La protesta
Non cambia l’orario scolastico in via XXV Aprile e Populonia
Il consiglio del Primo circolo ha ritenuto «di non essere in condizioni di decidere in modo sereno» L’assessore Di Giorgi: «In attesa dei fondi regionali riassetto di tutte le strutture prima infanzia»
PIOMBINO. Organizzazione oraria settimanale che non cambia per l’anno scolastico 2017 2018. Lo certifica il documento del 30 giugno 2017 (pubblicato sul sito del Primo circolo didattico di Piombino, sezione amministrazione trasparente) a firma della dirigente Clelia Bertini.
Tempi, modi, servizio bus... non è stato possibile stabilire l’alternativa della settimana “corta”: lunedì-venerdì. Resta lunedì-sabato: 8,15-12,45. Insomma tentativo di sondaggio, impegno per un cambiamento (comunque da più parti richiesto) resta argomento di confronto per buona pace dei diritti di chi voleva andare avanti come scelto inizialmente. Ma non si tratta di vincere o perdere. Tutt’altro che debellato il rischio chiusura in pochi anni sia della scuola di via XXV Aprile (dove a scanso di colpi di scena quest’anno ci sarà una sola prima) che di Populonia. A metà settembre si vedrà.
Dunque la conferma dell’attuale organizzazione oraria settimanale su sei giorni dal lunedì al sabato per i plessi di scuola primaria XXV Aprile e Populonia direttamente dalla delibera del consiglio di circolo (provvedimento numero 129). Impraticabile l’alternativa trasporti per la settimana corta senza rientri soprattutto per Populonia. Ipotesi impossibili da realizzare col parco macchine in dotazione all’agenzia di Piombino (che avrebbe dovuto chiedere alla direzione aziendale due macchine più due assunzioni). Da considerare anche l’importo del servizio aggiuntivo pari a un’ulteriore spesa per il Comune (di circa 50mila euro) .
Da tenere conto – si sottolinea nel documento – che sulla linea della primaria di XXV Aprile sono pochissimi gli utenti iscritti al servizio: si parla al massimo di 5 bambini elemento che fa considerare l’opportunità di impegnare o meno una risorsa scarsamente utilizzata. E il consiglio di circolo ritiene «di non essere in condizioni di decidere in modo sereno». Insomma i genitori sono stati sentiti, si è “votato” pure oltre che a maggioranza e non è servito a niente?
«Più che una consultazione – risponde l’assessore alla scuola Margherita Di Giorgi – si è trattato di un primo approccio sull’argomento che la direzione del Primo circolo intendeva fare tra i genitori. Non un referendum. Probabilmente è mancata la comunicazione, poi ci siamo chiariti con gli incontri anche in Comune. Nel corso del 2015 ci siamo rivolti alla Regione per chiedere finanziamenti e procedere ai lavori di rifacimento dell’ex nido Girasole chiuso, secondo quanto previsto livello nazionale per trasformare la struttura in materna. Siamo in graduatoria, in attesa... appena potremo dare il via a questo cantiere c’è già pronto il programma di riassetto di tutte le strutture della prima infanzia, nidi e materne, anche per la scuola al Ponte di Ferro. Tutto è collegato a questi finanziamenti». Tutto è solo rinviato.
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