Italia
Massimo impegno per la deroga sul punto nascita »
La giunta punta sull’inserimento del reparto tra quelli da salvare. Intanto un’Altra Piombino evidenzia le numerose criticità della sanità locale
PIOMBINO. Una carrellata molto rosa, quella emersa dall’incontro con la Terza commissione consiliare, e la direttrice generale Usl Toscana Nord ovest, Maria Teresa De Lauretis. Investimenti, concorsi, l’accorpamento con Cecina che consentirebbe di consolidare Villamarina. In previsione, la riduzione delle liste d’attesa.
Poi, un accenno ai numeri che non ci sono per mantenere attivo il punto nascita. Solo 270 fiocchi appesi alla nursery nel 2016. Saliti a mille, quelli previsti dal ministero per il mantenimento. Un passaggio che conferma il rischio di soppressione. Salvo deroga.
Ed è proprio su quella che conta l’assessore Margherita Di Giorgi. Che assicura «massimo impegno per ottenere la deroga affinché il punto nascita rimanga a Piombino. Naturalmente con tutte le garanzie di sicurezza necessarie». Perché il fattore (in)sicurezza è evidenziato dai sostenitori della soglia minima dei mille nati/anno, al di sotto della quale le garanzie per madri e bambini sarebbero inferiori.
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Il primario di Maternità e Ostetricia Ambrogio De Nardo crede più alla validità dell’inserimento di Villamarina nell’elenco dei punti da salvare, piuttosto che nella teoria dell’”assemblaggio” virtuale tra tre punti-nascita che, insieme, supererebbero la fatidica soglia.
Un accorpamento amministrativo, tra Piombino e Portoferraio (all’Elba nascono 200-220 bimbi ogni anno), senza escludere l’ulteriore aggancio con Cecina (dove i nati sono 700). La difesa passerebbe da un modello organizzativo che supererebbe i numeri necessari. Un solo ospedale articolato nei tre presìdi decentrati. Con punti di domanda sulla fattibilità economica.
Oltre a sperare nalla deroga, De Nardo tiene a sottolineare l’importanza di mantenere il reparto di Ostetricia, che svolge una mole importante di prestazioni.
Meno rosea rispetto alla nota del Comune, è quella sottoscritta da Un’altra Piombino. «Da dove scaturisce tanto ottimismo? Se guardiamo dal punto di vista della riduzione dell’ospedale a un semplice presidio di base con Pronto soccorso ed un numero limitato di servizi, allora si comprende la soddisfazione. Ma se guardiamo dal punto di vista dell’offerta attuale, ci rendiamo conto del drastico depauperamento», afferma la lista civica che parla di drastico impoverimento dell’offerta «complici la riforma regionale e i tagli già imposti dalle politiche governative, con l’accorpamento delle aziende sanitarie in tre macro-aree e conseguente concentrazione delle risorse e dei servizi nei grandi centri. «Non tutti i cittadini avranno le stesse possibilità e l’offerta dovrà essere “sostenibile” con risorse sempre più esigue. Aumenta così il ricorso ai privati per chi può, mentre un numero crescente di cittadini rinuncia a curarsi. Piombino, – prosegue la lista – con una popolazione anziana e impoverita si è vista sottrarre molti servizi: alcune specialistiche sono sopravvissute solo come prestazioni ambulatoriali, altre sono state soppresse (laboratorio analisi, UTIC e senologia) mentre le altre stanno lavorando in condizioni di estrema criticità e con tempi di attesa estenuanti. Il punto nascita, nonostante tutti i proclami elettorali, è da tempo destinato alla chiusura. La casa della salute è ancora in via di definizione e sembra delinearsi solo come un agglomerato di medici di base, ben lontana dalla declamata continuità ospedale-territorio. Un’altra unità in affanno è l’urologia: da una struttura efficiente che garantiva prestazioni altamente professionali, siamo arrivati ad un’offerta poco più che ambulatoriale, offerta che i cittadini devono in gran parte alla disponibilità e allo spirito di sacrificio di un solo medico».
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