Il Tirreno

«Indispensabili strumenti straordinari» 

«Indispensabili strumenti straordinari» 

Fim, Fiom e Uilm tratteggiano un territorio allo stremo che non può permettersi decenni per avviare le bonifiche

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PIOMBINO. Strumenti e finanziamenti straordinari per un’area di crisi complessa, per un territorio allo stremo che non può permettersi decenni per avviare le bonifiche. E ancora, forme di sostegno al reddito ed infrastrutture.
E’ la sintesi della piattaforma dello sciopero generale che Fim, Fiom e Uilm sollecitano alle confederazioni con una nota che centra in particolare le difficoltà dell’indotto.
Le tre organizzazioni di categoria hanno sottoscritto una nota congiunta che nella prima parte tratteggia il passaggio dalla situazione di stallo a quella di recessione dell’economia comprensoriale.
«Mentre tutto pare inesorabilmente fermo, - scrivono - i lavoratori e le lavoratrici, prime fra tutte quelle legate alle attività dell'indotto siderurgico, ormai ben al di sotto della soglia di povertà, sono prossimi alla morte della loro dignità di cittadini e sociale. Ormai le imprese chiudono e licenziano avendo terminato ogni ammortizzatore sociale che permetta di tenere agganciate le professionalità nella speranza che si possa agganciare una possibile ripresa delle attività. Nei casi più spregiudicati le imprese licenziano a prescindere».
Le segreterie sindacali sottolineano che ci sono necessità che, a differenza di quanto affermato da importanti esponenti del governo «non potranno essere affronatte e risolte "a normativa ordinaria vigente". A loro e al viceministro Teresa Bellanova chiediamo di attivare immediatamente il "Tavolo dell'Indotto" ma con un approccio fattivo e con disponibilità certe. I lavoratori e le lavoratrici hanno bisogno di risposte che consentano di arrivare vivi ad agganciare le prospettive».
Seguono alcuni esempi: «Se oggi la banchina per la demolizione delle navi fosse fruibile e i servizi operativi, se la ormai secolare questione della viabilità fosse completata forse, diciamo forse, una parte di quei lavoratori in difficoltà che con sacrificio anche personale, si sono riqualificati, magari oggi avrebbero una opportunità. Chi deve finanziare queste opere? Ma soprattutto chi deve far in modo che siano terminate in tempi coerenti con la durata della vita umana? Possono questi lavoratori e questo territorio permettersi questi tempi come i decenni per le bonifiche»?
A Fim, Fiom e Uilm ormai Invitalia appare uno scatolone burocratico «più utile al mantenimento della struttura che alla soluzione dei problemi. E sempre rivolgendoci al governo, e nel caso specifico al ministro Poletti, diciamo che per cortesia intervenga immediatamente sul ritardo pesante, che impedisce alle Regioni di utilizzare le risorse disponibili. Risorse quantificate per il nostro territorio in Toscana in 30 milioni, relative al decreto legislativo 185/2016 per interventi di politiche attive del lavoro e di sostegno economico ai lavoratori che rappresentano una boccata di ossigeno per chi ormai è sott'acqua».
Su tutti questi temi le segreterie «richiamano l'attenzione e chiedono il sostegno delle confederazioni perchè si arrivi allo sciopero generale».(v.p.)

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