Il Tirreno

Aferpi, 50 milioni per il circolante 

Aferpi, 50 milioni per il circolante 

«I ritardi con Rfi dovuti a problemi dei fornitori, ora risolti. Rispetteremo tutti gli impegni». Ammortizzatori, paga l’Inps

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PIOMBINO. Firmato l’accordo sul prolungamento di due anni della sorveglianza governativa e sul cronoprogramma degli impegni assunti da Issad Rebrab, Aferpi prova a ripartire e lo fa annunciando che «Cevital ha sbloccato un finanziamento di circa 50 milioni di euro».

Un impegno economico con lettere di credito da destinare all’acquisto dei semiprodotti che «permetterà fin da agosto – dice una nota di Aferpi – di assicurare la continuità della produzione». O meglio la ripresa della produzione, di fatto bloccata da tempo per barre e vergella, e a singhiozzo per le rotaie.

L’azienda, proprio sui problemi di forniture di rotaie alle Ferrovie italiane, che il mese scorso aveva fatto sostenere a Rfi la necessità di bloccare alcuni cantieri, interviene parlando di «un problema di mera natura contingente e temporanea».

Per Aferpi la mancanza di forniture per la laminazione delle rotaie è dovuta «al verificarsi di due eventi causati da forza maggiore: un fornitore extraeuropeo è stato costretto a posticipare la consegna dei semiprodotti a causa della riduzione dei volumi produttivi imposti dalla siccità nel suo Paese; un fornitore europeo, per guasti tecnici, ha dovuto ritardare di 4 settimane la sua produzione e la consegna».

L’azienda spiega che «entrambe le problematiche sono adesso risolte e Aferpi sta aspettando l’arrivo dei semiprodotti secondo i programmi di consegna autorizzati in accordo con i fornitori». Inoltre, la conferma dei 50 milioni per il circolante «permetterà di sostenere la produzione per il futuro». Aferpi dunque rispetto al problema delle mancate consegne di rotaie fa sapere di aver «messo in atto procedure per compensare e/o annullare gli effetti dei suddetti eventi, mettendo immediatamente in produzione un lotto di 5.000 tonnellate di rotaie e anticipando la fermata manutentiva estiva in modo da riprendere la laminazione con continuità dalla fine di luglio, garantendo quindi il rispetto di tutti gli impegni assunti. Riteniamo quindi che queste tre-quattro settimane di slittamento della produzione – prosegue l’azienda – non dovrebbero causare disagi importanti ai nostri clienti, se non in parte alle Ferrovie dello Stato, sapendo che il nuovo programma di laminazione è stato annunciato con un termine adeguato alla dirigenza di Rfi, in modo da permettere loro di compensare l’eventuale carenza di prodotti finiti – è la conclusione – con consegne effettuate da altri fornitori con cui avevano già contratti in corso».

Infine sulla copertura salariale legata al nuovo e specifico ammortizzatore sociale individuato dal Governo, l’azienda spiega che «si atterrà a quanto previsto dal decreto 99553 del 23 giugno e dalla circolare 3 del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 13 febbraio». Tradotto, a pagare sarà l’Inps, ma l’azienda fa sapere che l’Istituto di previdenza sociale ha già allacciato contatti con la società e che non sono previsti ritardi nell’erogazione degli stipendi.(cloz)

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