Il Tirreno

Sì all’accordo con Cevital, con date certe 

di Guido Fiorini
Sì all’accordo con Cevital, con date certe 

Solidarietà fino a tutto il 2018, 2 anni di sorveglianza, piano industriale entro ottobre. Altrimenti si straccia il contratto

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PIOMBINO. Solidarietà garantita fino a dicembre 2018 e tempi certi per la ripresa dell’attività, della presentazione del piano industriale e del possibile partner: la giornata di ieri segna una svolta nella vicenda Aferpi e riapre alla speranza. E se molte cose erano già decise giovedì, certo la grande manifestazione ha dato la spinta decisiva alla firma dell’accordo. Ne è venuto fuori un “addendum” al contratto firmato due anni fa (il 30 giugno 2015) fra Piero Nardi per la procedura di amministrazione straordinaria della Lucchini e il gruppo Cevital. Un’aggiunta che, fra le tante cose, fissa paletti temporali certi e stabilisce, nero su bianco, che “la violazione di quanto inserito nell’Addendum in merito alla ripresa produttiva, alla ricerca della partnership ed alla presentazione del piano industriale, costituirebbe grave inadempimento di Aferpi e quindi causa di risoluzione espressa ai sensi dell’art. 1456 c. c”. Insomma, o Issad Rebrab mantiene gli impegni, o si straccia il contratto, non ci sarà un altro “addendum”.

I sindacati. Fim-Fiom-Uilm e le Rsu Aferpi – Piombino Logistics spiegano i dettagli dopo l’incontro a Roma.

«Il ministro ci ha informato della firma dell’addendum. Gli elementi che lo caratterizzano sono di natura sia temporale che sostanziale. Viene prolungata fino al 30 giugno 2019 il periodo di sorveglianza e tutela dei lavoratori da parte degli organi della procedura. Per quanto riguarda la continuità produttiva viene imposto a Aferpi a agosto 2017 la ripartenza del treno rotaie e ad ottobre per barre e vergella. Entro il 31 ottobre Cevital deve impegnarsi o ad individuare una partnership per la parte siderurgica del progetto di Piombino o in alternativa a presentare il finanziamento del piano corredato dalle dichiarazioni di impegno dei soggetti finanziatori. Cevital deve impegnarsi a terminare gli smantellamenti dei piccoli interventi entro settembre 2017. E per i grandi impianti è necessario l’assegnazione ordini entro il 2017 e fine lavori a ottobre 2019. Per quanto riguarda la parte logistica agroalimentare Aferpi si impegna a presentare i piani industriali entro sei mesi dall’approvazione del piano siderurgico. Questi elementi se non ottemperati saranno oggetto di rescissione del contratto. Per quanto riguarda l’ammortizzatore sociale sarà erogato fino al 31/12/2018 con la possibilità di prorogarlo per altri 18 mesi con le stesse caratteristiche salariali del contratto di solidarietà che abbiamo avuto fino al 30 giugno 2017. Inoltre il ministero ci conferma che l’azienda può anticipare l’integrazione salariale così come è sempre stato fatto».

Le reazioni politiche. Anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, era a Roma: «Penso che la firma sull’addendum posta stamani consenta di fare punto e a capo in una vicenda complessa, e di dare certezze ai lavoratori che ieri hanno giustamente fatto sentire la loro protesta. Il nostro obiettivo deve essere quello di tornare a produrre acciaio e non si può prescindere dall’accensione del forno elettrico. Da parte nostra continueremo ad impegnarci su tutte le questioni sulle quali possiamo dare il nostro contributo: da quelle urbanistiche, alle bonifiche, all’utilizzo dei fondi europei. ».

E ancora: «Adesso tutti continuino a fare la loro parte. I lavoratori con la loro mobilitazione sono stati esemplari. La Regione e il Comune continueranno con il loro lavoro. Però adesso anche le banche, l’establishment del Paese devono fare la loro parte fino in fondo. Perché siamo di fronte ad un’occasione unica per poter riprendere l’attività produttiva dell’acciaio a Piombino. Si tratta di quelle stesse banche che a Piombino hanno rimesso fino a 700 milioni senza batter ciglio, adesso questo imprenditore che ha dimostrato di voler fare deve essere aiutato correttamente e adeguatamente».

Soddisfazione anche da parte del sindaco Massimo Giuliani e del vice, Stefano Ferrini: «L’addendum ha il pregio di tracciare un percorso molto stringente che prevede come Rebrab debba presentare, entro il 31 ottobre 2017, un piano industriale con un partner industriale per la parte siderurgica oppure presenti un piano corredato da fonti di finanziamento certe». Decisiva anche l’eventualità di ritenere Cevital inadempiente: «Una possibilità assicurata anche dal rafforzamento dei poteri di controllo del commissario straordinario, grazie alla recente approvazione del Decreto Mezzogiorno». E sulle retribuzioni: «Si tratta di un percorso che mette in sicurezza i lavoratori e che, al contempo, permette all’azienda, se ne avrà naturalmente le capacità come anche noi auspichiamo, di dimostrare la concreta attuazione del piano industriale. Sebbene non sia ancora una soluzione definitiva alla vicenda è stato definito un quadro chiaro del percorso da intraprendere. In questo percorso il ministro Calenda e il vice ministro Bellanova si sono impegnati a seguire l’evolversi del piano step by step. E noi faremo lo stesso».

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