Il Tirreno

La voce della natura che piace sempre più

di Claudia Guarino
La voce della natura che piace sempre più

Silvia Ghignoli, responsabile dell’oasi Orti-Bottagone fa conoscere animali “ospiti” e territorio a centinaia di turisti  

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PIOMBINO. L’opera dell’uomo cinge il volto della natura. Lo sguardo spazia tra l’erba e i canneti, fino a posarsi, verso il mare, sulle snelle torri della centrale Enel.

Dall’altra parte la lingua d’asfalto della Geodetica scavalca le tamerici e gli specchi d’acqua. In mezzo 126 ettari di riserva naturale giacciono nel suono del vento, facendo da casa a innumerevoli specie di animali. Uccelli soprattutto, ma anche rettili e mammiferi.

«Una volta questo doveva essere uno spazio legato all’industria. Poi, per fortuna, l’area è diventata una riserva naturale», dice Silvia Ghignoli, responsabile della riserva.

L’oasi del Wwf Padule Orti-Bottagone, situata all’altezza del chilometro 6, 7 della Geodetica, in località Torre del sale, è oggi terreno fertile per fotografi e appassionati di bird watching, ma anche meta di semplice turismo ambientale. «Da gennaio a ora abbiamo avuto oltre 800 ingressi, tra scuole e turisti, ed è un bel risultato. Ma in Val di Cornia non c’è solo l’oasi. Il nostro è un territorio ricco di natura e storia che ha un altissimo potenziale turistico. È possibile, ad esempio, fare trekking nei boschi, visitare siti archeologici oppure scoprire le tante possibilità che offre il mare». Silvia Ghignoli è una guida ambientale e fa parte di Centro guide costa etrusca, associazione nata nel 2009 che conta sei guide fisse e oltre trenta collaboratori in tutta la Toscana. Dal 2013 gestisce l’oasi Orti-Bottagone del WWF ed è felice del suo lavoro.

«Laggiù ci sono i fenicotteri – racconta ai turisti che accompagna nella visita della riserva naturale –. Ogni esemplare ha un anello che permette di ricostruire la sua storia. Nel tempo abbiamo visto che alcuni di loro hanno viaggiato dall’Africa alla Spagna prima di fermarsi in Val di Cornia». I turisti presenti sono toscani, ma anche lombardi e svizzeri. Sbirciano nel binocolo cercando di cogliere il battito d’ali dei fenicotteri, chiedono informazioni sul nostro territorio e rimangono rapiti dalla casa dei pipistrelli, costruzione fissata sull’edificio di legno che accoglie i visitatori all’ingresso dell’oasi. Silvia Ghignoli non è sempre stata una guida ambientale, ma questa è un’attività che sognava di fare da tempo. Prima era un’impiegata della Parchi Val di Cornia, lavorava nei parcheggi e, consigliata da un’amica, decise di seguire il corso per guida ambientale organizzato dalla società stessa, per la quale ha poi lavorato come guida.

«Mi ero stancata di ripetere, tutti i giorni, le stesse storie ai turisti e mi sono indirizzata verso un lavoro diverso». È arrivata all’oasi grazie alle biciclette. A un certo punto della sua vita, infatti, gestiva l’ufficio informazioni di Poggio all’Agnello, dove erano intenzionati a organizzare tour in bicicletta verso l’oasi del Wwf. È così che Silvia ha iniziato a prendere contatti, fino a che è cominciata una collaborazione e poi la gestione del sito. Gli occhi le brillano quando monta il cannocchiale sulla torretta di avvistamento uccelli, così come quando illustra le impronte degli animali. Volpi, nutrie e cinghiali lasciano dietro i segni del loro passaggio, disegnando una mappa nel terreno. La musica della natura risuona tutto intorno.

Gabbiani, aironi e falchi disegnano cerchi in cielo. Silvia non lavora solo nell’oasi.

Organizza, con la sua associazione, anche altri tour, lavorando principalmente online e attraverso le agenzie. «Tempo fa abbiamo organizzato un tour per alcuni turisti tedeschi, li abbiamo portati a Montioni, Buca delle Fate, Campiglia e Suvereto, prevedendo tappe all’interno di alcune aziende per la degustazione enogastronomica. Sono stati molto soddisfatti del viaggio, a tal punto da voler tornare l’anno successivo. La Val di Cornia potrebbe vivere sul turismo, tra mare, musei, parchi, boschi e oasi. Servirebbe, però, più convinzione da parte delle amministrazioni e più preparazione negli addetti ai lavori, è infatti necessaria una conoscenza profonda del territorio per promuoverlo e presentarlo ai turisti. Devo dire che a volte qui è difficile lavorare, servirebbero una maggiore disponibilità e maggiori aiuti che, purtroppo, non sempre si vedono». Silvia non lavora solo in Val di Cornia, ma anche a Firenze, Pisa, Grosseto e nelle isole dell’arcipelago toscano, alcune delle quali visibili dalla nostra costa. Dalla torretta d’avvistamento, invece, lo sguardo spazia su tutta l’oasi, fino al confine con i campi. C’è il profondo senso di pace che solo la natura può dare.

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