Il Tirreno

«La 398 è pericolosa ma il Comune non fa niente» 

di Annalisa Mastellone
«La 398 è pericolosa ma il Comune non fa niente» 

Cafaggio, tornano alla carica i residenti dopo l’ennesimo incidente: servono i rallentatori

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CAFAGGIO . «Troppo pericoloso immettersi su questa strada. L’Amministrazione comunale faccia qualcosa di concreto». L’appello al Comune, l’ennesimo, parte da Giovanni Ricciardi, pensionato di Cafaggio che torna a lanciare un grido d’allarme sulle condizioni dell’ingresso sud del paese, attraversato dalla provinciale 398 (regionale ma gestita dalla Provincia).

«Io abito proprio in quel punto – ci spiega Ricciardi –, in un viale adiacente alla 398. Proprio l’altra sera insieme a mia moglie abbiamo avuto un incidente che per poco non ci è costato caro. In macchina mi stavo immettendo sulla strada principale per poi svoltare a sinistra in direzione Venturina. Prima di uscire dal viale ho guardato lo specchio panoramico che si trova di fronte e non vedendo nessuno mi sono immesso in carreggiata. Ma all’improvviso da sinistra, e a velocità elevata, è arrivata un’auto che, non ho nemmeno avuto il tempo di frenare, ci è venuta addosso». Il limite di velocità all’ingresso di Cafaggio è di 50 kmh, ma troppo spesso non viene rispettato. »Il problema principale però non è solo velocità di chi arriva in paese, ma la scarsa visibilità che c’è soprattutto in quel tratto. Lo specchio stradale panoramico all’entrata, installato di fronte al mio viale, non è sufficiente ad avere una visuale completa di chi sta per arrivare, con tutti i pericoli che ne conseguono. Il mio incidente ne è un esempio, ma abbiamo rischiato la vita. Sarebbe meglio evitare che cose del genere si ripetano. Abbiamo più volte chiesto l’intervento del Comune».

Si riferisce alla richiesta che i cittadini hanno in passato fatto al Comune di installare dei dissuasori di velocità agli ingressi del paese. Ma, come tempo addietro aveva spiegato l’assessore alla viabilità Vito Bartalesi, la Provincia, competente sulla 398, aveva detto no all’ipotesi di dissuasori rialzati perché sarebbero d’ostacolo ai mezzi di soccorso. “«erò in Fiorentina, a Piombino – precisa Ricciardi – ci sono, perché qui non si possono mettere?» Ma ci sono anche altri fattori che, per Ricciardi e altri residenti, influiscono sulla scarsa visibilità e pericolosità di quell’ingresso. «Lì c’è un muretto che dovrebbe essere abbattuto e dovrebbe farsene carico il Comune perché è di due proprietà diverse che sono in disaccordo. L’amministrazione potrebbe invece espropriarlo e demolirlo perché riguarda una situazione di pericolo e di incolumità pubblica. Oltre a limitare la visibilità, quel muretto limita anche il passaggio a chi è a piedi». In quel punto infatti non c’è marciapiede, ma solo pochi centimetri di banchina «troppo stretti per chi ha problemi a camminare o anziani o mamme con passeggino e bimbi al seguito. Il marciapiede comincia alcuni metri più avanti, entrando in paese, ma farebbe comodo anche lì, e senza muretto potrebbe essere costruito». Ciò che chiede Ricciardi, a nome di tanti, è che il Comune avvii misure che garantiscano più sicurezza per i residenti. «Diversi gli incidenti accaduti per la condizione della strada, le radici dei pini che l’hanno deformata, e la mancanza di visibilità. Il Comune cominci a cambiare quello specchio panoramico con uno più grande. Poi si impegni per affrontare e risolvere queste criticità che da anni abbiamo segnalato. Ci sentiamo abbandonati. Quello che vogliamo è maggiore sicurezza».



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