Attenzione
legambiente entusiasta
«Servirà un presidio per difendere la schiusa»
CAMPO NELL’ELBA. Quello che è avvenuto nella notte del 19 giugno sulla spiaggia di Marina di Campo, la più turistica e frequentata dell’isola d’Elba, è davvero eccezionale: una tartaruga marina...
2 MINUTI DI LETTURA
CAMPO NELL’ELBA. Quello che è avvenuto nella notte del 19 giugno sulla spiaggia di Marina di Campo, la più turistica e frequentata dell’isola d’Elba, è davvero eccezionale: una tartaruga marina Caretta caretta ha nidificato nel bel mezzo di una concessione balneare, segnando così il posto più a nord di nidificazione di questa specie, in recupero ma ancora molto minacciata.
«E’ davvero una gran bella notizia – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – così come è una bella notizia che sul posto siano subito intervenuti un esperto di questi antichi rettili marini come Yuri Tiberto, dell’Acquario dell’Elba, il nuovo sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti, la capitaneria di porto e il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano Giampiero Sammuri che ha messo a disposizione una telecamera per monitorare giorno e notte il sito che è già stato delimitato».
È evidente, spiegano dall’associazione Legambiente, che le tartarughe marine, spinte verso nord anche dal riscaldamento globale, stanno colonizzando e ricolonizzando aree dove non nidificavano o non deponevano più le uova, anche se nel mare dell’arcipelago toscano nuotano molti esemplari di Caretta caretta.
«Sono ormai lontanissimi – spiegano da Legambiente – i tempi in cui, anche all’Elba questi animali venivano pescati e mangiati e addirittura diventavano spezzatino venduto ai ristoranti: oggi i pescatori sono i primi soccorritori delle tartarughe marine in difficoltà e la nidificazione a Marina di Campo conferma che questi animali vivono al sicuro nelle acque protette dell’arcipelago toscano».
Il responsabile mare di Legambiente Toscana ricorda come vi sia adesso la necessità di controllare da vicino l’evoluzione di questo fenomeno naturale senza precedenti all’isola d’Elba.
«Ora si tratta – spiega Mazzantini – di organizzare una campagna di sensibilizzazione e salvaguardia del nido e, in previsione della schiusa, di organizzare un presidio – per il quale l’associazione Legambiente Arcipelago toscano si mette a disposizione – per favorire l’ingresso dei piccoli di tartaruga in mare, dove cominceranno la loro avventura che, speriamo, li porterà a colonizzare altre spiagge di un Arcipelago toscano che scopre una biodiversità sempre più splendente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«E’ davvero una gran bella notizia – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – così come è una bella notizia che sul posto siano subito intervenuti un esperto di questi antichi rettili marini come Yuri Tiberto, dell’Acquario dell’Elba, il nuovo sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti, la capitaneria di porto e il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano Giampiero Sammuri che ha messo a disposizione una telecamera per monitorare giorno e notte il sito che è già stato delimitato».
È evidente, spiegano dall’associazione Legambiente, che le tartarughe marine, spinte verso nord anche dal riscaldamento globale, stanno colonizzando e ricolonizzando aree dove non nidificavano o non deponevano più le uova, anche se nel mare dell’arcipelago toscano nuotano molti esemplari di Caretta caretta.
«Sono ormai lontanissimi – spiegano da Legambiente – i tempi in cui, anche all’Elba questi animali venivano pescati e mangiati e addirittura diventavano spezzatino venduto ai ristoranti: oggi i pescatori sono i primi soccorritori delle tartarughe marine in difficoltà e la nidificazione a Marina di Campo conferma che questi animali vivono al sicuro nelle acque protette dell’arcipelago toscano».
Il responsabile mare di Legambiente Toscana ricorda come vi sia adesso la necessità di controllare da vicino l’evoluzione di questo fenomeno naturale senza precedenti all’isola d’Elba.
«Ora si tratta – spiega Mazzantini – di organizzare una campagna di sensibilizzazione e salvaguardia del nido e, in previsione della schiusa, di organizzare un presidio – per il quale l’associazione Legambiente Arcipelago toscano si mette a disposizione – per favorire l’ingresso dei piccoli di tartaruga in mare, dove cominceranno la loro avventura che, speriamo, li porterà a colonizzare altre spiagge di un Arcipelago toscano che scopre una biodiversità sempre più splendente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
