Sicurezza
«No a nuovi migranti e vogliamo più controlli»
di Annalisa Mastellone
Le richieste di una trentina di persone che vivono o lavorano in zona stazione L’assessore Ticciati li tranquillizza: «Col sindaco siamo pronti a fare le barricate»
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VENTURINA. No a nuovi arrivi, e maggiori controlli in zona stazione e sulla gestione del progetto di accoglienza dell’associazione. Sono queste le richieste che un nutrito gruppo di cittadini ha fatto agli assessori Alberta Ticciati e Vito Bartalesi in un incontro pubblico, mercoledì pomeriggio alla saletta comunale, per affrontare la questione dei richiedenti asilo che alloggiano tra “La rosa dei venti” e i 5 Lecci tramite l’associazione Homo Diogene.
Sono in tutto 75 i migranti distribuiti sul territorio comunale, 68 alla stazione e 7 alle Quattro strade con la cooperativa lucchese Odissea. È su questo punto che i partecipanti all’incontro, una trentina di persone tra chi vive e lavora in zona stazione, hanno chiesto maggiore attenzione, convinti che il numero dei migranti del centro di accoglienza della Hd sia in continuo aumento e destinato a crescere in futuro.
«Ci sono situazioni molto spiacevoli – hanno sottolineato alcuni - con alcuni di questi ragazzi che si comportano molto male e incivilmente, anche in giro per Venturina. Bisognerebbe controllare anche l’associazione che li gestisce alla stazione, perché non fa il suo dovere».
Il malumore è alto in zona. «Nessun aumento – ha ribadito Ticciati – solo sostituzioni, il numero è invariato. Io e il sindaco ci stiamo impegnando da tempo nel dialogo con la prefettura per ribadire che il nostro territorio è saturo. Pensiamo di aver già dato abbastanza ospitando un numero di persone nettamente al di sopra dei numeri indicati dal ministero degli Interni. Siamo pronti a barricate se dovessero prospettarsi nuovi arrivi».
«Nuovi arrivi metterebbero ancora di più in crisi la difficile tenuta del tessuto sociale e impedirebbero un percorso di integrazione seria che invece è indispensabile per evitare conflitti sociali e disordini – ha aggiunto Bartalesi - Lo ribadiamo, siamo al fianco dei cittadini e ci vogliamo fare portavoce dei loro disagi, intraprendendo un percorso che possa dare delle risposte».
Tra le preoccupazioni maggiori manifestate dai presenti ci sono le testimonianze di episodi abbastanza gravi. «C’è chi spaccia e chi si prostituisce – sostengono - chi addirittura gira armato di coltello. Alcuni sono i migranti ospiti alla stazione, altri vengono da fuori ma si conoscono tra loro. Per questo vi chiediamo di sollecitare un rinforzo delle forze dell’ordine in zona. E ricordiamo che oltretutto non c’è più la Polfer. Soprattutto di sera, abbiamo paura».
Ticciati e Bartalesi hanno assicurato l’impegno a farlo, ribadendo che sono inoltre già al lavoro per sollecitare la riapertura del presidio della polizia ferroviaria.
«E riguardo alle vostre segnalazioni – ha annunciato l’assessora – ci faremo portavoce dei fenomeni individuati e già domani (oggi, ndr) denunceremo tutto alle forze dell'ordine mettendone a conoscenza anche la prefettura».
Ticciati ha fatto inoltre il punto della situazione sull’iter di richiesta di “rifugiato” intrapreso dai richiedenti asilo: la maggior parte hanno superato il primo esame con la commissione territoriale e sono in attesa del secondo, gli altri hanno invece fatto ricorso perché non hanno superato il primo.
«Parlare ancora di centri di accoglienza straordinaria (Cas) è anacronistico oltre che non corrispondente alla realtà – ha poi sottolineato - Le amministrazioni comunali, pur subendo tutto il peso della gestione di questo tema, non hanno strumenti né per fare vera integrazione, né per “guidare” la costituzione di centri o la distribuzione delle persone all’interno del territorio, perché a decidere sono soltanto le disponibilità dei privati e le scelte della prefettura. E ritengo che questo non possa più andare bene e non possa essere accettato passivamente. Per questo continuerò impegnarmi per lavorare allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per ridurre il numero della concentrazione su Campiglia e redistribuirlo su tutto il comune».
Sono in tutto 75 i migranti distribuiti sul territorio comunale, 68 alla stazione e 7 alle Quattro strade con la cooperativa lucchese Odissea. È su questo punto che i partecipanti all’incontro, una trentina di persone tra chi vive e lavora in zona stazione, hanno chiesto maggiore attenzione, convinti che il numero dei migranti del centro di accoglienza della Hd sia in continuo aumento e destinato a crescere in futuro.
«Ci sono situazioni molto spiacevoli – hanno sottolineato alcuni - con alcuni di questi ragazzi che si comportano molto male e incivilmente, anche in giro per Venturina. Bisognerebbe controllare anche l’associazione che li gestisce alla stazione, perché non fa il suo dovere».
Il malumore è alto in zona. «Nessun aumento – ha ribadito Ticciati – solo sostituzioni, il numero è invariato. Io e il sindaco ci stiamo impegnando da tempo nel dialogo con la prefettura per ribadire che il nostro territorio è saturo. Pensiamo di aver già dato abbastanza ospitando un numero di persone nettamente al di sopra dei numeri indicati dal ministero degli Interni. Siamo pronti a barricate se dovessero prospettarsi nuovi arrivi».
«Nuovi arrivi metterebbero ancora di più in crisi la difficile tenuta del tessuto sociale e impedirebbero un percorso di integrazione seria che invece è indispensabile per evitare conflitti sociali e disordini – ha aggiunto Bartalesi - Lo ribadiamo, siamo al fianco dei cittadini e ci vogliamo fare portavoce dei loro disagi, intraprendendo un percorso che possa dare delle risposte».
Tra le preoccupazioni maggiori manifestate dai presenti ci sono le testimonianze di episodi abbastanza gravi. «C’è chi spaccia e chi si prostituisce – sostengono - chi addirittura gira armato di coltello. Alcuni sono i migranti ospiti alla stazione, altri vengono da fuori ma si conoscono tra loro. Per questo vi chiediamo di sollecitare un rinforzo delle forze dell’ordine in zona. E ricordiamo che oltretutto non c’è più la Polfer. Soprattutto di sera, abbiamo paura».
Ticciati e Bartalesi hanno assicurato l’impegno a farlo, ribadendo che sono inoltre già al lavoro per sollecitare la riapertura del presidio della polizia ferroviaria.
«E riguardo alle vostre segnalazioni – ha annunciato l’assessora – ci faremo portavoce dei fenomeni individuati e già domani (oggi, ndr) denunceremo tutto alle forze dell'ordine mettendone a conoscenza anche la prefettura».
Ticciati ha fatto inoltre il punto della situazione sull’iter di richiesta di “rifugiato” intrapreso dai richiedenti asilo: la maggior parte hanno superato il primo esame con la commissione territoriale e sono in attesa del secondo, gli altri hanno invece fatto ricorso perché non hanno superato il primo.
«Parlare ancora di centri di accoglienza straordinaria (Cas) è anacronistico oltre che non corrispondente alla realtà – ha poi sottolineato - Le amministrazioni comunali, pur subendo tutto il peso della gestione di questo tema, non hanno strumenti né per fare vera integrazione, né per “guidare” la costituzione di centri o la distribuzione delle persone all’interno del territorio, perché a decidere sono soltanto le disponibilità dei privati e le scelte della prefettura. E ritengo che questo non possa più andare bene e non possa essere accettato passivamente. Per questo continuerò impegnarmi per lavorare allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per ridurre il numero della concentrazione su Campiglia e redistribuirlo su tutto il comune».
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