Il Tirreno

Caso Donati, per il Comune un altro ko in tribunale

Luca Donati interviene durante un consiglio comunale
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Luca Donati interviene durante un consiglio comunale

Per il giudice del lavoro il dirigente licenziato deve essere reintegrato. Ma l’ente condannato al risarcimento cerca un’altra figura professionale

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PORTOFERRAIO. Il caso dell’ex dirigente finanziario continua ad agitare la Biscotteria tra udienze di tribunale, delibere e selezioni professionali.

Nel giro di pochi mesi dal primo ko in tribunale, l’amministrazione comunale ha incassato una nuova sberla dal giudice del lavoro di Livorno: Luca Donati, dirigente licenziato dal sindaco Mario Ferrari, deve essere reintegrato nel proprio posto di lavoro. È quanto ha stabilito il giudice del lavoro Francesca Sbrana con una sentenza emessa alla fine di maggio che, tuttavia, non è stata resa nota fino ad oggi. La decisione del giudice rappresenta un altro round di una vicenda particolarmente complessa, destinata ad avere ulteriori strascichi, visto che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Ferrari ha già deciso di fare ricorso, alla stregua di quanto fatto dopo la prima decisione del giudice del lavoro dello scorso gennaio. E perché, nonostante quanto disposto dal giudice, la giunta ha deciso di non ottemperare all’ordinanza del tribunale e di andare avanti con le procedure di selezione di un dirigente al posto di Luca Donati (con una delibera del 31 maggio scorso sono stati prorogati i termini per la selezioni di un dirigente amministrativo / contabile).

L’ordinanza. Il giudice ha accolto un nuovo ricorso presentato dall’ex dirigente del Comune di Portoferraio nello scorso mese di aprile, con il quale veniva chiesto l’annullamento delle note firmate dal sindaco Ferrari, l’8 e il 22 marzo, e del conseguente nuovo licenziamento (nonostante il giudice del lavoro avesse condannato il Comune e ordinato il reintegro del dipendente).
L’amministrazione comunale di Portoferraio si è costituita in giudizio, contestando a Donati, che nel frattempo sta svolgendo un lavoro in qualità di funzionario nel Comune di Massa Marittima, di non aver reclamato il diritto alla reintegra entro 30 giorni dalla comunicazione inviata via posta elettronica certificata.
Il giudice, tuttavia, ha bocciato la linea del Comune specificando come la mancata comunicazione entro 30 giorni fosse da prendere in considerazione solo nel caso di un invito esplicito da parte del datore di lavoro. Si tratta della seconda ordinanza favorevole a Donati, allontanato dal Comune dopo che l'amministrazione Ferrari aveva contestato al dirigente «una violazione delle regole comportamentali» e «reiterate violazioni al codice disciplinare», in quattro diversi episodi, verificatisi a giugno e a luglio 2016. Il procedimento disciplinare del Comune era stato contestato da Donati per violazione dell’obbligo di astensione da parte del segretario Pierluigi Acerbi e compromissione del diritto di difesa, nonché per l'infondatezza delle accuse.

La condanna. Con l’ordinanza il giudice del lavoro condanna l’amministrazione comunale a reintegrare Donati nel posto di lavoro e a pagare, in favore del ricorrente e a titolo di risarcimento del danno, l’indennità pari all’ultima retribuzione globale di fatto, dal giorno del recesso a quello della reintegra detratto l’ aliunde perceptum (ovvero togliendo quanto percepito dal Comune di Massa Marittima). La cifra, non ancora corrisposta, ogni giorno si fa più ingente. Il Comune dovrà pagare inoltre le spese di lite, 2400 euro più Iva e il 15% per rimborso delle spese generali.

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