Il Tirreno

Vigili a tempo senza rifare il bando 

di Francesco Rossi

Il Comune sceglie di usare la graduatoria della preselezione del concorso per due posti a tempo indeterminato

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PIOMBINO. Estro e fantasia per la copertura dei posti a tempo determinato nella polizia municipale del comprensorio.
Normalmente a cadenza periodica, tre anni o un anno, viene bandito un concorso per coprire le esigenze dei comuni nel periodo estivo, od anche autunnale, a seconda dei bisogni dei singoli comandi. In base alla normativa in corso, non dovrebbero più essere tenuti concorsi a tempo determinato, ma soltanto quelli a tempo indeterminato, e dalla graduatoria di questi ultimi i comuni dovrebbero attingere per soddisfare le esigenze dettate dall’afflusso turistico. È difficile sostenere che questa sia una regola vincolante, perché diversi comuni in Toscana ed in tutta Italia sono ricorsi ai concorsi a tempo determinato per coprire i posti di agente di polizia municipale per il periodo estivo: da Monte Argentario a La Spezia, da Riccione a Gabicce, basta solo aver voglia di navigare su internet e gli esempi si moltiplicano. Il Comune di Piombino ha tenuto quest’anno, con bando del 7 di febbraio, un concorso a tempo indeterminato per la copertura di 2 posti di vigile urbano. Il numero dei partecipanti è stato molto alto ed è stato necessario (come era previsto dal bando, in caso di numero superiore a 200) fare una prova ulteriore, cioè una prova preselettiva per ridurre il numero dei partecipanti al concorso vero e proprio, fatto da una prova scritta, una orale ed una pratica di guida con ciclomotore. La graduatoria finale ha visto 51 idonei per i due posti messi a concorso. Tolti i 2 che sono entrati a tempo indeterminato, fanno 49 persone da chiamare per lavorare nel periodo estivo. Questo numero si è rivelato presto insufficiente, anche perché alcuni di questi idonei già lavorano presso altri comandi.
Il tempo necessario per bandire un concorso a tempo determinato è stato giudicato troppo limitato. Come risolvere il problema? Con il seguente stratagemma: utilizzare in prima battuta la graduatoria finale ed in seconda battuta la graduatoria risultante dalla prova preselettiva. Quella che doveva essere quindi una graduatoria intermedia ed interna, che doveva avere il solo scopo di selezionare coloro che avrebbero partecipato alle prove del concorso vere e proprie, diviene in questo modo un elenco da cui attingere per soddisfare i bisogni del periodo estivo. Secondo il bando, “il punteggio ottenuto nella prova preselettiva varrà esclusivamente per l’ammissione alle prove di concorso e non sarà utile per la formazione della graduatoria finale”, secondo la decisione dell’amministrazione piombinese, invece, la graduatoria preselettiva avrà nuova ed inaspettata vita, grazie ad un “ragionamento” sanzionato nella determina che ha permesso questa soluzione.
Come viene fatto sapere dall’ufficio personale, il tempo materiale per tenere un nuovo concorso era limitato e considerato che si sarebbe trattato di rifare un esame in tutto e per tutto corrispondente a quello della prova preselettiva e che di norma le persone che fanno questi concorsi sono le stesse, è stato deciso di usare questa graduatoria, formata da 142 persone. Il punto è che diverse persone non hanno partecipato al concorso a tempo indeterminato, ma lo avrebbero fatto se avessero potuto sapere che la prova preselettiva sarebbe equivalsa al concorso a tempo determinato che viene tenuto quasi tutti gli anni.
Con questa scelta dell’amministrazione, queste persone sono fuori dal lavoro estivo ed autunnale da tutti i comuni del comprensorio, da Piombino a Bibbona. Quanto una tale scelta può dirsi legale? Difficile dirlo. L’unica magra consolazione per chi è rimasto fuori è che questa determina ha valore solo per il 2017.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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