Il Tirreno

«Persone parcheggiate e in attesa» 

di Annalisa Mastellone
«Persone parcheggiate e in attesa» 

A due anni dall’attivazione del centro accoglienza allestito alla Vivalda il sindaco Parodi fa il punto della situazione

2 MINUTI DI LETTURA





SUVERETO. A due anni dall’attivazione del centro accoglienza allestito alla Vivalda, la situazione sembra più tranquilla, ma non proprio migliorata. Ne abbiamo parlato col sindaco Parodi, che sin dal 2015 aveva denunciato irregolarità e tensioni tra i migranti ospiti dell’ex agriturismo di San Lorenzo inizialmente gestito dalla “Xenia ospitalità”, fondata qualche anno fa da Mauro Andreini (ex presidente della “Homo Diogene” operativa anche a Campiglia stazione) e da Cesare Merciai. Quest’ultimo poi dall’aprile 2015 è poi subentrato (senza Andreini) nel progetto di accoglienza della Vivalda attraverso la “Gestione Immobili”.

Le inadempienze della convenzione con la prefettura, la mancanza di organigramma qualificato e di attività d’integrazione segnalate da Parodi avevano spinto l’allora prefetto di Livorno, Tiziana Costantino, a verificare di persona la situazione. Situazione che aveva reso i ragazzi ospiti abulici e arrabbiati. Poi, dopo quella denuncia, erano cominciate attività didattiche, e l’amministrazione aveva poi avviato lavori socialmente utili e iniziative di inserimento nella vita cittadina. Al momento i richiedenti asilo che alloggiano alla Vivalda sono 54. Su indicazione del primo cittadino, l’amministrazione è in attesa che venga presentato dai gestori un progetto di integrazione. Rispetto a quelle criticità che aveva contestato, è cambiato qualcosa? «La situazione è più tranquilla – ha detto Parodi –, ma a oggi se dovessi dire se è presente l’organigramma completo previsto dal protocollo della prefettura per le associazioni che fanno queste attività, non lo so, a me mai nessuno lo ha comunicato. Tra l’altro non ho idea se stanno seguendo un percorso di studi della lingua italiana e con chi. Né sono a conoscenza di corsi o attività». A che punto è l’iter di riconoscimento dello status di rifugiato dei ragazzi ospiti? «Molti sono stati respinti e sono nella fase del ricorso – aggiunge –. Ormai sono 2 anni al 1 luglio che sono lì nella struttura senza aver fatto niente. Nemmeno come lavori socialmente utili, tranne un paio o tre che hanno imbiancato all’inizio (scuole e impianti sportivi). Sono persone parcheggiate in attesa di non si sa bene cosa e la cooperativa che li gestisce che incassa». Altri lavori socialmente utili ne state programmando? «Avevo parlato col mediatore culturale che doveva presentarmi progetto oltre 6 mesi fa – precisa – poi non si è più fatto vedere. La nostra idea è di continuare a organizzarli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web