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Toscana economia

«Inps in Aferpi, non lo accetteremo»

Cristiano Lozito
«Inps in Aferpi, non lo accetteremo»

Sindacati oggi al ministero: l’azienda deve anticipare la “cassa”, altrimenti si tratta di una dichiarazione di esuberi

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PIOMBINO. La nuova “solidarietà” non piace ai sindacati, che sentendosi beffati dal fatto che contrariamente a quanto il Governo aveva spiegato il 30 giugno, l’anticipazione dell’ammortizzatore sociale non sarà a carico dell’azienda ma dell’Inps, ormai si fidano poco anche delle altre rassicurazioni fornite in quell’incontro. Ma il fatto più grave secondo il sindacato è che col passaggio di una parte dei lavoratori all’Inps (quelli esclusi dalle rotazioni) di fatto si creerà una specie di bad company, quasi una focalizzazione di futuri, possibili esuberi.

Ecco perché rsu di Aferpi Piombino Logistics e Fim, Fiom e Uilm oggi vanno all’incontro tecnico al ministero (ci sarà anche l’azienda), delusi e convinti che in mancanza di una soluzione al tavolo di oggi pomeriggio, sarà necessario mettere in campo nuove forme di protesta.

Al sindacato in particolare sembrano essere piaciute poco «le dichiarazioni da parte della politica con l’intento di rassicurare i lavoratori solo sulla tempistica di riscossione della cassa integrazione», con riferimento che pare diretto alle parole della sottosegretaria Silvia Velo. Così rsu e segreterie sindacali ribadiscono «che l’unica soluzione per noi – si legge in un documento – passa attraverso l’anticipo dell’ammortizzatore sociale da parte dell’azienda come è stato fatto fino al 30 giugno».

È l’obiettivo fondamentale per un sindacato «che fino a oggi e per tutta la vertenza si è battuto per tenere insieme tutti i lavoratori. E col primo novembre 2016 tutti i lavoratori sono sotto un unico gruppo». Ecco perché «non accetteremo che si arrivi a una divisione tra chi è sotto Aferpi e Piombino Logistics e chi è sotto l’Inps. Questo meccanismo crea una celata dichiarazione di esuberi con la costituzione per decreto di due contenitori con la conseguente difficoltà per le rotazioni che per noi rimane obiettivo fondamentale».

Poi il problema delle altre previsioni del decreto: «Se non possiamo più fidarci delle dichiarazioni ufficiali sugli aspetti dell’integrazione salariale fatte a un tavolo in sede istituzionale dai membri di Governo – sostiene il sindacato – come possiamo fidarci delle dichiarazioni riguardo al trattamento economico che è stato sostenuto “identico e comprensivo di ratei e tredicesima”? Per questo abbiamo bisogno che, oltre all’anticipo, sia ribadito e certificato il trattamento economico identico alla vecchia solidarietà, comprensivo di maturazione di ratei, istituti e tredicesima, così come dichiarato sia dal ministro Giuliano Poletti sia nell’incontro al Mise».

Per tutte queste ragioni il sindacato avverte il Governo: «Non accetteremo soluzioni che dividono i lavoratori e che mettono a repentaglio la tenuta sociale, proseguendo la mobilitazione e producendo iniziative contro chi ne è il responsabile».


 

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