La protesta
«Aferpi inadempiente, senza fondi niente proroga»
di Guido Fiorini
Il ministro Finocchiaro risponde all’interrogazione di Stefano Fassina E lui replica: «Bene che il Governo sia pronto a revocare la cessione»
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Nessuna proroga dell’Amministrazione straordinaria Lucchini se Aferpi non metterà i fondi necessari, visto che è stata “del tutto inadempiente”. Lo ha detto con chiarezza il ministro per i rapporti con il parlamento, Anna Finocchiaro, durante il “question time” alla Camera, rispondendo all’interrogazione di Stefano Fassina, di Sinistra Italiana.
E il ministro ha anche detto che c’è l’impegno alla revoca della cessione, nel caso non ci fossero più le condizioni per andare avanti. E questo grazie all’articolo 8 del Decreto Mezzogiorno, da ieri in Gazzetta Ufficiale.
In ogni caso la trattativa va avanti, anche con la ricerca di una “partnership” industriale che possa supportare Rebrab. «Aferpi ha disatteso tutti gli impegni – ha detto la Finocchiaro – e l’Amministrazione straordinaria ha predisposto tutti gli atti anche per la via giudiziale, preferendo però, al momento, la via della trattativa». Nel caso Aferpi, e quindi Rebrab, dimostri di avere i fondi necessari, potranno essere riviste le scadenze e gli impegni rispetto al primo atto firmato due anni fa.
Restano meno di dieci giorni, quindi, per arrivare ad un accordo e, magari, trovare quel partner industriale che consenta di andare avanti.
E Stefano Fassina, responsabile lavoro di Sinistra Italiana, dopo il question time alla Camera dei Deputati, ha così commentato.
«Sul futuro delle acciaierie Aferpi di Piombino dopo la risposta del governo alla nostra interrogazione oggi nell’aula di Montecitorio, ci aspettiamo ora che nei prossimi giorni si firmi l’atto di proroga dell’amministrazione straordinaria che è in scadenza tra 9 giorni. La proroga – prosegue l’esponente di SI – deve portare a dare attuazione in tutte le parti, bonifiche incluse, al piano industriale presentato dal gruppo Cevital, anche mediante il coinvolgimento di altri partner industriali».
«Di fronte al perdurare dell’inadempienza di Cevital, confermata dalle parole del Governo rappresentato in aula dalla ministra Finocchiaro, riconosciamo l’impegno alla revoca della cessione anche attraverso l’utilizzo dell’articolo 8 del “Decreto Mezzogiorno” appena pubblicato».
«L’acciaieria Aferpi di Piombino è un asset di qualità, deve essere rivitalizzata e l’occupazione salvaguardata, indotto compreso. Avremmo preferito che il governo si fosse mosso con più sollecitudine nel passato senza arrivare a ridosso della scadenza del 30 giugno».
«Noi comunque – conclude Fassina – continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda affinché siano esercitati tutti gli strumenti utili per riaprire un sito produttivo strategico per il nostro Paese e per il futuro economico e sociale della Val di Cornia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E il ministro ha anche detto che c’è l’impegno alla revoca della cessione, nel caso non ci fossero più le condizioni per andare avanti. E questo grazie all’articolo 8 del Decreto Mezzogiorno, da ieri in Gazzetta Ufficiale.
In ogni caso la trattativa va avanti, anche con la ricerca di una “partnership” industriale che possa supportare Rebrab. «Aferpi ha disatteso tutti gli impegni – ha detto la Finocchiaro – e l’Amministrazione straordinaria ha predisposto tutti gli atti anche per la via giudiziale, preferendo però, al momento, la via della trattativa». Nel caso Aferpi, e quindi Rebrab, dimostri di avere i fondi necessari, potranno essere riviste le scadenze e gli impegni rispetto al primo atto firmato due anni fa.
Restano meno di dieci giorni, quindi, per arrivare ad un accordo e, magari, trovare quel partner industriale che consenta di andare avanti.
E Stefano Fassina, responsabile lavoro di Sinistra Italiana, dopo il question time alla Camera dei Deputati, ha così commentato.
«Sul futuro delle acciaierie Aferpi di Piombino dopo la risposta del governo alla nostra interrogazione oggi nell’aula di Montecitorio, ci aspettiamo ora che nei prossimi giorni si firmi l’atto di proroga dell’amministrazione straordinaria che è in scadenza tra 9 giorni. La proroga – prosegue l’esponente di SI – deve portare a dare attuazione in tutte le parti, bonifiche incluse, al piano industriale presentato dal gruppo Cevital, anche mediante il coinvolgimento di altri partner industriali».
«Di fronte al perdurare dell’inadempienza di Cevital, confermata dalle parole del Governo rappresentato in aula dalla ministra Finocchiaro, riconosciamo l’impegno alla revoca della cessione anche attraverso l’utilizzo dell’articolo 8 del “Decreto Mezzogiorno” appena pubblicato».
«L’acciaieria Aferpi di Piombino è un asset di qualità, deve essere rivitalizzata e l’occupazione salvaguardata, indotto compreso. Avremmo preferito che il governo si fosse mosso con più sollecitudine nel passato senza arrivare a ridosso della scadenza del 30 giugno».
«Noi comunque – conclude Fassina – continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda affinché siano esercitati tutti gli strumenti utili per riaprire un sito produttivo strategico per il nostro Paese e per il futuro economico e sociale della Val di Cornia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
