Il Tirreno

Camping Cig e Comune, ora è scontro 

Camping Cig e Comune, ora è scontro 

Gli incatenati al Rivellino occupano troppo spazio, arrivano i vigili. Il sindaco: «Siamo con loro, ma nelle regole»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Scoppia il caso del presidio del Camping Cig al Rivellino. Anche se, dopo una lunga discussione, il sindaco pare aver trovato una soluzione che metta tutti d’accordo. Tutto è nato da un controllo fatto dalla polizia municipale, peraltro sollecitata dalle telefonate di numerosi negozianti, in quanto nel fine settimana sono previste alcune iniziative proprio al Rivellino. Dall’altra quelli del Camping stanno denunciando una situazione drammatica, con centinaia di famiglie nel dramma.

Così l’incontro, ieri mattina, è stato tra l’amministrazione comunale, la polizia municipale e i rappresentanti del presidio, proprio per definire le modalità di occupazione del suolo pubblico al Rivellino e di utilizzo dello spazio per la protesta legata alla vicenda Aferpi. Presenti all’incontro una rappresentanza dell’associazione Camping Cig, l’assessore alla sicurezza Claudio Capuano, la comandante della polizia municipale Angela Galeazzi e la vice Ilaria Pucci, il consigiere del Movimento 5 Stelle Daniele Pasquinuelli.

«Siamo solidali con la protesta – ha affermato l’assessore alla sicurezza Claudio Capuano – ma è necessario capire cosa è possibile autorizzare e cosa no, sulla base della legittimità. Quanto organizzato dal Camping Cig è andato ben oltre rispetto a quello che era stato richiesto inizialmente e formalmente alla polizia municipale, non permettendo così una valutazione a priori sull’idoneità o meno del luogo dell’iniziativa». Ciò ha spinto l’amministrazione comunale a chiedere ai vigili urbani un sopralluogo per far tornare il tutto in un quadro di legalità.

«Non si tratta certo di una questione politica – ha detto Capuano – ma solo di una questione di rispetto del regolamento in un luogo sottoposto per sua natura di monumento e di bene culturale a una serie di restrizioni. Il Comune è anche un presidio di legalità e di garanzia del diritto ed è difficile derogare nel merito». Al termine del confronto è emersa la volontà di ricondurre le ragioni legittime di protesta in un binario di rispetto delle regole e di condivisione delle procedure autorizzative con le forze della polizia municipale, nell’ottica anche di non compromettere il regolare svolgimento delle iniziative già fissate da tempo nel fine settimana nel centro cittadino e nel Rivellino. Nel frattempo i manifestanti hanno confermato, come richiesto dalla polizia municipale, la rimozione degli striscioni che si trovavano all’entrata del Rivellino e della tenda non autorizzata.

«Faranno una nuova richiesta di suolo pubblico per un secondo gazebo – ha poi spiegato il sindaco – e noi la autorizzeremo».

Il Camping Cig. Da quelli del Camping, però, non giungono parole del tutto distensive.

«Il nostro obiettivo – dicono – è la difesa del posto di lavoro per i lavoratori degli impianti siderurgici e dell’indotto. Mancano esattamente 16 giorni alla scadenza del periodo di tutela previsto dalla legge Marzano. Ma la giunta ci ha contestato inadempienze amministrative con una pignoleria sorprendente, visti l’elasticità dimostrata in vari precedenti episodi e vista soprattutto la drammatica situazione che è alla base della nostra mobilitazione e le motivazioni sociali che ci hanno spinto, che dovrebbero stare molto a cuore a chi rappresenta la città. La protesta dei lavoratori “non è conforme a quanto concesso”? E quanto è conforme alla Costituzione italiana il probabile imminente licenziamento di centinaia di lavoratori? Da che parte sta l’amministrazione? Con “l’uomo dell’anno” Rebrab che ha preso in giro i piombinesi? Con un Governo immobilista che ci ha portato sull’orlo del baratro consentendo a Rebrab di puntare sul ricatto occupazionale? O sta, come dovrebbe, con i lavoratori in lotta per il lavoro e per il futuro della citta? Con questo presidio ci siamo posti l’obiettivo di spingere il governo a concretizzare gli impegni assunti. Non ci faremo sviare da una sterile contestazione sul mancato rispetto di regole valide, forse, per situazioni normali, ma che non possono valere in una situazione eccezionale e di emergenza quale quella in cui è precipitata la città. Pertanto rispetteremo fino in fondo il programma e le forme di iniziative che ci siamo dati, a cominciare dall’incatenamento al Rivellino».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze