Gioco
Tante etichette dei vigneti Fuorimondo battezzate con i sentimenti e le memorie familiari
Nel dialetto toscano, il termine Volpaiole significa “il posto delle volpi” tanto che la testa dell’animale è stata stilizzata da un pittore come effigie per il vigneto. Volpaiole indica quindi la...
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Nel dialetto toscano, il termine Volpaiole significa “il posto delle volpi” tanto che la testa dell’animale è stata stilizzata da un pittore come effigie per il vigneto.
Volpaiole indica quindi la località in cui si trovano le particelle dei vigneti di Fuori Mondo. Una località dove Olivier Paul Morandini (nato a Montignies sur Sambre nel 1971, padre responsabile commerciale per la Carrefour e madre organizzatrice di congressi medici alle Canarie), produce alcune varietà di vino per la maggior parte vendute all’estero, anche se l’interesse da parte di aziende italiane sta crescendo.
Tutti battezzati con nomi dettati dai sentimenti. D’Acco è un Alicante da bere fresco, un vino da aperitivo, di medio corpo e molto profumato che matura per 6 mesi in tonneaux di 400 litri e ricorda la prima parola pronunciata dal figlio di Olivier. Libero è il vino in memoria del contadino che si prendeva cura del vigneto di Cafaggio, da Ciliegiolo, quasi in edizione limitata con sole 600 bottiglie prodotte. Lino invece è il sangiovese in purezza dedicato al nonno friulano; mentre la contrapposizione tra il giovane e l’anziano, tra saggezza e inesperienza, si sente in Amaë, Cabernet Sauvignon; e la raffinatezza si trova in Pemà, dal nome di una principessa tibetana che attraversava l’Himalaya, nervosa, altera ma intensa e penetrante, proprio come il vino che porta il suo nome e che Morandini ha raccontato molti anni fa in un documentario.
Volpaiole indica quindi la località in cui si trovano le particelle dei vigneti di Fuori Mondo. Una località dove Olivier Paul Morandini (nato a Montignies sur Sambre nel 1971, padre responsabile commerciale per la Carrefour e madre organizzatrice di congressi medici alle Canarie), produce alcune varietà di vino per la maggior parte vendute all’estero, anche se l’interesse da parte di aziende italiane sta crescendo.
Tutti battezzati con nomi dettati dai sentimenti. D’Acco è un Alicante da bere fresco, un vino da aperitivo, di medio corpo e molto profumato che matura per 6 mesi in tonneaux di 400 litri e ricorda la prima parola pronunciata dal figlio di Olivier. Libero è il vino in memoria del contadino che si prendeva cura del vigneto di Cafaggio, da Ciliegiolo, quasi in edizione limitata con sole 600 bottiglie prodotte. Lino invece è il sangiovese in purezza dedicato al nonno friulano; mentre la contrapposizione tra il giovane e l’anziano, tra saggezza e inesperienza, si sente in Amaë, Cabernet Sauvignon; e la raffinatezza si trova in Pemà, dal nome di una principessa tibetana che attraversava l’Himalaya, nervosa, altera ma intensa e penetrante, proprio come il vino che porta il suo nome e che Morandini ha raccontato molti anni fa in un documentario.
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