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«30 milioni residui della Regione vadano ai 400 operai in Naspi»

«30 milioni residui della Regione vadano ai 400 operai in Naspi»

PIOMBINO. Sulla questione dell’indotto e della fine già arrivata o ormai prossima degli ammortizzatori sociali è utile citare le cifre del fenomeno: per quel che riguarda l’area di crisi complessa di...

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PIOMBINO. Sulla questione dell’indotto e della fine già arrivata o ormai prossima degli ammortizzatori sociali è utile citare le cifre del fenomeno: per quel che riguarda l’area di crisi complessa di Piombino sono circa 400 coloro che si trovano in Naspi, 200-300 quelli in mobilità, oltre a chi è andato in pensione oppure ha trovato altre collocazioni lavorative.

«Si rende necessario sbloccare immediatamente i 30 milioni residui delle passate casse integrazioni non utilizzate dalla Regione e attualmente fermi presso l’Inps a causa della mancanza di una convenzione tra la Regione e l’Inps stesso – ha dichiarato il vicesindaco Stefano Ferrini al termine della riunione con la viceministra Teresa Bellanova – Considerando che tali risorse devono essere utilizzate dalla Regione in politiche attive per il sostegno al reddito e quindi possono accompagnare coloro che si trovano in Naspi e/o in mobilità verso percorsi di formazione per riqualificarsi professionalmente e contemporaneamente poter usufruire di un reddito per almeno 6 mesi, diventa indispensabile sbloccarli immediatamente».

Peraltro la presenza di questi ulteriori 28 milioni della Regione per le due aree di crisi complessa di Piombino e Livorno potrebbe consentire una diversificazione nell’utilizzo delle varie risorse, destinando i 30 milioni a coloro che si trovano in Naspi e i 28, come peraltro previsto nell’atto che è stato inserito nella recente manovrina, usarli esclusivamente per coloro che si trovano in mobilità o in mobilità in deroga.

Non è stato trattato invece il tema Aferpi poiché non era oggetto del tavolo, anche se tutti i partecipanti hanno riconosciuto come lo sblocco in quella situazione sia la madre di tutte le possibili soluzioni anche per le altre situazioni.

In particolare, secondo Ferrini «la questione da un lato delle bonifiche in attuazione dell’Accordo di programma ex 252 bis e dall’altro quello delle dismissioni degli impianti in aree non più destinate alla produzione siderurgica potrebbero favorire quelle opportunità di lavoro per le imprese legate all’indotto ex Lucchini che stentano a trovarlo».



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