Il Tirreno

«Giuliani acquisisca la lettera del Mise e la risposta di Aferpi» 

«Giuliani acquisisca la lettera del Mise e la risposta di Aferpi» 

I Cinque stelle chiedono la discussione in consiglio sulla base di documenti e non di anticipazioni di stampa

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PIOMBINO. «Il sindaco acquisisca la lettera che il ministro Carlo Calenda ha mandato ad Aferpi e relativa risposta, e la porti in consiglio».
La richiesta è del gruppo consiliare del Movimento Cinque stelle ed è contenuta in una mozione che verrà discussa nella prossima seduta.
In premessa, il gruppo ricorda che il 19 aprile scorso, il ministro dello Sviluppo economico ha inviato una lettera ufficiale alla proprietà. Ricorda anche che il contenuto è a tutt’oggi sconosciuto, salvo le linee generali che sono state rese note dalla stampa e riportate dalle Rsu dello stabilimento presenti all’incontro tenuto il giorno stesso con la proprietà dell’azienda ed il ministro.
«Da quanto abbiamo appreso, con la medesima, – prosegue la nota – il ministro aveva messo in mora l’azienda rispetto ai termini del contratto di cessione dei rami di azienda Lucchini e Lucchini Servizi ed imposto il rispetto di una serie di condizioni non specificate. Il mancato rispetto di tali condizioni sarebbe stata causa di risoluzione del contratto stesso. Sempre in riferimento a quanto riportato dalla stampa e dalle Rsu, abbiamo appreso che alcune delle condizioni imposte da Calenda sono il prolungamento del periodo di sorveglianza del commissario straordinario per altri 2 anni ed il mantenimento della continuità produttiva dei treni di laminazione».
I Cinque stelle rammentano che l’iter procedurale previsto dalla legge lasciava 15 giorni di tempo alla proprietà per rispondere ufficialmente alla lettera accettando le condizioni. Nella cronistoria riprodotta dal gruppo, si legge che il 5 maggio è pervenuta al Mise la risposta formale della proprietà Aferpi alla lettera di messa in mora del ministro «i cui contenuti sono ad oggi sconosciuti. Ma secondo quanto riportato dagli organi d’informazione, l’azienda avrebbe accettato integralmente quanto imposto dal ministro», dicono ancora dal Movimento, aggiungendo alcune considerazioni. I
Intanto, la particolare gravità in termini di ricadute sociali per il nostro territorio e la complessità in termini legali che ha assunto la vicenda, rendendo «indispensabile che le sopracitate lettere siano analizzate accuratamente dal consiglio comunale di Piombino in qualità di rappresentanza eletta di tutta la città».
Da qui, l’impegno sollecitato al sindaco e alla giunta a richiedere ufficialmente copia della lettera inviata dal ministro e contestualmente una copia della relativa risposta.
Infine, si invita Massimo Giuliani a fornire tempestivamente le due lettere, una volta acquisite, ai consiglieri.

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