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«Siccità, pomodori a rischio» 

«Siccità, pomodori a rischio» 

Gli agricoltori chiedono interventi risolutivi per l’irrigazione

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VENTURINA. 112 ha di pregiata coltura di pomodoro da industria, in Val di Cornia, sono a rischio per la perdurante situazione di siccità a cui si accompagna una scarsa disponibilità di acqua ad uso irriguo. In gioco ci sono circa 700.000 euro di investimenti da parte degli agricoltori che potrebbero essere vanificati se non si interviene per garantire in tempi rapidi il necessario apporto irriguo alle coltivazioni in atto. La situazione è difficile anche per tutte le altre colture estive come meloni, cocomeri e zucchine.
Purtroppo è la constatazione della Cia, solo quando si presenta l’emergenza, ci si ricorda che l’acqua è indispensabile per tutte le attività e fondamentale per l’esercizio dell’agricoltura.
È assolutamente urgente intervenire tempestivamente a supporto delle aziende agricole; va verificata la disponibilità ai fini irrigui delle acque reflue, recuperate dal riutilizzo delle acque depurate del Cornia Industriale, destinate un tempo all’impianto siderurgico ex Lucchini non più utilizzate a causa della interruzione dell’attività dell’altoforno e che oggi vanno direttamente in mare. Questa opzione in discussione nelle ultime settimane deve diventare un atto concreto superando le possibili pastoie burocratiche che possano rallentare l’utilizzo di tali acque. Sotto questo punto di vista solo la burocrazia sembra rallentare la realizzazione di un intervento che tecnicamente, si dice, potrebbe essere realizzato velocemente.
L’agricoltura si è sempre dichiarata favorevole all’utilizzo delle acque depurate, purché vengano garantite tutte le condizioni igienico sanitarie, di sicurezza delle produzioni e del suolo. Certo è tempo di affrontare il problema con urgenza, ne va del mantenimento di una attività che caratterizza il territorio e che crea ricchezza per tutti. Per il presidente Cinzia Pagni «La problematica dell’approvvigionamento idrico è in discussione da tempo, come Cia abbiamo sollevato da anni il problema di mettere in sicurezza la disponibilità di acqua ad uso irriguo. È necessario quanto prima pianificare investimenti in tal senso, questa è una priorità che non può più essere disattesa».

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