La manifestazione
L’uomo in ceppi si presenta
Al Museo etrusco di Populonia l’eccezionale scoperta fatta a Baratti
POPULONIA. Sabato 15 luglio, ci sarà l’inaugurazione della mostra sull’uomo in ceppi da parte del Museo etrusco di Populonia Collezione Gasparri con la collaborazione dell’università di Milano, del laboratorio Labanof e dello York Archaeological Trust.
La scoperta dell’uomo incatenato, avvenuta nel novembre 2016 nell’area centrale della spiaggia del golfo di Baratti, ad oggi, rappresenta un ritrovamento unico nell’ambito delle sepolture etrusche.
Proprio per questo ha suscitato un grande interesse a livello nazionale e internazionale. Ad occuparsi degli scavi è stata l’equipe dell’università di Milano che da alcuni anni conduce i suoi studi a Populonia, città in cui, nell’età del Bronzo, si costituì un importante insediamento produttivo che estraeva il sale trasformandolo in pani.
A partire dal primo millennio, però, l’insediamento venne abbandonato a se stesso e al suo posto venne costruita una nuova città etrusca che perdurò fino al III secolo a.C., epoca in cui i romani ne presero il controllo e fecero sul golfo di Baratti una possente opera viaria, di cui fino a poco tempo fa si ignorava completamente l’esistenza.
Adesso, grazie agli scavi effettuati, sappiamo che sotto la sabbia chiara si nasconde una strada che venne costruita operando un profondo scasso riempito con strati di scorie, resti di forni e altri elementi provenienti dalla lavorazione del metallo, disposti a strati precisi e perfetti.
Dall’analisi della posizione supina del corpo, con le caviglie incatenate da due pesanti anelloni di ferro, si può capire che il giovane era probabilmente uno schiavo, in quanto sotto la nuca è stata ritrovata anche l’impronta di un oggetto, che doveva essere un collare.
Proveniente da un periodo antecedente la seconda metà del IV secolo a.C., sotterrato in una semplice tomba all’interno della necropoli, l’uomo con i ceppi, verrà presentato al Museo etrusco di Populonia sabato 15, alle ore 18.
All’inaugurazione interverranno alcuni degli esperti che si sono occupati di seguire l’iter come Giorgio Baratti, professore all’università degli Studi di Milano, e Carolina Megale, curatrice del museo, l’assessore alla cultura, Paola Pellegrini, Giulio Paolucci, curatore del museo delle Acque di Chianciano Terme, Francesco Ghizzani Marcia, presidente Parchi Val di Cornia e, infine, Ottavio Gasparri.
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