Il Tirreno

il materiale spiaggiato 

Le “palline gialle” sono cera paraffinica, innocua

PORTOFERRAIO . Cera paraffinica. O cera polietilenica. Ecco la natura del materiale spiaggiato sulle coste nord ovest dell’Elba e non solo. Lo scrive, sul suo sito internet, l’Arpat della Toscana,...

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO . Cera paraffinica. O cera polietilenica. Ecco la natura del materiale spiaggiato sulle coste nord ovest dell’Elba e non solo. Lo scrive, sul suo sito internet, l’Arpat della Toscana, aggiungendo che la sostanza finita sui litorali elbani e del continente non presenta alcuna pericolosità né ambientale né sanitaria. Ma non è neppure la prima volta che si verifica il fenomeno Addirittura c’era stata un caso precedente. Già nel 2012 si verificò un caso del genere, sempre sulle coste della Toscana e della Liguria, con spiaggiamento di materiale “strano”. In quel caso la sostanza rinvenuta sulle spiagge era di colore biancastro, che fu identificato come paraffina. Le indagini accertarono che un’imbarcazione aveva lavato con acqua di mare le cisterne che contenevano cera paraffinica, provocando lo spiaggiamento di rilevanti quantità di sostanza. Con tutta probabilità siamo di fronte alla medesima causa, con la differenza però quest’anno che il fenomeno è molto più esteso visto e considerato che sono state interessate località come Poveromo (Massa), Forte dei Marmi (Lucca), San Vincenzo (Livorno) Marciana Marina, Biodola, Le Prade e Portoferraio (Livorno). «Per valutare più approfonditamente l’ampiezza del fenomeno – si legge nell’articolo pubblicato da Arpat – le Capitanerie di porto hanno dato corso a un’estesa operazione di monitoraggio, mediante pattugliamenti navali e aerei. Tale intensa attività ha condotto all’individuazione di alcune chiazze di prodotto, lungo il versante settentrionale dell’Elba e al largo della Riviera degli Etruschi. I militari hanno prelevato alcuni campioni che hanno consegnato all’Arpat e hanno attivato le procedure di bonifica a mare, con l’impiego di un mezzo specializzato in questo genere di operazioni. Il battello disinquinante “Marzocco” ha recuperato complessivamente circa 350 chilogrammi di sostanza». Per l’identificazione dei materiali spiaggiati il laboratorio Arpat di Livorno ha effettuato uno screening di tipo qualitativo. Un’ulteriore conferma della natura del materiale spiaggiato è stata ottenuta grazie all’analisi in Atr-Ftir eseguita dall’Università di Pisa. «Gli accertamenti analitici sui campioni pervenuti continueranno nei prossimi giorni. Della vicenda è stata informato l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente (Ispra)».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore