Il Tirreno

«Creatività ed entusiasmo per cambiare la città» 

di Claudia Guarino
«Creatività ed entusiasmo per cambiare la città» 

Al Centro giovani De André si è festeggiato il decennale presentando il lavoro di due classi di Carducci ed Einaudi-Ceccherelli con questionari e interviste ai piombinesi 

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PIOMBINO. Impegno, per analizzare le necessità di Piombino e dei suoi giovani. Creatività, per elaborare soluzioni e generare idee. Coinvolgimento, per mettere in comunicazione generazioni diverse e favorire un dialogo costruttivo sulla città e sul suo futuro. “Piombino? Ci si pensa! ” ha voluto essere tutto questo, oltre che un progetto organizzato per volontà dell’assessorato alle politiche giovanili del Comune, in collaborazione con Lamberto Giannini, insegnante e pedagogista.
Ma i veri protagonisti sono stati i ragazzi della 4F del liceo Scienze umane del Carducci, della 4OSS e della 3BOSS dell’Einaudi-Ceccherelli che, in oltre due mesi, hanno distribuito questionari, realizzato interviste e curato la comunicazione sui social. E ieri, al Centro giovani De André, sono stati gli stessi ragazzi a presentare i risultati del loro lavoro, nel corso di un dibattito che è stato, soprattutto, una festa. “Se questa è banalità”: ecco il titolo della giornata, che ha voluto «comunicare come solo con volontà, creatività ed entusiasmo si può cambiare ciò che non ci aggrada», per usare le parole dei giovani.
All’evento sono intervenuti il sindaco Massimo Giuliani, Irene Marconi, operatrice della coop Il Granaio che gestisce il Centro giovani e Diana Del Bufalo, giovane artista invitata dagli studenti in qualità di ospite.
«Piombino? Ci si pensa! è stata un’esperienza fantastica – ha sottolineato Lamberto Giannini – Questo progetto ha voluto far venir fuori le proposte dei ragazzi, anche attraverso i conflitti che si sono via via creati. Con questo lavoro, comunque, non abbiamo voluto offrire una verità sulla vita dei giovani a Piombino, perché il nostro è unicamente un punto di vista».
Una prospettiva, quella esplorata dai ragazzi, che offre uno spaccato della vita cittadina, ponendo in connessione generazioni differenti, nell’obiettivo di stimolare il dialogo e di mettere in moto le idee. «L’opinione degli adulti piombinesi sui giovani ruota attorno all’idea dell’influenza esercitata su di loro dalle tecnologie, che causerebbero una mancanza di voglia di fare – ha detto Rachele Mascherini, studentessa responsabile del gruppo che ha realizzato interviste e montato, con esse, un video – I giovani, invece, hanno detto, ad esempio, di aver voglia di fare, di essere originali e non sempre dipendenti dalla tecnologia. Sono tutti d’accordo, comunque, sul fatto che a Piombino manchino i mezzi, oltre che discoteche, bowling, lavoro e luoghi di aggregazione».
In molti dei ragazzi presenti ieri al Centro giovani c’è grinta: sono convinti che, avendo altre strutture a disposizione, potrebbero davvero cambiare le cose e dare un nuovo corso alla città. Hanno chiesto però di essere ascoltati, perché, da quanto emerso anche dai questionari, ha sottolineato la studentessa Chiara Tongiorgi, è vero che «quello che piace di Piombino sono i centri sportivi, la biblioteca, il mare, il cinema, ad esempio», ma è anche vero che molti si immaginano il futuro qui come «senza lavoro, povero, difficile, vuoto, triste e buio».
Perciò per migliorare, hanno detto i ragazzi, è necessario lavorare tutti insieme e fare rete. Perché cambiare in meglio si può. E l’amministrazione è convinta che il percorso per il cambiamento passi anche attraverso la condivisione degli spazi, compreso quello del Centro giovani De André, che compie dieci anni. «Oggi festeggiamo il decennale del centro – dice Graziano Simoncini, responsabile Ufficio giovani del Comune – Per quest’occasione, con il progetto “Piombino? Ci si pensa! ”, abbiamo voluto parlare dei giovani, ma con i giovani. I ragazzi sono stati stupendi, determinati e decisi a difendere le loro idee».

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