Sicurezza
DOPO NOVE GIORNI
«Stop al presidio, ma non molliamo»
Camping cig promette nuove iniziative da qui al 26 giugno
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PIOMBINO. Si è concluso il presidio al Rivellino del Coordinamento Art. 1 – Camping cig, “Incatenarsi per non rassegnarsi”, esperienza che l’associazione giudica «oltremodo positiva, che ha bucato sui media riuscendo a porre all’attenzione la drammatica situazione creatasi con l’avvicinarsi della fatidica data del primo luglio quando, in assenza di drastici provvedimenti del Governo, Rebrab avrà potere incondizionato su ciò che resta dello stabilimento siderurgico e sul destino di migliaia di famiglie».
Camping cig parla di «intimidazioni e attacchi subìti da varie parti durante i 9 giorni di incatenamento, riguardo alla nostra “scomoda” e “indecorosa” presenza, che ci hanno fatto capire che qualcuno non gradisce l’attenzione mediatica su Piombino. Ma abbiamo anche incassato la solidarietà di forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, che hanno costituito un vasto fronte in nostro sostegno».
«Ringraziamo caldamente anche tutti coloro che ci hanno aiutato – prosegue Camping cig – e hanno partecipato ai dibattiti e alle altre nostre iniziative. Mancano pochi giorni alla fine del mese e non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Continuano le nostre mobilitazioni con un fitto programma da qui al 26 giugno. Se per il 26 non ci saranno risposte, risponderemo noi con iniziative ancora più incisive».
L’ex “Minoranza sindacale” denuncia infine «l’immobilismo e il silenzio assordante delle istituzioni rispetto alla scadenza in arrivo. Insistiamo a chiedere a tutte le sigle sindacali che cosa hanno intenzione di fare in questi ultimi giorni. Non possiamo rassegnarci alla loro passiva rassegnazione. Insistiamo a chiedere loro: perché non volete organizzare uno sciopero generale di zona di tutte le categorie di lavoratori? Continueremo a stare col fiato sul collo a istituzioni e sindacati e a scuotere questa città tramortita dal “metadone sociale” dell’immobilismo».
Camping cig parla di «intimidazioni e attacchi subìti da varie parti durante i 9 giorni di incatenamento, riguardo alla nostra “scomoda” e “indecorosa” presenza, che ci hanno fatto capire che qualcuno non gradisce l’attenzione mediatica su Piombino. Ma abbiamo anche incassato la solidarietà di forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, che hanno costituito un vasto fronte in nostro sostegno».
«Ringraziamo caldamente anche tutti coloro che ci hanno aiutato – prosegue Camping cig – e hanno partecipato ai dibattiti e alle altre nostre iniziative. Mancano pochi giorni alla fine del mese e non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Continuano le nostre mobilitazioni con un fitto programma da qui al 26 giugno. Se per il 26 non ci saranno risposte, risponderemo noi con iniziative ancora più incisive».
L’ex “Minoranza sindacale” denuncia infine «l’immobilismo e il silenzio assordante delle istituzioni rispetto alla scadenza in arrivo. Insistiamo a chiedere a tutte le sigle sindacali che cosa hanno intenzione di fare in questi ultimi giorni. Non possiamo rassegnarci alla loro passiva rassegnazione. Insistiamo a chiedere loro: perché non volete organizzare uno sciopero generale di zona di tutte le categorie di lavoratori? Continueremo a stare col fiato sul collo a istituzioni e sindacati e a scuotere questa città tramortita dal “metadone sociale” dell’immobilismo».
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