Sicurezza
Energetica al via, si potrà provare la canapa light
Da oggi a domenica torna il festival ecologista a Riotorto Musica, buon cibo e dibattiti con Luca Marola
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RIOTORTO. Musica, buon cibo, dibattiti e canapa. Da oggi a domenica alla pinetina di Riotorto c’è Energetica, il festival ecologista una volta noto come Salviamoci la canapa che quest’anno è giunto alla sua quattordicesima edizione. La festa inizierà ogni sera alle 19.30, con la cucina di pesce e le specialità vegetariane del ristorante Melafumo. Successivamente, dalle 22, ci saranno alcune esibizioni musicali live, tra cui quella di Piotta, prevista per sabato. A chiusura del festival interverranno il medico tossicologo Nunzio Santalucia e Luca Marola, scrittore, attivista pro liberalizzazione e inventore della canapa light. La manifestazione, ideata dall’associazione Nojerksite e organizzata dall’associazione Aeffe, ha il patrocinio del Comune di Piombino.
Energetica negli ultimi anni ha allargato le sue campagne al tema dell’ambientalismo, ma per celebrare i suoi 14 anni rimette al centro dell’attenzione la canapa e i suoi mille usi, dall’impiego in cucina a quello medico e terapeutico. Per questo al festival sarà anche proposta la canapa light, legale e commercializzata da EasyJoint Project srl, l’azienda emiliana che si occupa della distribuzione di una serie di prodotti costituiti da infiorescenze di canapa.
«Io sono nel mondo della canapa da 15 anni, avendo aperto nel 2002 un growshop (negozio specializzato in articoli per la coltivazione, con un occhio di riguardo al mondo della canapa ndr)– sottolinea Luca Marola, responsabile di EasyJoint - L’idea ci è venuta quando abbiamo visto che il nuovo testo di legge del dicembre 2016 sulla canapa industriale non faceva riferimento alle infiorescenze. Quindi abbiamo cercato, prima dell’uscita dei decreti attuativi di luglio, di portare questa tematica al centro del dibattito attraverso i nostri prodotti». La canapa light ha una concentrazione di Thc, uno dei principi attivi della cannabis, inferiore allo 0,6%, che corrisponde al limite consentito dalla legge. È dunque legale e non ha effetti psicotropi. Viene venduta in barattoli e si distingue in due varietà, l’Eletta campana, costituita da infiorescenze con Cbd, cannabidiolo, al 4% e il blend Tripla effe, una miscela di Futura 75, Finola e Fedora. «E presto usciremo con un nuovo prodotto», dice Marola, il quale parla della filiera di produzione della canapa EasyJoint sottolineando che «all’inizio siamo partiti coi campi del mio socio nelle Marche, poi ci siamo messi in contatto con alcune aziende agricole dalle quali riceviamo le infiorescenze. Il primo giorno, anche per farci conoscere, abbiamo venduto online, poi ci siamo appoggiati su 130 growshop in tutta Italia».
E la canapa light si può comprare anche in Toscana, a Firenze, Livorno, Massa e Arezzo. «Ci rivolgiamo a 130 negozi che ordinano ogni tre giorni circa 240 barattoli – aggiunge Marola - Abbiamo creato una domanda per qualcosa su cui non c’era, ma, al di là dei motivi commerciali, sono soddisfatto per aver riportato al centro del dibattito le infiorescenze, delle quali parlano sia i produttori sia i media. Per me questa è un’azione antiproibizionistica. E sta avendo buon esito».
Qualcuno però non è d’accordo. Assocanapa, coordinamento nazionale per la canapicoltura in Italia, attraverso un comunicato ha parlato di «trovata pubblicitaria a scopo speculativo che rischia di danneggiare il lavoro da noi portato avanti negli anni per far tornare la canapa nei nostri campi».
Marola comunque crede nel suo progetto e nelle possibilità di sensibilizzazione che porta con sé. «Penso che prima o poi la legalizzazione arriverà anche in Italia, scommetterei tra cinque o sette anni. Ma c’è ancora un’enorme distanza tra il Paese reale e la politica. La nostra esperienza vuole quindi anche essere un esempio, in piccolo, di ciò a cui porterebbe la legalizzazione. Si creerebbero posti di lavoro e circuiti commerciali, ma soprattutto si combatterebbe lo spaccio e sarebbero garantiti maggiori controlli sulla qualità».
E di EasyJoint, legalizzazione e cannabis Marola parlerà anche alla pinetina di Riotorto domenica alle 21, chiudendo Energetica festival insieme a Nunzio Santalucia, medico impegnato sul fronte della cannabis terapeutica.
Claudia Guarino
Energetica negli ultimi anni ha allargato le sue campagne al tema dell’ambientalismo, ma per celebrare i suoi 14 anni rimette al centro dell’attenzione la canapa e i suoi mille usi, dall’impiego in cucina a quello medico e terapeutico. Per questo al festival sarà anche proposta la canapa light, legale e commercializzata da EasyJoint Project srl, l’azienda emiliana che si occupa della distribuzione di una serie di prodotti costituiti da infiorescenze di canapa.
«Io sono nel mondo della canapa da 15 anni, avendo aperto nel 2002 un growshop (negozio specializzato in articoli per la coltivazione, con un occhio di riguardo al mondo della canapa ndr)– sottolinea Luca Marola, responsabile di EasyJoint - L’idea ci è venuta quando abbiamo visto che il nuovo testo di legge del dicembre 2016 sulla canapa industriale non faceva riferimento alle infiorescenze. Quindi abbiamo cercato, prima dell’uscita dei decreti attuativi di luglio, di portare questa tematica al centro del dibattito attraverso i nostri prodotti». La canapa light ha una concentrazione di Thc, uno dei principi attivi della cannabis, inferiore allo 0,6%, che corrisponde al limite consentito dalla legge. È dunque legale e non ha effetti psicotropi. Viene venduta in barattoli e si distingue in due varietà, l’Eletta campana, costituita da infiorescenze con Cbd, cannabidiolo, al 4% e il blend Tripla effe, una miscela di Futura 75, Finola e Fedora. «E presto usciremo con un nuovo prodotto», dice Marola, il quale parla della filiera di produzione della canapa EasyJoint sottolineando che «all’inizio siamo partiti coi campi del mio socio nelle Marche, poi ci siamo messi in contatto con alcune aziende agricole dalle quali riceviamo le infiorescenze. Il primo giorno, anche per farci conoscere, abbiamo venduto online, poi ci siamo appoggiati su 130 growshop in tutta Italia».
E la canapa light si può comprare anche in Toscana, a Firenze, Livorno, Massa e Arezzo. «Ci rivolgiamo a 130 negozi che ordinano ogni tre giorni circa 240 barattoli – aggiunge Marola - Abbiamo creato una domanda per qualcosa su cui non c’era, ma, al di là dei motivi commerciali, sono soddisfatto per aver riportato al centro del dibattito le infiorescenze, delle quali parlano sia i produttori sia i media. Per me questa è un’azione antiproibizionistica. E sta avendo buon esito».
Qualcuno però non è d’accordo. Assocanapa, coordinamento nazionale per la canapicoltura in Italia, attraverso un comunicato ha parlato di «trovata pubblicitaria a scopo speculativo che rischia di danneggiare il lavoro da noi portato avanti negli anni per far tornare la canapa nei nostri campi».
Marola comunque crede nel suo progetto e nelle possibilità di sensibilizzazione che porta con sé. «Penso che prima o poi la legalizzazione arriverà anche in Italia, scommetterei tra cinque o sette anni. Ma c’è ancora un’enorme distanza tra il Paese reale e la politica. La nostra esperienza vuole quindi anche essere un esempio, in piccolo, di ciò a cui porterebbe la legalizzazione. Si creerebbero posti di lavoro e circuiti commerciali, ma soprattutto si combatterebbe lo spaccio e sarebbero garantiti maggiori controlli sulla qualità».
E di EasyJoint, legalizzazione e cannabis Marola parlerà anche alla pinetina di Riotorto domenica alle 21, chiudendo Energetica festival insieme a Nunzio Santalucia, medico impegnato sul fronte della cannabis terapeutica.
Claudia Guarino
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