La protesta
Allarme crisi idrica: l’agricoltura alle corde
Anche per le coltivazioni di pomodoro da industria, chiesta massima urgenza «Ormai necessario l’utilizzo delle acque depurate del Cornia industriale»
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VENTURINA. Val di Cornia: la crisi idrica mette l’agricoltura alle corde. Serve con la massima urgenza un intervento per l’utilizzo delle acque depurate del Cornia industriale o le coltivazioni di pomodoro da industria sono perdute.
L’allarme arriva dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Livorno: «È stato decretato lo stato di emergenza per la crisi idrica che investe tutto il territorio regionale – si spiega –, ma per la Val di Cornia la situazione si aggrava di ora in ora, soprattutto per le colture di pomodoro da industria che rischiano di andare perdute. Oltre cento ettari di prodotto pregiato, destinato all’industria Italian Food ed altre decine di ettari di colture ortive, senza un intervento tempestivo che consenta l’utilizzo delle acque depurate dell’acquedotto Cornia industriale, difficilmente supereranno lo stress idrico in atto. Secondo i rilievi tecnici e le analisi chimico organolettiche – si ricorda –, le acque depurate del Cornia industriale, secondo quanto riferito nel corso delle riunioni, sembrerebbero idonee ad essere utilizzate per fini irrigui. Ci vuole un atto specifico... Il decreto del presidente Rossi, che dichiara lo stato di emergenza regionale, pur richiamando “le denunciate e documentate gravi carenze di acqua tali da compromettere le colture stagionali”, che interessano soprattutto la Val di Cornia, non è sufficiente affinché Asa ed il Consorzio di Bonifica, possano eseguire l’intervento per l’utilizzo di tali acque».
«Nostro auspicio – conclude la Confederazione Italiana Agricoltori di Livorno – vista l’estrema drammaticità della situazione, è che prevalga il senso di responsabilità. Necessario che nelle prossime ore, si sciolgano i nodi burocratici che ancora impediscono nei fatti la messa in opera dell’intervento, ne va della sopravvivenza di moltissime aziende che rischiano di vedere vanificati decine di migliaia di euro di investimenti, in un quadro economico di estrema difficoltà per il settore agricolo e per le conseguenze che si rifletteranno anche sull’occupazione dell’indotto».
L’allarme arriva dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Livorno: «È stato decretato lo stato di emergenza per la crisi idrica che investe tutto il territorio regionale – si spiega –, ma per la Val di Cornia la situazione si aggrava di ora in ora, soprattutto per le colture di pomodoro da industria che rischiano di andare perdute. Oltre cento ettari di prodotto pregiato, destinato all’industria Italian Food ed altre decine di ettari di colture ortive, senza un intervento tempestivo che consenta l’utilizzo delle acque depurate dell’acquedotto Cornia industriale, difficilmente supereranno lo stress idrico in atto. Secondo i rilievi tecnici e le analisi chimico organolettiche – si ricorda –, le acque depurate del Cornia industriale, secondo quanto riferito nel corso delle riunioni, sembrerebbero idonee ad essere utilizzate per fini irrigui. Ci vuole un atto specifico... Il decreto del presidente Rossi, che dichiara lo stato di emergenza regionale, pur richiamando “le denunciate e documentate gravi carenze di acqua tali da compromettere le colture stagionali”, che interessano soprattutto la Val di Cornia, non è sufficiente affinché Asa ed il Consorzio di Bonifica, possano eseguire l’intervento per l’utilizzo di tali acque».
«Nostro auspicio – conclude la Confederazione Italiana Agricoltori di Livorno – vista l’estrema drammaticità della situazione, è che prevalga il senso di responsabilità. Necessario che nelle prossime ore, si sciolgano i nodi burocratici che ancora impediscono nei fatti la messa in opera dell’intervento, ne va della sopravvivenza di moltissime aziende che rischiano di vedere vanificati decine di migliaia di euro di investimenti, in un quadro economico di estrema difficoltà per il settore agricolo e per le conseguenze che si rifletteranno anche sull’occupazione dell’indotto».
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