Il Tirreno

Duecento espositori in campo contro la crisi 

di Claudia Guarino
Duecento espositori in campo contro la crisi 

Tra timori e ottimismo nel primo giorno di apertura della storica manifestazione della costa toscana

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VENTURINA. «Pentole, padelle, grandi sconti, accorrete». È tra il vociare di alcuni commercianti e i colori degli stand che si è aperta ieri la 46ª Fiera mostra economica della costa toscana. Duecento espositori. Artigianato, agroalimentare, arredi, impiantistica, elettronica, giocattoli, cosmetici, auto, agricoltura. Molte e variegate sono le categorie dei prodotti esposti negli stand. Nel padiglione dedicato all’agroalimentare il senso prevalente è l’odore, con gli aromi di formaggio e tartufo che svettano. Negli spazi che ospitano prodotti di arredamento o impiantistica è la vista, con la merce sistemata a voler cercare il colpo d’occhio migliore. All’esterno i sensi si mescolano nel parlottìo di quanti cercano di vendere i loro prodotti.
La fiera, nonostante i tempi duri che sta attraversando il commercio sul nostro territorio, è ancora considerata un’occasione di promozione e mercato. «Noi è dal 1990 che partecipiamo – dice Elisa Meucci, Artearredo di Meucci Stefano – Negli ultimi anni gli affari sono andati peggiorando, ma la fiera continua a essere un evento importante. Permette di farsi conoscere e può offrire la possibilità di ampliare il bacino di clienti, anche perché il mercato di Piombino è veramente in crisi».
Tra gli espositori storici c’è anche Veronica, figlia della titolare di Meucciflex, negozio di materassi e accessori letto di Piombino che partecipa alla fiera da 20 anni. Secondo lei lo stand in fiera mostra «è una forma di pubblicità. Purtroppo la crisi dell’acciaio ha provocato dure ripercussioni sul commercio, speriamo di chiudere l’anno con una percentuale di perdita accettabile». Vetrina importante e possibilità di reperire nuovi clienti, nella speranza che la fiera si dimostri, a conti fatti, un’occasione, anche se, sottolinea Meucci, «le speranza sono poche, vista la crisi. Comunque ci proviamo».
Chi è nuovo della fiera e non ha la sua attività a Piombino è più ottimista, come Michele, gestore dell’azienda di prodotti caseari e salumi Castrogiovanni di Volterra: «Dalla fiera mi aspetto di lavorare e spero che i clienti apprezzino il nostro prodotto. Noi puntiamo sulla qualità e il lavoro ci dà molte soddisfazioni».
E di attenzione alla qualità parla anche Alfredo Veltroni, che lavora a Grosseto e vende scarpe: «È il primo anno che partecipo alla fiera di Venturina, mi piace la zona e spero che mi porti un po’di pubblicità, anche se forse l’evento dovrebbe puntare di più sui prodotti tipici».
Tra chi espone, insomma, si alternano sentimenti di speranza e delusione, di timore e ottimismo. E camminando per gli stand una delle frasi più ricorrenti che giunge alle orecchie è «la gente non spende più». Non solo la clientela è diminuita, dicono in molti, ma chi fa acquisti tende a comprare la merce più economica. Il fatto che l’ingresso alla fiera mostra sia gratuito, comunque, è una possibilità in più di attirare visitatori.
Più ottimisti gli amministratori. «Quest’anno è servito poco tempo per trovare gli espositori – afferma Leonardo Carolini, presidente di Sefi – e c’è anche qualcuno in lista d’attesa. Non accadeva da anni, forse stiamo uscendo dalla fase più dura della crisi».
Una crisi che, secondo il sindaco Rossana Soffritti, ancora non ha allentato del tutto la sua presa, tuttavia «forse si sta creando una prospettiva di fiducia. Quest’anno c’è un’aria più positiva». Per capire se il bilancio definitivo della fiera mostra, evento ormai tradizionale per Venturina, sarà positivo occorrerà attendere almeno il 4 giugno, giorno di chiusura della manifestazione.

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