Il Tirreno

Commissario e “Marzano” avanti col piano Calenda 

di Cristiano Lozito
Commissario e “Marzano” avanti col piano Calenda 

Al Mise il ministro annuncia un tavolo tecnico per individuare il partner di Rebrab Sull’indotto un appuntamento specifico con la viceministra Bellanova

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PIOMBINO. «Il ministro Carlo Calenda risponderà alla lettera di Cevital accogliendo la sua disponibilità a estendere la sorveglianza del Governo col commissario Piero Nardi per altri due anni» e annunciandogli la volontà «di aprire, da subito, un tavolo tecnico per individuare anche la futura partnership per la siderurgia, con gruppi siderurgici già interessati, lasciando a Cevital la parte logistica e agroalimentare».
È quanto ha riferito Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, al termine dell’incontro al Mise in cui i vertici dei sindacati metalmeccanici (c’erano anche Maurizio Landini per la Fiom e Marco Bentivogli per la Fim) e le segreterie territoriali hanno incontrato il ministro Calenda, la viceministra Teresa Bellanova, il commissario Piero Nardi.
Un incontro in cui il sindacato ha potuto verificare l’attivismo del Governo, che con Bellanova ha annunciato anche «la prossima convocazione – come si legge in una nota di Fim, Fiom, Uilm, e Uglm – del tavolo tecnico sull’indotto».
Il ministro, secondo quanto spiegano i sindacati, dopo aver illustrato i contenuti della lettera del ceo di Cevital, Said Benikene, ha annunciato che a sua volta risponderà «confermando i punti già presenti nella lettera di messa in mora, richiedendo il piano operativo, il piano di business e quello per la partnership».
A Cevital verrà chiesto inoltre, «pena l’avvio formale di messa in inadempienza procedurale – dicono ancora Fim, Fiom, Uim, Uglm – di mantenere un livello produttivo tale da poter confermare l’ammortizzatore sociale in essere», cioè la solidarietà.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che qualsiasi sarà il partner – nessun nome è stato fatto pubblicamente anche se i nomi più citati dietro le quinte restano quelli di Jindal e British Steel – «dovrà comunque garantire la produzione di acciaio a Piombino come previsto nell’Accordo di programma».
Mercoledì prossimo, 17 maggio, è fissata con modalità ancora da decidere l’assemblea dei lavoratori a cui parteciperanno le segreterie nazionali dei metalmeccanici.
Prende forma dunque il disegno di Calenda, che aveva come indispensabile precondizione il prolugamento della sorveglianza del Governo e della legge Marzano, così da mettere in sicurezza i lavoratori, quanto meno con gli ammortizzatori sociali, fino al giugno del 2019.
Se il progetto di Calenda dunque avvia il proprio percorso prevedibilmente in tempi brevi (attesa la convocazione di Issad Rebrab nel giro di qualche giorno) visto che l’operazione del prolungamento della sorveglianza governativa va compiuta entro il 30 giugno, resta il nodo della continutà produttiva. O meglio della ripresa della produzione, visto che al momento marcia solo il treno rotaie. C’è la minaccia del ricorso alle more dell’inadempienza contrattuale da parte del mimistro, è vero, ma nessuno sa se Rebrab può o vuole mettere i soldi necessari all’acquisto dei semiprodotti. Calenda vuole poi un tavolo in cui affrontare il tema della partnership, chiarendo che a Rebrab verrebbero lasciati logistica e agroindustriale. Resta quindi da capire se Rebrab accetterà una mossa che di fatto prima o dopo lo escluderebbe dalla partita della siderurgia.

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