Il Tirreno

«Strada 398  pronta nel 2021» 

di Cristiano Lozito

Anas ha presentato il cronoprogramma dei lavori Nencini: grande lavoro in poco più di un anno

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PIOMBINO. Il futuro del primo lotto della strada 398 (del secondo nessuno almeno per il momento si azzarda a parlare) sta tutto in 3-4 date fornite dall’ingegner Stefano Liani, direttore della progettazione e realizzazione lavori di Anas, ieri in una conferenza stampa all’hotel Centrale col viceministro dei trasporti, Riccardo Nencini, la sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, il sindaco Massimo Giuliani.

Dunque il cronoprogramma prevede che il progetto vada in conferenza dei servizi il 28 giugno, poi al Cipe tra luglio e settembre, quindi si passerà alla progettazione esecutiva e alla gara d’appalto entro il primo semestre 2018.

Sei mesi di tempo per l’aggiudicazione (ma più prudentemente Liani arriva a nove «per il consueto rischio ricorsi») e si arriva al 2019 inoltrato per passare all’inizio lavori, che dureranno prevedibilmente un paio d’anni per realizzare 3 chilometri e mezzo di strada. Risultato finale, strada pronta nel 2021, almeno fino al Gagno, visto che sarà poi l’Autorità portuale a realizzare il completamento fino al porto, e su questo punto rispetto ai tempi è buio assoluto.

Se queste sono le date, cioè «i paletti che abbiamo fissato», le ha definite Nencini, ricordando di «aver ripescato il progetto non finanziato nell’aprile 2016, mentre a settembre dello stesso anno sono stati messi a disposizione 50 milioni, risultato certamente importante che ci permette di fare delle previsioni positive sui tempi di realizzazione», deve essere il ministero dell’Economia e delle Finanze a sbloccare il finanziamento, peraltro inserito nei 20 miliardi del Piano Anas di interventi su tutto il territorio nazionale.

«Ma i soldi per il primo lotto, 50 milioni di euro, ci sono – ha specificato Silvia Velo nella sua presentazione – e verranno ratificati con l’imminente incontro al Cipe».

Chiaro dunque che per festeggiare, un po’ tutti aspettano di vedere aprire i cantieri o quanto meno di veder partire la gara d’appalto, considerando i rinvii e gli affossamenti dei vari progetti negli ultimi 15 anni.

Basti ricordare che un progetto per il completamento della 398 era già pronto nel 2003, e che le cronache del Tirreno ricordano come nel 2007 un po’ tutti i politici parlassero polemicamente di tempi troppo lunghi per collegare Montegemoli al porto, visto che il 2012 era l’anno fissato per l’inaugurazione.

Di «traguardo importante» ha parlato comunque il sindaco Giuliani, ringraziando «per il grande lavoro fatto la sottosegretaria Velo e il viceministro Nencini».

Soddisfatto dunque Giuliani, secondo cui «abbiamo il progetto definitivo di una strada che aspettiamo da tanti anni, un’opera che riveste un’enorme importanza per lo sviluppo del territorio. Basti pensare al porto. Abbiamo puntato sul porto come motore di sviluppo economico, e ci sono aziende che devono arrivare sulle nostre banchine, come General Electric, ma è evidente che questo non può crescere senza questa infrastruttura».

«Il percorso che abbiamo intrapreso dalla primavera del 2016 – ha proseguito il sindaco – sta portando dei risultati importanti e concreti. Il lavoro, da allora, è stato molto veloce ed efficace e tutte le istituzioni, Comune compreso, hanno lavorato di concerto per arrivare a questa progettazione definitiva.

Il progetto, illustrato dall’ingegner Liani, prevede la realizzazione di due viadotti lungo i 3 chilometri e mezzo di strada che separano Montegemoli dal Gagno: Cornia 1 dotato di 11 campate, lungo 466 metri, e Cornia 2, 76 metri di lunghezza, con una sola campata.

Saranno realizzati anche un cavalcavia nell’intersezione con la Geodetica, e due rotatorie per ricucire la strada -con la viabilità esistente.

La problematica maggiore nella realizzazione della strada, come più volte ricordato, è l’attraversamento del Sin di Piombino.

Per questo sono state previste tutta una serie di misure e di mitigazioni che prevedono la realizzazione di una pavimentazione impermeabile e in calcestruzzo, la rimozione e lo smaltimento o recupero dei cumuli di rifiuti depositati lungo il tracciato dell’area industriale, la realizzazione di una rete di pozzi di emungimento delle acque di falda profonda, la realizzazione di un sistema di drenaggio della falda, il trattamento delle acque emunte o drenate.

Gli obiettivi di questi interventi sono quelli di isolare in modo efficace il suolo superficiale dall’ambiente esterno, eliminare qualsiasi rischio sanitario, ridurre la contaminazione del sottosuolo dovuta alla percolazione delle acque meteoriche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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