Sicurezza
Mix di sollievo e prudenza tra i lavoratori
I sindacati aspettano di conoscere il testo completo del documento sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico
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PIOMBINO. Voglia di capire meglio sommata ad un primo sospiro di sollievo. E la consapevolezza che non è finita qui.
I lavoratori, oltre un centinaio tra Aferpi e Piombino logistics, si sono ritrovati venerdì sera nel salone ex Dup. Lì sono stati raggiunti dai rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Ugl al rientro dalla riunione al Ministero dello sviluppo economico.
Alla fine, nessuna nota ufficiale e qualche commento individuale postato su Fb.
Già durante il viaggio da Roma i sindacalisti avevano diffuso i contenuti di una nota del Mise. Tra i principali, il prolungamento fino al 30 giugno 2019 del commissariamento e il piano industriale entro ottobre con l’individuazione di una partnership per la parte siderurgica. Pena la risoluzione del contratto con Issad Rebrab. Ancora: ripresa della laminazione entro agosto (rotaie) e ottobre (barre e vergella). E conferma dell’applicazione degli ammortizzatori sociali fino a tutto il 2018. Come anticipato dal ministro Poletti al sindaco Massimo Giuliani alla fine della manifestazione di giovedì. Altri impegni indicati nell’addendum (si chiama così ed è una integrazione all’accordo del 2015) sul settore logistico-alimentare e su una prima parte degli smantellamenti. «Non siamo certamente a dire che è tutto risolto. Abbiamo chiesto la documentazione prima di dare un giudizio sul contenuto. Intanto però abbiamo fissato dei punti importanti, sia sulla tutela del reddito dei lavoratori che sui vincoli legislativi posti al gruppo Cevital per la realizzazione del piano. Dovremo incontrarci a breve per tutti i chiarimenti del caso», ha esordito Lorenzo Fusco (coordinatore Uilm) nell’assemblea. «Se oggi - ha aggiunto - non siamo tutti licenziati al 1 luglio come qualcuno dichiarava e temeva, lo dobbiamo a tutte le lotte del sindacato e dei lavoratori».
Pochi interventi, un paio dai rappresentanti di Camping Cig, e toni tranquilli. Ma anche la sottolineatura forte della necessità che gli ammortizzatori siano applicati effettivamente in base al principio della rotazione. Perché c’è voglia di rientrare.
Per questo, però, tutto dipende da cosa accadrà da qui a ottobre. Perché occorre un programma su smantellameti e produzione che al momento, nel dettaglio, non c’è.
Dai commenti è emersa la richiesta che il governo non sprechi questi mesi inutilmente ma si adoperi con eventuali gruppi siderurgici in modo da non farsi trovare impreparato. «I due anni di ritardo - è l’opinione espressa da alcuni - almeno saranno serviti a capire le sottovalutazioni delle istituzioni che ora nessuno può permettersi di ripetere». Da qui il ruolo di vigilanza forte che il sindacato si è impegnato a svolgere.
Per una valutazione vera i sindacati aspettano prima di leggere con attenzione cosa c'è scritto nel documento. Nel frattempo, si attiveranno per ottenere garanzie sull’anticipo da parte dell’azienda della cassa integrazione che viene dato per scontato.
L’Ugl evoca l’immagine del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. A seconda di come lo si vede. «È comunque pieno, per metà di liquido e per metà di aria. La prospettiva è diversa a seconda del punto di vista. Ecco perché saranno i fatti che daranno ragione a chi vede l’incontro al Mise positivo e/o chi lo vede negativo. Noi aspettiamo il testo integrale. Un Bignami - chiude - è insufficiente». (v.p.)
I lavoratori, oltre un centinaio tra Aferpi e Piombino logistics, si sono ritrovati venerdì sera nel salone ex Dup. Lì sono stati raggiunti dai rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Ugl al rientro dalla riunione al Ministero dello sviluppo economico.
Alla fine, nessuna nota ufficiale e qualche commento individuale postato su Fb.
Già durante il viaggio da Roma i sindacalisti avevano diffuso i contenuti di una nota del Mise. Tra i principali, il prolungamento fino al 30 giugno 2019 del commissariamento e il piano industriale entro ottobre con l’individuazione di una partnership per la parte siderurgica. Pena la risoluzione del contratto con Issad Rebrab. Ancora: ripresa della laminazione entro agosto (rotaie) e ottobre (barre e vergella). E conferma dell’applicazione degli ammortizzatori sociali fino a tutto il 2018. Come anticipato dal ministro Poletti al sindaco Massimo Giuliani alla fine della manifestazione di giovedì. Altri impegni indicati nell’addendum (si chiama così ed è una integrazione all’accordo del 2015) sul settore logistico-alimentare e su una prima parte degli smantellamenti. «Non siamo certamente a dire che è tutto risolto. Abbiamo chiesto la documentazione prima di dare un giudizio sul contenuto. Intanto però abbiamo fissato dei punti importanti, sia sulla tutela del reddito dei lavoratori che sui vincoli legislativi posti al gruppo Cevital per la realizzazione del piano. Dovremo incontrarci a breve per tutti i chiarimenti del caso», ha esordito Lorenzo Fusco (coordinatore Uilm) nell’assemblea. «Se oggi - ha aggiunto - non siamo tutti licenziati al 1 luglio come qualcuno dichiarava e temeva, lo dobbiamo a tutte le lotte del sindacato e dei lavoratori».
Pochi interventi, un paio dai rappresentanti di Camping Cig, e toni tranquilli. Ma anche la sottolineatura forte della necessità che gli ammortizzatori siano applicati effettivamente in base al principio della rotazione. Perché c’è voglia di rientrare.
Per questo, però, tutto dipende da cosa accadrà da qui a ottobre. Perché occorre un programma su smantellameti e produzione che al momento, nel dettaglio, non c’è.
Dai commenti è emersa la richiesta che il governo non sprechi questi mesi inutilmente ma si adoperi con eventuali gruppi siderurgici in modo da non farsi trovare impreparato. «I due anni di ritardo - è l’opinione espressa da alcuni - almeno saranno serviti a capire le sottovalutazioni delle istituzioni che ora nessuno può permettersi di ripetere». Da qui il ruolo di vigilanza forte che il sindacato si è impegnato a svolgere.
Per una valutazione vera i sindacati aspettano prima di leggere con attenzione cosa c'è scritto nel documento. Nel frattempo, si attiveranno per ottenere garanzie sull’anticipo da parte dell’azienda della cassa integrazione che viene dato per scontato.
L’Ugl evoca l’immagine del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. A seconda di come lo si vede. «È comunque pieno, per metà di liquido e per metà di aria. La prospettiva è diversa a seconda del punto di vista. Ecco perché saranno i fatti che daranno ragione a chi vede l’incontro al Mise positivo e/o chi lo vede negativo. Noi aspettiamo il testo integrale. Un Bignami - chiude - è insufficiente». (v.p.)
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