Attenzione
Per l’Ispra «il muflone è da eliminare»
PORTOFERRAIO. Il muflone può essere eradicato dal territorio elbano. Soprattutto se il mammifero determina impatti sulla biodiversità insulare. È quanto afferma l’Istituto Superiore per la...
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PORTOFERRAIO. Il muflone può essere eradicato dal territorio elbano. Soprattutto se il mammifero determina impatti sulla biodiversità insulare. È quanto afferma l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), interpellato dalle associazioni ambientaliste toscane per valutare la situazione che si era venuta a creare sull’Isola d’Elba con la proliferazione di questo animale selvatico. «L’eradicazione – si legge nel comunicato di Ispra – è un’azione espressamente prevista dalla “Strategia nazionale per la biodiversità’” approvata il 7 ottobre 2010 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano, d’intesa con il ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Inoltre è esplicitamente richiamata dalle “‘Linee guida per la prevenzione, l’introduzione e la mitigazione degli impatti della specie alloctone che minacciano gli ecosistemi, gli habitat o le specie”». C’è un motivo in più per cui si può andare nella direzione dell’eradicazione del quadrupede. La popolazione oggi presente sul territorio della maggiore isola della Toscana deriva da immissioni realizzate per scopi venatori negli anni Ottanta. Per cui si tratta di una specie alloctona, aliena per l’area di cui trattasi.
Tutto aggravato dalla situazione insulare che contribuisce a rendere più problematica la presenza della specie.
«”L’Ovies aries”, entità che comprende il muflone e anche in generale le pecore selvatiche – continua la nota dell’Istituto - causa un impatto molto rilevante sulla biodiversità, in particolare negli ambienti insulari com’è l’Elba. Da un’analisi comparata dei dati presenti nelle liste rosse dello Iucn e nella banca dati Iucn Global Invasive species emerge che questa specie causa a livello globale impatti su 189 specie minacciate di estinzione. I rilevanti impatti causati a scala globale da questa specie alla biodiversità delle piccole isole sono legati alla storia naturale di questi ambienti, che si sono spesso evoluti in assenza di grandi erbivori e di predatori, e risultano vulnerabili agli effetti della brucatura e del calpestio, con danni a specie vegetali e habitat naturali e concorrere a fenomeni di erosione, con effetti indiretti su specie animali minacciate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutto aggravato dalla situazione insulare che contribuisce a rendere più problematica la presenza della specie.
«”L’Ovies aries”, entità che comprende il muflone e anche in generale le pecore selvatiche – continua la nota dell’Istituto - causa un impatto molto rilevante sulla biodiversità, in particolare negli ambienti insulari com’è l’Elba. Da un’analisi comparata dei dati presenti nelle liste rosse dello Iucn e nella banca dati Iucn Global Invasive species emerge che questa specie causa a livello globale impatti su 189 specie minacciate di estinzione. I rilevanti impatti causati a scala globale da questa specie alla biodiversità delle piccole isole sono legati alla storia naturale di questi ambienti, che si sono spesso evoluti in assenza di grandi erbivori e di predatori, e risultano vulnerabili agli effetti della brucatura e del calpestio, con danni a specie vegetali e habitat naturali e concorrere a fenomeni di erosione, con effetti indiretti su specie animali minacciate».
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