Il Tirreno

Il Falcone si racconta e affascina 

di Cecilia Cecchi
Il Falcone si racconta e affascina 

Geologi, ornitologi e moltissimi studenti in visita. Ennio Colli: «Nuovi cartelli e ancora tanti progetti» 

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PIOMBINO. Natura e storia. È scritto nel cartello (nuovo come tutti gli altri) che non mente, a fine strada asfaltata: da qui si entra nel parco di Punta Falcone. «Come una terrazza incuneata in mare, confine tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno... che ci si capiti per caso o su invito lo spettacolo unico è assicurato in ogni stagione» ricorda Ennio Colli presidente, dell’Associazione “Microcosmo” che da tanti anni se ne occupa un po’ come si fa con un familiare. Sul sentiero e scollinando persino i cartelli sono una bellezza (alcuni già firmati da vandali, inutile chiedersi perché). «Enel ha interrato i pali liberando l’orizzonte – prosegue Colli – L’ideale per vedere il Canale, l’Elba e, in giornate chiare, Corsica, Giglio, Argentario e Montecristo. Panoramica sulle isole già perle della collana di Afrodite... vorremmo mettere pannelli per raccontare anche questo mito. La cornice di flora mediterranea è garantita ma tra aprile e maggio “esplode” nella bellezza di fiori e colori».

I diversi aspetti del parco geologico, botanico, zoologico e storico ben spiegati sui pannelli. «Costano più di 40 euro l’uno per resistere alle intemperie – assicura Colli – e non saremmo riusciti senza l’aiuto del Comune. Bisogna difenderli dai vandali e mettere in conto sostituzioni. Eppure stiamo pensando a come dotarli pure di Qr code per passare informazioni direttamente sui telefonini...».

Centinaia gli studenti in visita nell’ultimo periodo da Piombino, Val di Cornia, Follonica «ma anche – dice Colli – e sono ormai tanti anni da Cernuzzo sul Naviglio (Milano) da Bergamo e dalla provincia di Firenze. Falcone meta costante di ambientalisti e geologi. La totalità del parco – conferma – è costituita da basalto, roccia di origine vulcanica; evidente alla buca del Bove o sotto la casa matta: roccia fuoriuscita dall’Oceano come l’Appennino e sempre al centro di studi».

Giardino botanico all’aperto, miniera di scoperte, più natura, storia. «Il Falcone è definito un “punto caldo”per l’osservazione delle uccelli migratori e di passo – racconta – . Vicinissimo alla città ma fuori dal contesto urbano, di rilevante interesse storico per la presenza delle strutture della ex batteria navale Galeazzo Sommi Picenardi da fine Ottocento alle due Guerre mondiali. Dopo il totale abbandono – ricorda – nuova vita grazie all’Associazione astrofili, che nei primi anni 1970 ha recuperato la struttura della direzione di tiro della ex batteria per realizzarvi l’osservatorio. Sarà nel 1995 che con l’intervento dei lavori socialmente utili che inizierà il recupero dell’area naturalistica e delle strutture della ex batteria». Del giugno 1997 l’inaugurazione del parco, poi in gestione a Microcosmo. «Lavoriamo sul recupero di quattro riservette, ma ci vogliono soldi e impegno» sottolinea Colli. Falcone, bene di tutti da vivere e promuovere, dove ci sarebbe tanto da fare: non rompendo cartelli né abbandonando spazzatura però.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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