Il Tirreno

«Abbiamo la soluzione» da Roma uno spiraglio ma manca la firma 

Velo e Rossi: «Il Governo farà una correzione urgente integrando le retribuzioni». Accordo vicino anche con Nardi

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PIOMBINO. Il Governo farà un altro decreto, correttivo, per garantire, pur con i nuovi strumenti, lo stesso salario di adesso.

Lo fanno sapere Silvia Velo e Enrico Rossi che, ieri, hanno partecipato a Roma all’incontro sull’attuazione dell’Accordo di programma. Il problema è che, per ora, questo decreto non c’è. E certo, prima di domani, qualche certezza in più ai lavoratori andrà data.

L’altra notizia che giunge da Roma è che Piero Nardi è pronto a firmare la proroga della sorveglianza per due anni, a fronte di impegni da parte di Aferpi di garantire la continuità produttiva entro settembre e presentare il piano industriale entro ottobre.

«La cosa che mi dà fiducia – commenta Silvia Velo – è che ci sono date precise e che, se non saranno rispettate, Aferpi sarà inadempiente. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali c’è l’impegno a correggere il decreto, per garantire lo stesso salario ai lavoratori. In sostanza il Governo farà un’integrazione».

«La fase è delicatissima – dice Enrico Rossi – perché sono in corso, sotto la vigilanza del Ministero, le trattative con Aferpi in merito agli impegni che l'azienda dovrà assumersi per l'attuazione del piano industriale, ma anche sul versante della ripresa produttiva e della realizzazione degli impianti logistici. A ciò si deve aggiungere la questione del contratto di solidarietà e delle garanzie che devono essere fornite ai lavoratori sul loro reddito, su cui abbiamo chiesto impegni precisi da parte del Governo». Infatti, sempre ieri mattina, sul sito del ministero del lavoro è uscito un comunicato stampa che assicurava circa la possibilità di continuare a garantire ai lavoratori l'attuale trattamento economico.

«Sarà il Governo – spiega l'assessore Cristina Grieco – a coprire fino a tutto il 2018 la differenza rispetto alla retribuzione che deriverebbe dall'applicazione della nuova normativa attualmente in vigore. Questo provvedimento - insieme alla possibilità di proroga della mobilità in deroga e all'annunciato, come imminente, sblocco dei 30 milioni del sostegno al reddito delle politiche attive - può rappresentare una boccata d'ossigeno per i lavoratori, in particolare per Piombino, Livorno e le aree di crisi della Regione».

«Sull'ipotesi prospettata dal Governo - dice ancora Rossi - abbiamo bisogno di certezze e per questo abbiamo fatto gli approfondimenti necessari affinché non ci siano arretramenti economici e le erogazioni dei contributi ai lavoratori siano puntuali. Non sarebbe accettabile un periodo senza stipendio per questioni burocratiche. Venerdì cercheremo di capire meglio cosa sta facendo il Governo sul nuovo contratto con Rebrab».

«Vedo molti imprenditori italiani impegnati nel settore siderurgico - conclude Rossi – e mi chiedo se dietro di loro ci siano istituti bancari italiani. Mi domando poi perché quegli stessi istituti non supportino adeguatamente il progetto industriale di Rebrab, il quale con tutti i ritardi e tutti i difetti del caso ha già impegnato a Piombino qualcosa come circa 130 milioni di euro. Certo non si tratta né di piangere né di ridere, quanto piuttosto di continuare a lavorare in modo impegnato ed equanime. E se a sostituire quella di Rebrab fosse la proposta di British Steel che prevede il solo utilizzo dei laminati e di 700 lavoratori, allora smetto di fare il presidente della Toscana e avanzerò al Ministero dell'industria una mia proposta, perché a fare questo sono capaci tutti. Ma lasciare a casa 1.300 lavoratori è inaccettabile».

La variante. Il cronoprogramma per Piombino prevede che entro ottobre si arrivi all'approvazione definitiva della variante urbanistica, che è condizione indispensabile perché possa essere realizzato l'intero piano di reindustrializzazione dell'area. A Roma oltre a Rossi e la Velo c’erano il sindaco Massimo Giuliani e rappresentanti dei ministeri del lavoro, dei trasporti, di Invitalia. L'approvazione della variante permetterà di avviare nel 2018 i lavori di bonifica a carico di Aferpi per un importo di circa 16 milioni.

«Abbiamo compiuto - aggiunge il presidente Rossi - una verifica sulle altre opere di bonifica a carico di Invitalia. Le procedure stanno andando avanti e abbiamo la ragionevole certezza che entro il 2018 partiranno anche gli interventi pubblici per un importo di circa 50 milioni di euro».

Il presidente Rossi ha poi annunciato che il 7 giugno scorso Aferpi ha inviato una lettera a Comune e Regione dichiarandosi disponibile ad avviare una serie di interventi di pulizia e disinquinamento nei quali impegnare anche un certo numero di lavoratori adeguatamente formati. «Ho poi riferito - dice Rossi - degli incontri avuti a Bruxelles relativamente a Piombino. La Commissione aiuti di Stato sta verificando la possibilità che noi possiamo allocare 30 milioni di euro di fondi europei sul progetto di riconversione ecologica della siderurgia di Piombino. Ci sono buone probabilità di poterli erogare a certe condizioni. A questi potremmo aggiungere i 20 milioni del nostro fondo rotativo a favore degli interventi che Aferpi dovrà fare per riavviare i processi produttivi».

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