Il Tirreno

Sciopero in concomitanza con l’incontro al Mise 

Sciopero in concomitanza con l’incontro al Mise 

Sul tavolo la possibilità di un accordo tra governo e Issad Rebrab stasera al rientro della delegazione da Roma, assemblea di fabbrica

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PIOMBINO. Al termine della manifestazione, il consiglio di fabbrica si p riunito decidendo di dichiarare per oggi un pacchetto di ore di sciopero così organizzato: Primo turno 12-14 , secondo 20-22 e turno spezzato 15-17. Le Rsu durante le ore di sciopero saranno presenti per informare i lavoratori sugli sviluppi dell'incontro di Roma al Ministero. È confermata l'assemblea per tutti i lavoratori davanti la portineria centrale alle 20.

Sugli esiti della mobilitazione di ieri interviene il coordinamento Articolo 1 Camping Cig. «A termine del corteo che ha visto la partecipazione di un buon numero di lavoratori ed è stato raggiunto l’obiettivo di interruzione del traffico , i sindacati hanno deciso di concludere all’arrivo della telefonata del ministro Poletti, che ha promesso di modificare il decreto nel senso richiesto dai lavoratori: mantenimento del montante spettante; durata non definita; immediato pagamento del dovuto».

«Non esistevano sufficienti motivazioni - aggiunge - per sospendere il blocco: le promesse del ministro, solo verbali, possono essere disattese in qualunque momento, come ci hanno dimostrato in molte occasioni. Almeno si sarebbe dovuto dichiarare lo sciopero totale anche per il giorno 30, come supporto alla delegazione per impedire che l’incontro tra sindacati e Mise sia una semplice comunicazione di un accordo già confezionato, ma che contenga il rispetto delle promesse che il ministro ha fatto il 19 aprile. In ogni caso, nel rispetto anche degli impegni assunti di fronte ai lavoratori, continueremo simbolicamente il nostro presidio, spostandolo sotto la sede del Consiglio di fabbrica, per seguire in diretta le fasi dell’incontro e attendere lo svolgimento dell’assemblea che si terrà al rientro della delegazione da Roma».

Sulla vicenda Aferpi interviene anche Nicola Fratoianni (segretario nazionale di Sinistra italiana). «Tra poche ore, secondo gli accordi presi tra governo e la multinazionale Cevital dell'algerino Rebrab, a lungo magnificato come il salvatore, la fabbrica diventerà di sua proprietà esclusiva, mettendo a rischio quegli ammortizzatori sociali che hanno permesso a tante famiglie di andare avanti pur tra mille sacrifici in questi anni. Peccato che quell'accordo non sia stato rispettato, gli investimenti siano stati fatti con il contagocce, e le bonifiche dell'area non siano partite», spiega Fratoianni che sottolinea: «E il governo si muove solo negli ultimi tempi, addirittura negli ultimi giorni per garantire un futuro a migliaia di famiglie. E solo dopo che così tante persone ormai esasperate si mobilitano e compiono gesti come quello di occupare la via d’accesso, si promettono garanzie sugli ammortizzatori sociali».



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