Sicurezza
«Meglio organizzare che prorogare»
di Guido Fiorini
Il segretario Pd, Fabiani, chiede che si faccia in fretta: «Evitiamo che si concentrino troppi incarichi sulla stessa persona»
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Mentre per lunedì 26 è stato convocato il Comitato portuale di Livorno, all’ordine del giorno la proroga di Massimo Provinciali nel ruolo di segretario a Livorno, sul porto prende posizione anche il Partito Democratico, con il segretario Valerio Fabiani. Che parla chiaro: «Il presidente lo valutiamo sui fatti. E i fatti, per ora, non depongono a suo favore. Dopo mesi ci giungono notizie che alcune ditte devono essere pagate. E mi domando come mai non è stata ancora fatta la gara per la bretella e gli svincoli di collegamento alla 398. Insomma sono preoccupato, anche perché conosco il valore dei dirigenti e dei lavoratori dell’Autorità portuale e queste risorse, invece di valorizzarle, si rischia di mortificarle».
Per Fabiani non c’è tanto il rischio che Piombino diventi una “dependance” di Livorno, quanto che fallisca prematuramente il progetto di integrazione fra le due realtà: «Anche a Livorno c’è preoccupazione, c’è molta insicurezza fra gli operatori. A nostro avviso serve una decisa svolta nell’organizzazione dell’Autorità di sistema, non si può andare avanti con le proroghe».
Fabiani parla di approccio sbagliato al ruolo che deve avere l’Autorità di sistema: «Va evitato un approccio troppo burocratico. Le Autorità portuali sono nate, oltre venti anni fa, come Enti di governo di una porzione di territorio, non possono limitarsi a una funzione notarile di controllo. È un paradosso, ma se così fosse, potrebbe farlo la Capitaneria. Invece le Autorità hanno una funzione politica e programmatica per lo sviluppo di un territorio e devono essere connesse agli altri Enti, a partire dai Comuni, per una visione complessiva delle aree».
Ma c’era un accordo con Delrio per il segretario?
«Nessun accordo, ognuno ha le sue prerogative. Certo abbiamo espresso un’idea del porto all’interno di un modello di sviluppo del territorio. Sappiamo che le scelte dipendono dal presidente e dal comitato di gestione, ma mi auguro che non si trovino soluzioni che concentrino troppi incarichi diversi in una stessa persona. Insomma, serve chiarezza».
Cosa chiedete a Corsini?
«Chiediamo che l’organizzazione venga prima delle proroghe. E gli chiediamo che, dopo aver fatto le scelte, venga a relazionarle di fronte al consiglio comunale di Piombino».
Aferpi e Pim. Intanto in questi giorni si sta prendendo una decisione sulla concessioni ad Aferpi, visto che l’ultima proroga, decisa a febbraio, è scaduta il 15 febbraio scorso. L’orientamento, peraltro ancora non ufficiale, è di concedere un’ulteriore proroga, almeno fino ad ottobre.
Per quanto riguarda Pim (Piombino Industrie Marittime), la società nata dalla Fratelli Neri di Livorno e la San Giorgio del porto di Genova, le attività inizieranno quando arriveranno le autorizzazione ambientali (Via e Aia), previste per settembre. La società sarebbe orientate a puntare più sul “refitting”, la rimessa nuovo delle navi, più che sulle demolizioni, ma per farlo ha bisogno di un bacino di carenaggio e qualche ipotesi è già stata presentata.
C’è anche il lotto delle navi militari da demolire ma, trattandosi di vascelli molto vecchi e non certo di lusso, alla fine i ricavi saranno assai limitati.
@guifiorini . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per Fabiani non c’è tanto il rischio che Piombino diventi una “dependance” di Livorno, quanto che fallisca prematuramente il progetto di integrazione fra le due realtà: «Anche a Livorno c’è preoccupazione, c’è molta insicurezza fra gli operatori. A nostro avviso serve una decisa svolta nell’organizzazione dell’Autorità di sistema, non si può andare avanti con le proroghe».
Fabiani parla di approccio sbagliato al ruolo che deve avere l’Autorità di sistema: «Va evitato un approccio troppo burocratico. Le Autorità portuali sono nate, oltre venti anni fa, come Enti di governo di una porzione di territorio, non possono limitarsi a una funzione notarile di controllo. È un paradosso, ma se così fosse, potrebbe farlo la Capitaneria. Invece le Autorità hanno una funzione politica e programmatica per lo sviluppo di un territorio e devono essere connesse agli altri Enti, a partire dai Comuni, per una visione complessiva delle aree».
Ma c’era un accordo con Delrio per il segretario?
«Nessun accordo, ognuno ha le sue prerogative. Certo abbiamo espresso un’idea del porto all’interno di un modello di sviluppo del territorio. Sappiamo che le scelte dipendono dal presidente e dal comitato di gestione, ma mi auguro che non si trovino soluzioni che concentrino troppi incarichi diversi in una stessa persona. Insomma, serve chiarezza».
Cosa chiedete a Corsini?
«Chiediamo che l’organizzazione venga prima delle proroghe. E gli chiediamo che, dopo aver fatto le scelte, venga a relazionarle di fronte al consiglio comunale di Piombino».
Aferpi e Pim. Intanto in questi giorni si sta prendendo una decisione sulla concessioni ad Aferpi, visto che l’ultima proroga, decisa a febbraio, è scaduta il 15 febbraio scorso. L’orientamento, peraltro ancora non ufficiale, è di concedere un’ulteriore proroga, almeno fino ad ottobre.
Per quanto riguarda Pim (Piombino Industrie Marittime), la società nata dalla Fratelli Neri di Livorno e la San Giorgio del porto di Genova, le attività inizieranno quando arriveranno le autorizzazione ambientali (Via e Aia), previste per settembre. La società sarebbe orientate a puntare più sul “refitting”, la rimessa nuovo delle navi, più che sulle demolizioni, ma per farlo ha bisogno di un bacino di carenaggio e qualche ipotesi è già stata presentata.
C’è anche il lotto delle navi militari da demolire ma, trattandosi di vascelli molto vecchi e non certo di lusso, alla fine i ricavi saranno assai limitati.
@guifiorini . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
