Sicurezza
«Qui è tutto fermo, la Marzano non basta»
I sindacati chiedono un incontro al Mise, altrimenti nuova iniziativa il 13: occorrono continuità produttiva e un partner siderurgico
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Al sindacato non basta l’ipotesi di prolungamento della Legge Marzano ed esprime preoccupazione per gli sviluppi della trattativa tra Aferpi e il Governo, annunciando con Rsu e segreterie di Fim, Fiom e Uilm che «non accetterà una semplice riproposizione dello schema fallimentare di due anni fa».
Il consiglio di fabbrica è durato tutto il pomeriggio, una lunga discussione per ragionare sul da farsi, a un mese dalla scadenza della “Marzano” e dopo l’audizione alla Camera del commissario Piero Nardi, «una relazione – giudica il sindacato – da cui emerge sostanzialmente solo una buona intenzione a proseguire i due anni di sorveglianza».
Per questo il sindacato in un documento chiede «un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per essere aggiornati sulla trattativa con Cevital». Un appuntamento in cui la rsu rivendicherà, «oltre al rinnovo della sorveglianza da parte del Governo, che siano subito garantite le seguenti condizioni: continuità produttiva certificata dei tre treni di laminazione che permetta la tenuta dell’ammortizzatore sociale, il finanziamento del piano certificato in tutti i suoi settori, anche per le opere di urbanizzazione e civili, un partner industriale siderurgico che entri nel più breve tempo possibile nella gestione dell’azienda, un piano industriale e finanziario certificato dei settori logistica e agroindustria, il rinnovo delle concessioni portuali in scadenza il 15 giugno».
Insomma, rsu e segreterie non accetterebbero accordi dove l’unico elemento sicuro fosse il prolungamento della “Marzano”, anche perché per dare continuità ai contratti di solidarietà è ovvio che serve una ripresa dell’attività, a oggi paralizzata a livello produttivo, anche se si lavora al ttp per la manutenzione. In questo senso, visto che l’azienda ha annunciato che nei prossimi giorni saranno impegnati alcuni lavoratori per piccoli interventi di smantellamento, la rsu chiederà un incontro all’azienda perché ritiene necessario «che venga da subito organizzata una rotazione di tutti i lavoratori che sono stati formati per le demolizioni e che la formazione stessa venga estesa anche a chi non l’ha ancora fatta così come prevede il nuovo contratto nazionale».
L’urgenza del confronto richiesto al Mise è delimitata da una data, perché «il 13 giugno – dice la nota del sindacato – nel caso non si fosse ancora tenuto l’incontro, sarà organizzata una iniziativa che avrà l’obiettivo di sollecitare risposte certe da parte del Governo, iniziativa che sarà comunque confermata qualora a quell’incontro non ci fossero le risposte attese».
Infine viene «nuovamente sollecitata la convocazione del tavolo sull’indotto nel quale si dovranno trovare soluzioni e strumenti ad hoc per il territorio di Piombino. Per questo ci attiveremo affinché entro la fine di giugno venga indetto uno sciopero generale confederale di Cgil, Cisl e Uil».
Giugno decisivo, dunque, visto che il commissario Nardi si è detto convinto di poter trovare un accordo con Issad Rebrab entro il 15-20 giugno, mentre il 12 al Mise si terrà la riunione del Comitato esecutivo dell’Accordo di programma del 2014. La richiesta dell’incontro era stata fatta nei giorni scorsi dal presidente Enrico Rossi e dal sindaco Massimo Giuliani. Tra i punti all’ordine del giorno: monitoraggio del Prri (Progetto di riqualificazione e reindustrializzazione), messa in sicurezza e bonifica delle aree, attivazione della bretella di collegamento della 398, sostegno al reddito, alla formazione e all’occupazione dei lavoratori, progetto industriale Aferpi, insediamenti produttivi e rinnovo delle concessioni demaniali portuali. (cloz)
Il consiglio di fabbrica è durato tutto il pomeriggio, una lunga discussione per ragionare sul da farsi, a un mese dalla scadenza della “Marzano” e dopo l’audizione alla Camera del commissario Piero Nardi, «una relazione – giudica il sindacato – da cui emerge sostanzialmente solo una buona intenzione a proseguire i due anni di sorveglianza».
Per questo il sindacato in un documento chiede «un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per essere aggiornati sulla trattativa con Cevital». Un appuntamento in cui la rsu rivendicherà, «oltre al rinnovo della sorveglianza da parte del Governo, che siano subito garantite le seguenti condizioni: continuità produttiva certificata dei tre treni di laminazione che permetta la tenuta dell’ammortizzatore sociale, il finanziamento del piano certificato in tutti i suoi settori, anche per le opere di urbanizzazione e civili, un partner industriale siderurgico che entri nel più breve tempo possibile nella gestione dell’azienda, un piano industriale e finanziario certificato dei settori logistica e agroindustria, il rinnovo delle concessioni portuali in scadenza il 15 giugno».
Insomma, rsu e segreterie non accetterebbero accordi dove l’unico elemento sicuro fosse il prolungamento della “Marzano”, anche perché per dare continuità ai contratti di solidarietà è ovvio che serve una ripresa dell’attività, a oggi paralizzata a livello produttivo, anche se si lavora al ttp per la manutenzione. In questo senso, visto che l’azienda ha annunciato che nei prossimi giorni saranno impegnati alcuni lavoratori per piccoli interventi di smantellamento, la rsu chiederà un incontro all’azienda perché ritiene necessario «che venga da subito organizzata una rotazione di tutti i lavoratori che sono stati formati per le demolizioni e che la formazione stessa venga estesa anche a chi non l’ha ancora fatta così come prevede il nuovo contratto nazionale».
L’urgenza del confronto richiesto al Mise è delimitata da una data, perché «il 13 giugno – dice la nota del sindacato – nel caso non si fosse ancora tenuto l’incontro, sarà organizzata una iniziativa che avrà l’obiettivo di sollecitare risposte certe da parte del Governo, iniziativa che sarà comunque confermata qualora a quell’incontro non ci fossero le risposte attese».
Infine viene «nuovamente sollecitata la convocazione del tavolo sull’indotto nel quale si dovranno trovare soluzioni e strumenti ad hoc per il territorio di Piombino. Per questo ci attiveremo affinché entro la fine di giugno venga indetto uno sciopero generale confederale di Cgil, Cisl e Uil».
Giugno decisivo, dunque, visto che il commissario Nardi si è detto convinto di poter trovare un accordo con Issad Rebrab entro il 15-20 giugno, mentre il 12 al Mise si terrà la riunione del Comitato esecutivo dell’Accordo di programma del 2014. La richiesta dell’incontro era stata fatta nei giorni scorsi dal presidente Enrico Rossi e dal sindaco Massimo Giuliani. Tra i punti all’ordine del giorno: monitoraggio del Prri (Progetto di riqualificazione e reindustrializzazione), messa in sicurezza e bonifica delle aree, attivazione della bretella di collegamento della 398, sostegno al reddito, alla formazione e all’occupazione dei lavoratori, progetto industriale Aferpi, insediamenti produttivi e rinnovo delle concessioni demaniali portuali. (cloz)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
