro si è iniziato a parlare per il Puppaio di un accordo di programma stipulato fra il Ministero dell’Ambiente, la Regione, la Provincia di Livorno ed alcuni Comuni elbani, fra cui Rio Marina. Tale accordo di programma riguardava proprio la bonifica e il recupero ambientale dei “siti ex estrattivi minerari della Toscana”, fra cui anche il Puppaio. Per tale sito il Mise ha previsto ben quattro lotti in cui si suddividono gli interventi per la messa in sicurezza. Il primo prevede la raccolta, frantumazione e selezione di tutto il materiale inerte presente sui piazzali in prossimità della depressione lacustre; contestuale separazione e trasporto a discarica dei materiali ferrosi e rifiuti speciali che si dovessero rinvenire nella fase di asportazione e selezione. Il secondo prende in considerazione il parziale ritombamento del laghetto tramite accumulo dei materiali inerti precedentemente selezionati e accantonati al suo interno; contestuale realizzazione di canalette superficiali per un’adeguata regimazione idraulica. Il terzo invece consiste nell’isolamento e impermeabilizzazione di tutto il nuovo fondo del lago con membrana impermeabilizzante elastoplastica ad alta concentrazione di bitume e analogo intervento nella zona di sponda con una barriera geosintetica per un altezza di 3 metri dal fondo lago. Infine il quarto e ultimo lotto sarà del tutto dedicato alla messa a dimora di terreno di coltura e di terreno vegetale per le piantagioni erbacee e arbustive e copertura completa dei nuovi piazzali creati e una “ricucitura” con il verde attualmente esistente. «Un piano davvero molto ben articolato – ha commentato fra l’altro il primo cittadino di Rio Marina – Siamo arrivati al punto di non ritorno per le aree dismesse dall’attività mineraria. È dovere della mia amministrazione recuperarle per un loro riutilizzo e una migliore fruizione pubblica». (l.c.)

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