La manifestazione
Vigneti a rischio se non torna la pioggia
di Stefano Bramanti
Uva salvata, per ora, dalle “precipitazioni occulte” che bagnano le foglie di notte, ma sarà dura arrivare a fine agosto
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PORTOFERRAIO. La siccità elbana cresce, la terra si fa arida e le piante stanno ingiallendo in certi casi, comprese le viti che paiono in crisi, ma la precipitazione occulta “salva” per ora il raccolto.
«Vedo qualche foglia tendere al giallo – commenta Antonio Arrighi della tenuta omonima di Porto Azzurro – ma ancora le viti reggono e anche gli olivi soffrono. Certo se si protrae la situazione... Non a caso la regione ha dichiarato lo stato di calamità naturale». È probabile quindi che l’estate 2017 venga ricordata per la grande sete dell’isola e non a caso Asa parla di razionamento dell’acqua potabile. E mentre le colture sono messe a dura prova, nel frattempo si vive l’abbondante invasione di farfalle derivate dal bruco mangia foglie della Lymantria; non solo, in questi giorni qualche nave “selvaggia” ha regalato al Mar Tirreno settentrionale, e quindi anche alle coste nord dell’isola, un inquinamento diffuso con materiale plastico (vedi sotto,).
In tale quadro si inserisce appunto una viticoltura assetata, ma una salvezza per la vite esiste e si chiama precipitazione occulta, da sempre esistita nei luoghi costieri e addirittura anche nei deserti. «Il clima isolano è dotato anche della precipitazione occulta – fa notare l’agronomo , che agisce all’azienda agricola dell’Arrighi – un fenomeno meteorologico che ogni mattina, nonostante il caldo torrido del giorno prima, fa trovare le vigne bagnate. È un fatto fisico naturale proprio delle coltivazioni che si trovano in prossimità della costa e in particolare della macchia mediterranea. Nello stato di siccità, un certo aiuto alle pianta lo dà». Le precipitazioni occulte consistono, infatti, nella condensazione sopra il terreno o sulla stessa macchia mediterranea e anche sui vigneti, dell’umidità che condensa nella notte grazie al calo termico rispetto al giorno, quando si hanno temperature intorno ai 30 gradi, umidità cresciuta dai venti di sud e anche dalla vicinanza col mare. Ed ecco che al mattino, in varie parti, si trovano le piante con gocce d’acqua, come se fossero state annaffiate. Il fenomeno accade anche nei deserti offrendo acqua alle poche piante esistenti. Addirittura chi deve affrontare viaggi in tali ambienti, stende teli di plastica di notte, su cui si forma la condensa d’acqua che viene raccolta e quindi bevuta.
«Il problema grave viene da due inverni che abbiamo passato con scarsa pioggia – commenta anche del Montefabbrello, azienda agricola di Schiopparello, che produce anche il grano – l’estate molto calda è normale nel nostro ambiente, ma di solito abbiamo prima degli inverni piovosi che riempiono le falde e quindi luglio e agosto passano senza problemi per le piante». E chissà che gli agricoltori non si decidano a chiedere deroghe al disciplinare, che non consente di avere sistemi di irrigazione e a Dimitri fa eco di nuovo Arrighi che conclude: «Si, sono stati inverni privi di pioggia, abbiamo avuto il 50% in meno di precipitazioni: ne consegue questo problema per le nostre colture. Ora temiamo piogge violente, tipo bombe d’acqua, che potrebbero creare ulteriori danni. Incrociamo le dita e vediamo cosa ci offrirà la natura. Ad agosto tireremo le somme. Ma se non vengono altri problemi atmosferici, in ogni caso, i nostri vini Doc e l’Aleatico Docg, rimangono di elevata qualità».
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In tale quadro si inserisce appunto una viticoltura assetata, ma una salvezza per la vite esiste e si chiama precipitazione occulta, da sempre esistita nei luoghi costieri e addirittura anche nei deserti. «Il clima isolano è dotato anche della precipitazione occulta – fa notare l’agronomo , che agisce all’azienda agricola dell’Arrighi – un fenomeno meteorologico che ogni mattina, nonostante il caldo torrido del giorno prima, fa trovare le vigne bagnate. È un fatto fisico naturale proprio delle coltivazioni che si trovano in prossimità della costa e in particolare della macchia mediterranea. Nello stato di siccità, un certo aiuto alle pianta lo dà». Le precipitazioni occulte consistono, infatti, nella condensazione sopra il terreno o sulla stessa macchia mediterranea e anche sui vigneti, dell’umidità che condensa nella notte grazie al calo termico rispetto al giorno, quando si hanno temperature intorno ai 30 gradi, umidità cresciuta dai venti di sud e anche dalla vicinanza col mare. Ed ecco che al mattino, in varie parti, si trovano le piante con gocce d’acqua, come se fossero state annaffiate. Il fenomeno accade anche nei deserti offrendo acqua alle poche piante esistenti. Addirittura chi deve affrontare viaggi in tali ambienti, stende teli di plastica di notte, su cui si forma la condensa d’acqua che viene raccolta e quindi bevuta.
«Il problema grave viene da due inverni che abbiamo passato con scarsa pioggia – commenta anche del Montefabbrello, azienda agricola di Schiopparello, che produce anche il grano – l’estate molto calda è normale nel nostro ambiente, ma di solito abbiamo prima degli inverni piovosi che riempiono le falde e quindi luglio e agosto passano senza problemi per le piante». E chissà che gli agricoltori non si decidano a chiedere deroghe al disciplinare, che non consente di avere sistemi di irrigazione e a Dimitri fa eco di nuovo Arrighi che conclude: «Si, sono stati inverni privi di pioggia, abbiamo avuto il 50% in meno di precipitazioni: ne consegue questo problema per le nostre colture. Ora temiamo piogge violente, tipo bombe d’acqua, che potrebbero creare ulteriori danni. Incrociamo le dita e vediamo cosa ci offrirà la natura. Ad agosto tireremo le somme. Ma se non vengono altri problemi atmosferici, in ogni caso, i nostri vini Doc e l’Aleatico Docg, rimangono di elevata qualità».
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