Gioco
«Noi eravamo convinti di trovare un accordo»
di Francesca Lenzi
Il sindaco Giuliani e il canile da sgomberare su ricorso dell’avvocato Napoleoni Domani in consiglio si vota il progetto di una nuova struttura a Montegemoli
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PIOMBINO. Domani andrà in consiglio l’approvazione del progetto esecutivo, con tanto di adozione della variante al Pip (Piano insediamenti produttivi), del nuovo canile, previsto non più a Fiorentina ma a Montegemoli. 608mila euro il costo (compresi ottomila euro destinati agli studi di impatto acustico), fine novembre l’ipotesi di apertura.
L’ha ribadito con forza Massimo Giuliani nella conferenza stampa che si è tenuta ieri all’interno del canile vecchio, quello in località Macelli. Quello, per capirsi, che dovrà essere sgombrato il prima possibile dai 45 cani ospitati nella struttura.
Secondo l’ordinanza del tribunale di Livorno, pubblicata lunedì, «il prima possibile» ha una tempistica precisa: 8 giorni, entro i quali il Comune di Piombino ha l’obbligo di cessare «le immissioni intollerabili provenienti dal canile», spostando «i cani eccedenti il numero di cinque».
Per ogni giorno in più, l’amministrazione dovrà pagare alla parte ricorrente – l’avvocato Alessandro Napoleoni che, con la moglie, a fine ottobre 2015 ha presentato causa civile contro il Comune – 50 euro al dì per il ritardo, ferma restando la facoltà dell’ufficiale giudiziario di provvedere a eseguire l’ordinanza, «facendosi assistere, in caso di necessità, da ditta di sua fiducia e, al limite, anche dalla forza pubblica».
In sostanza, è lecito aspettarsi qualche giorno di ritardo per ottemperare alla sentenza, ma la volontà di rispettare il giudizio deve essere chiara e altrettanto veloce.
E il Comune ha l’intenzione di eseguire, pur criticando la tempistica del provvedimento.
«L’idea di un canile nuovo c’è sempre stata, ma sicuramente non pensavamo di ritrovarci un giorno con una questione di tempo sulle spalle – afferma il sindaco Giuliani – Prima di questa causa non avevamo mai ricevuto nessuna lamentela; non una mail, non una segnalazione, niente di niente e, fra l’altro, nelle ultime settimane, avvicinandosi la fine del dibattito, abbiamo ricevuto tantissime firme di cittadini, residenti della zona compresi, contro lo spostamento del canile».
Se otto giorni sono davvero poca cosa, c’è da chiedersi perché l’amministrazione, in questo anno e mezzo di causa, o almeno dalla prima ordinanza del 10 ottobre scorso alla quale è seguito il reclamo del Comune, non abbia pensato a un’alternativa, al famoso piano B, magari una convenzione con un canile vicino.
«Non siamo stati fermi – la replica di Giuliani – Vero è che dinamiche di questo genere cambiano in poco tempo e un eventuale accordo con una struttura avrebbe potuto perdere di validità adesso. E comunque eravamo convinti di trovare un accordo almeno sui tempi, presentandoci all’ultima udienza con la delibera che certificava l’esistenza di 600mila euro per il nuovo canile, il progetto, il luogo dove farlo e un cronoprogramma preciso. Purtroppo abbiamo notato un’estrema intransigenza della controparte che non ha tenuto conto della volontà del Comune né di una struttura finora ben gestita e inserita nella nostra comunità».
A ogni modo, all’amministrazione ora non resta che prendere atto dell’ordinanza definitiva (che ha rigettato il ricorso del Comune) mentre ai cani non restano che due strade: la prima – la preferibile – è l’affidamento temporaneo e, magari in seguito, definitivo presso una famiglia, altrimenti il trasferimento in altro canile. Come e dove è ancora presto per dirlo.
Si è fatto largo nelle ultime ore il nome di Pistoia, che resta al momento un’ipotesi ma nulla di più.
«Dobbiamo verificare condizioni economiche e disponibilità – dice il sindaco – Il trasferimento però verrà effettuato nel miglior modo possibile, prediligendo la possibilità di un unico canile, magari vicino, in attesa del nuovo a Montegemoli».
Il mantenimento degli animali resterebbe compito dell’Enpa, gestore attuale della struttura piombinese, che resterebbe in funzione unicamente nella parte del canile sanitario, indispensabile per mantenere attivo il servizio di accalappiatura.
L’ha ribadito con forza Massimo Giuliani nella conferenza stampa che si è tenuta ieri all’interno del canile vecchio, quello in località Macelli. Quello, per capirsi, che dovrà essere sgombrato il prima possibile dai 45 cani ospitati nella struttura.
Secondo l’ordinanza del tribunale di Livorno, pubblicata lunedì, «il prima possibile» ha una tempistica precisa: 8 giorni, entro i quali il Comune di Piombino ha l’obbligo di cessare «le immissioni intollerabili provenienti dal canile», spostando «i cani eccedenti il numero di cinque».
Per ogni giorno in più, l’amministrazione dovrà pagare alla parte ricorrente – l’avvocato Alessandro Napoleoni che, con la moglie, a fine ottobre 2015 ha presentato causa civile contro il Comune – 50 euro al dì per il ritardo, ferma restando la facoltà dell’ufficiale giudiziario di provvedere a eseguire l’ordinanza, «facendosi assistere, in caso di necessità, da ditta di sua fiducia e, al limite, anche dalla forza pubblica».
In sostanza, è lecito aspettarsi qualche giorno di ritardo per ottemperare alla sentenza, ma la volontà di rispettare il giudizio deve essere chiara e altrettanto veloce.
E il Comune ha l’intenzione di eseguire, pur criticando la tempistica del provvedimento.
«L’idea di un canile nuovo c’è sempre stata, ma sicuramente non pensavamo di ritrovarci un giorno con una questione di tempo sulle spalle – afferma il sindaco Giuliani – Prima di questa causa non avevamo mai ricevuto nessuna lamentela; non una mail, non una segnalazione, niente di niente e, fra l’altro, nelle ultime settimane, avvicinandosi la fine del dibattito, abbiamo ricevuto tantissime firme di cittadini, residenti della zona compresi, contro lo spostamento del canile».
Se otto giorni sono davvero poca cosa, c’è da chiedersi perché l’amministrazione, in questo anno e mezzo di causa, o almeno dalla prima ordinanza del 10 ottobre scorso alla quale è seguito il reclamo del Comune, non abbia pensato a un’alternativa, al famoso piano B, magari una convenzione con un canile vicino.
«Non siamo stati fermi – la replica di Giuliani – Vero è che dinamiche di questo genere cambiano in poco tempo e un eventuale accordo con una struttura avrebbe potuto perdere di validità adesso. E comunque eravamo convinti di trovare un accordo almeno sui tempi, presentandoci all’ultima udienza con la delibera che certificava l’esistenza di 600mila euro per il nuovo canile, il progetto, il luogo dove farlo e un cronoprogramma preciso. Purtroppo abbiamo notato un’estrema intransigenza della controparte che non ha tenuto conto della volontà del Comune né di una struttura finora ben gestita e inserita nella nostra comunità».
A ogni modo, all’amministrazione ora non resta che prendere atto dell’ordinanza definitiva (che ha rigettato il ricorso del Comune) mentre ai cani non restano che due strade: la prima – la preferibile – è l’affidamento temporaneo e, magari in seguito, definitivo presso una famiglia, altrimenti il trasferimento in altro canile. Come e dove è ancora presto per dirlo.
Si è fatto largo nelle ultime ore il nome di Pistoia, che resta al momento un’ipotesi ma nulla di più.
«Dobbiamo verificare condizioni economiche e disponibilità – dice il sindaco – Il trasferimento però verrà effettuato nel miglior modo possibile, prediligendo la possibilità di un unico canile, magari vicino, in attesa del nuovo a Montegemoli».
Il mantenimento degli animali resterebbe compito dell’Enpa, gestore attuale della struttura piombinese, che resterebbe in funzione unicamente nella parte del canile sanitario, indispensabile per mantenere attivo il servizio di accalappiatura.
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