Gioco
Aferpi, Calenda convoca i sindacati
Domani incontro al Mise, oggi si riuniscono le rsu. Il ministro vuol fare in fretta a decretare il secondo biennio del commissario
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Sindacati domani al Mise, convocati dal ministro Carlo Calenda per discutere della situazione Aferpi alla luce della risposta inviata da Said Benikene, per conto di Issad Rebrab alla lettera di messa in mora del Governo. Incontro che seguirà il consiglio di fabbrica convocato per oggi dove le rsu faranno il punto.
Calenda dunque mostra di non voler lasciare tempo e spazio a illazioni sui contenuti di una lettera dove gli elementi emersi rappresentano solo annunci già conosciuti, e a possibili polemiche dopo un violento attacco del Sole 24 Ore al commissario Piero Nardi e alle scelte del Governo ai tempi della cessione della ex Lucchini a Rebrab.
Ma il ministro vuole fare in fretta perché in realtà ha intenzione di mettere nero su bianco al più presto il prolungamento della vigilanza del Governo,(e di conseguenza della “Marzano”) su cui Rebrab non si è opposto formalmente chiedendo però un tavolo tecnico per affrontare la questione. Con una cinquantina di giorni davanti per arrivare al 30 giugno – scadenza del biennio di sorveglianza – Calenda sa che non c’è tempo da perdere mettendo in conto tra l’altro la possibilità di dover provvedere con un altro decreto al prolungamento dell’attività del commissario.
Entro fine mese dunque il ministro vorrebbe aver chiuso questa parte della vicenda (con i lavoratori in sicurezza almeno fino al giugno 2019), dal punto di vista dei tempi quasi in parallelo con la conclusione della gara per Taranto dove è in corsa Sajjan Jindal con la sua Jsw. Jindal nei giorni scorsi avrebbe formalizzato il suo interessamento per Piombino con una lettera a Calenda, svincolandolo per la prima volta dall’esito della gara per Ilva, dove l’industriale indiano partecipa in una cordata con Arvedi, Del Vecchio (patron di Luxottica) e Cassa depositi e prestiti, opposta al gruppo guidato da Arcelor Mittal.
Se dunque esiste un interesse di Jindal a prescindere, è chiaro però che da parte sua non ci saranno altre mosse sino alla proclamazione del vincitore della gara di Taranto.
L’idea di Calenda è quella di un ingresso della Jsw di Jindal in Aferpi (non escludendo comunque al momento altre possibilità, come quella di British Steel) solo inizialmente in società con Rebrab, per guidare l’acciaieria e lasciare all’industriale algerino il compito di realizzare i progetti di logistica e agroindustriale, senza i quali il saldo occupazionale resterà comunque negativo. Progetti che comunque al momento restano sulla carta e che necessitano di consistenti investimenti.(cloz)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Calenda dunque mostra di non voler lasciare tempo e spazio a illazioni sui contenuti di una lettera dove gli elementi emersi rappresentano solo annunci già conosciuti, e a possibili polemiche dopo un violento attacco del Sole 24 Ore al commissario Piero Nardi e alle scelte del Governo ai tempi della cessione della ex Lucchini a Rebrab.
Ma il ministro vuole fare in fretta perché in realtà ha intenzione di mettere nero su bianco al più presto il prolungamento della vigilanza del Governo,(e di conseguenza della “Marzano”) su cui Rebrab non si è opposto formalmente chiedendo però un tavolo tecnico per affrontare la questione. Con una cinquantina di giorni davanti per arrivare al 30 giugno – scadenza del biennio di sorveglianza – Calenda sa che non c’è tempo da perdere mettendo in conto tra l’altro la possibilità di dover provvedere con un altro decreto al prolungamento dell’attività del commissario.
Entro fine mese dunque il ministro vorrebbe aver chiuso questa parte della vicenda (con i lavoratori in sicurezza almeno fino al giugno 2019), dal punto di vista dei tempi quasi in parallelo con la conclusione della gara per Taranto dove è in corsa Sajjan Jindal con la sua Jsw. Jindal nei giorni scorsi avrebbe formalizzato il suo interessamento per Piombino con una lettera a Calenda, svincolandolo per la prima volta dall’esito della gara per Ilva, dove l’industriale indiano partecipa in una cordata con Arvedi, Del Vecchio (patron di Luxottica) e Cassa depositi e prestiti, opposta al gruppo guidato da Arcelor Mittal.
Se dunque esiste un interesse di Jindal a prescindere, è chiaro però che da parte sua non ci saranno altre mosse sino alla proclamazione del vincitore della gara di Taranto.
L’idea di Calenda è quella di un ingresso della Jsw di Jindal in Aferpi (non escludendo comunque al momento altre possibilità, come quella di British Steel) solo inizialmente in società con Rebrab, per guidare l’acciaieria e lasciare all’industriale algerino il compito di realizzare i progetti di logistica e agroindustriale, senza i quali il saldo occupazionale resterà comunque negativo. Progetti che comunque al momento restano sulla carta e che necessitano di consistenti investimenti.(cloz)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
