Il Tirreno

«Aferpi, l’anticipo salariale va erogato dall’azienda» 

«Aferpi, l’anticipo salariale va erogato dall’azienda» 

Sindacati sul piede di guerra ma Simoncini frena: «L’Inps garantisce tempi regolari» E Rossi chiede che dopo l’addendum «le banche finalmente finanzino Rebrab»

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PIOMBINO. Mentre è stata ufficializzata la fermata del treno rotaie per manutenzione dal 10 al 23 luglio, col contestuale arrivo di 34mila tonnellate di blumi e la ripartenza del tpp prevista all’inizio di agosto, è la questione dell’anticipo salariale in Aferpi, che col decreto del 23 giugno spetta all’Inps (e non più all’azienda) a preoccupare – per i possibili ritardi nell’erogazione – i sindacati che ieri hanno incontrato l’azienda.

I sindacati si fidavano delle rassicurazioni offerte dai rappresentanti dei ministeri interessati, lo scorso 30 giugno, secondo cui, dice una nota di Fim, Fiom, Uilm, Uglm «era chiara la possibilità di anticipo salariale da parte aziendale». Ieri il sindacato ha ribadito «la necessità che sia l’azienda ad anticipare il trattamento economico dell’ammortizzatore sociale», annunciando di aver richiesto insieme alle segreterie nazionali «l’attivazione di un incontro con tutti i soggetti aventi causa, ministero dello Sviluppo economico, ministero del Lavoro e Aferpi».

Tutto ciò mentre ieri mattina si è svolta a Firenze la cabina di regia territoriale dove, sul punto in questione, secondo una nota del Comune «rassicurazioni importanti sono arrivate da Gianfranco Simoncini sulle modalità di erogazione della cassa integrazione dei lavoratori Aferpi. Sulla base di un incontro col ministero del Lavoro – si legge nel comunicato – è stata garantita l’erogazione delle retribuzioni da parte di Inps nei tempi regolari in linea con le retribuzioni aziendali, senza rischio di ritardi».

La riunione fiorentina a cui hanno partecipato il presidente Enrico Rossi, il consigliere Gianfranco Simoncini, l’assessore regionale Cristina Grieco, il presidente della commissione sviluppo della Regione, Gianni Anselmi, il Comune di Piombino col vicesindaco Stefano Ferrini, le associazioni di categoria e i sindacati, aveva lo scopo di fare il punto su alcune questioni strategiche relative all’Accordo di programma. Gianni Anselmi ha poi specificato che il 19 luglio sarà convocata in Regione una commissione, da lui presieduta, sul caso Aferpi.

«Sui protocolli d’insediamento – dice la nota del Comune – una novità è che col bando scaduto il 30 giugno sono state presentate 5 domande da parte di nuove imprese, tra le quali General Electric. Attualmente è in corso l’istruttoria che dovrebbe concludersi entro metà luglio. Nel caso in cui la richiesta di finanziamenti superi le disponibilità del fondo da cui si attingono le risorse, c’è l’impegno della Regione a recuperare la somma necessaria dai 14 milioni che aveva stanziato per favorire l’insediamento di General Electric. Quest’ultima impresa, come ha confermato il presidente Rossi, dovrebbe partire nel 2019».

Sui 20 milioni di Invitalia su cui è pendente il ricorso di Creo, a seguito del rigetto dell’istanza di sospensiva da parte del Tar il 20 giugno scorso, Invitalia ha potuto erogare a Ecoline Tyre le risorse richieste per far partire il proprio progetto.

«Dall’incontro sono emerse importanti novità – ha detto Ferrini – come quella della partecipazione delle 5 aziende che hanno fatto richiesta di finanziamento. Ci auguriamo che la Regione riesca a recuperare le risorse necessarie per garantire a tutte e cinque una copertura finanziaria che consenta loro di insediarsi».

Per Enrico Rossi però «sono troppe le scelte strategiche che languono. Pur apprezzando il lavoro fatto per l’addendum, credo che complessivamente non ci sia la dovuta attenzione né per Aferpi né per la costa toscana. E senza una piattaforma unitaria e condivisa sulla quale tutte le forze toscane puntino di comune accordo, non riusciremo a cavarne le gambe».

Rispetto all’accordo Governo-Cevital il presidente ha comunque ribadito il suo giudizio «positivo sulle parti di cui ha avuto notizia perché permette di “fare punto e a capo” e dà prospettive ai lavoratori e date certe a cui far riferimento, augurandosi che le banche italiane concedano finalmente i finanziamenti attesi da Issad Rebrab». Ha detto poi che la prossima settimana ha in programma una riunione in Regione col Comune e Aferpi per esaminare il progetto aziendale di pulizia e disinquinamento delle aree. «C’è inoltre – ha proseguito Rossi – la partita che stiamo giocando con Bruxelles alla Commissione aiuti di Stato. Vale 30 milioni di euro e forse riusciremo a sbloccarli visto che quello per la realizzazione del forno elettrico è un progetto prototipale».

Quella con Fidi Toscana è invece una partita da 20 milioni di euro, «che potrebbero accrescere il circolante a disposizione di Aferpi, che ha da poco annunciato lo sblocco di altri 50 milioni di euro destinati a questo scopo. Vale invece 70 milioni di euro la questione bonifiche, che Regione e Comune hanno sbloccato. A ottobre si concluderà l’iter della variante e nel 2018 dovrebbero partire i lavori».

Rossi ha infine definito «buone le prospettive annunciate dalla Neri San Giorgio quanto al bacino di carenaggio», annunciando che solleciterà il ministero fin dalla riunione di oggi al Mise, ad accelerare sullo smantellamento delle 20.000 tonnellate di navi militari. Sempre oggi il presidente chiederà «se finalmente il Governo ha staccato l’assegno da 25 milioni di euro destinato a finanziare la cosiddetta bretella 398».



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